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mercoledì 19 maggio - Aggiornato alle 05:25

Musica in Galleria, così Umbria jazz dà spazio ai duetti e alle nuove generazioni: programma colto e curioso

La prestigiosa location del museo di Perugia viene riservata per suggestivi progetti con super coppie, ma non solo: Wilson-Nash, Peirani-Parisien, Mirabassi-Taufic, Lanzoni-Evangelista

Il duo Wilson-Nash alla sala Podiani della Galleria nazionale
Il duo Wilson-Nash alla sala Podiani della Galleria nazionale

di Danilo Nardoni

La formula privilegiata è quella del duo. Un programma quasi da camera. Nella location più prestigiosa, evocativa ed esclusiva di Perugia, la Galleria nazionale dell’Umbria, sta andando in scena ‘Jazz goes to the museum’, ciclo di concerti confermato dopo l’ottimo esordio dello scorso anno. Il jazz ‘che va al museo’ è una tradizione molto praticata in America ma che anche Umbria jazz in passato ha tradotto in eventi memorabili, visto che alla sala Podiani della Galleria si sono tenuti anche concerti di Brad Mehldau, Uri Caine e Danilo e Rea, oltre che del duo Charlie Haden – Pat Metheny.

Programma colto e originale Nove concerti a mezzogiorno, iniziati sabato 8 luglio, e che andranno avanti fino al 16 luglio nella grande Sala Podiani del museo, frutto di una collaborazione tra la Fondazione del festival e la direzione del museo. Due bellissimi concerti hanno già visto come protagonisti il sassofono-batteria di Steve Wilson e Lewis Nash (il terzo è in programma mercoledì 12 luglio). Altro duo è quello di Vincent Peirani ed Emile Parisien: fisarmonicista il primo, sassofonista il secondo. Musica brasiliana del versante “colto” è il terreno su cui si incontrano Gabriele Mirabassi, clarinettista perugino di formazione accademica, e Roberto Taufic, chitarrista cosmopolita. Tutta italiana è la coppia Alessandro Lanzoni – Gabriele Evangelista. Completano il cartellone, eccezione quindi alla formula del duo, il trio italo-austriaco Zeig e il quartetto di Linda Oh. Annullato invece il live del progetto ‘Al Amal’ di Luca Aquino che era in programma lunedì 10 luglio. In prima fila quindi le proposte più sperimentali insieme anche alle nuove generazioni del jazz, con un programma colto e curioso.

Wilson-Nash I primi due concerti di Umbria Jazz nel museo sono stati quelli del duo Wilson-Nash. Un sassofono ed una batteria sono una formula difficile e poco frequentata, che richiede grande maestria tecnica ed una consolidata sintonia. Entrambe non mancano ai due musicisti americani, che hanno esordito nel 2000 con quella che era destinata ad essere una partnership occasionale ma che poi col tempo è diventata abbastanza stabile. Wilson e Nash girano dalle parti dei classici, attingendo a composizioni di Dizzy Gillespie, Fats Waller, Duke Ellington, Thelonious Monk, Count Basie in una sorta di storia del jazz ridotta all’essenziale del dialogo (anzi “duologue”, come preferiscono dire) tra melodia e ritmo. Ultima occasione per vederli è quella di mercoledì 12 luglio, sempre a mezzogiorno.

Peirani-Parisien Martedì 11 luglio toccherà a Vincent Peirani ed Émile Parisien: trentasette anni il primo, trentacinque il secondo, sono da iscrivere di diritto tra i capifila della nuova generazione del jazz francese. Entrambi vengono da una solida formazione accademica, entrambi da giovani si sono innamorati del jazz, cercando di innovarne il linguaggio senza mai trascurarne le radici e con l’orecchio rivolto anche alle tradizioni musicali transalpine.

Mirabassi-Taufic Il duo si esibirà giovedì 13 luglio. Gabriele Mirabassi, perugino, è un clarinettista che ha spaziato a lungo tra jazz e musica classica contemporanea per arrivare a coltivare un intenso rapporto d’amore con la musica brasiliana. Roberto Taufic, honduregno figlio di genitori palestinesi, da tempo stabilmente molto attivo in Italia, è chitarrista che alla musica brasiliana ha aggiunto, da cosmopolita qual è, i suoni del mondo.

Lanzoni-Evangelista Venerdì 14 luglio un nuovo duo. Sono due giovani interessanti e non più solo promesse del jazz italiano. Alessandro Lanzoni, fiorentino, pianista, diplomato al conservatorio Cherubini. Nel 2013 gli è stato assegnato da una giuria di giornalisti del settore il premio Top Jazz della rivista Musica Jazz come miglior nuovo talento dell’anno. Gabriele Evangelista, senese, contrabbassista, diplomato al conservatorio di Livorno. Prima di dedicarsi al jazz ha suonato musica classica, anche come solista di contrabbasso. Attualmente è spesso presente nei gruppi di Enrico Rava, essendo membro sia del quintetto Tribe che del New 4et.

Progetto Zieg Zieg è il nome del trio di Manuele Morbidini, sassofoni, Elias Stemeseder, pianoforte, Igor Spallati, contrabbasso. Il loro concerto è in programma sabato 15 luglio. Sono tre giovani musicisti che rappresentano l’ultima generazione del jazz, caratterizzata da un approccio non “ideologico”: mente aperta e disponibilità a confrontarsi con espressioni diverse, ma inserite in una idea ben precisa di ricerca.

Linda Oh Quartet Nata in Malesia da genitori cinesi, cresciuta a Perth, Australia, e da qualche anno residente a New York, Linda Oh, contrabbassista e compositrice, è considerata oggi molto più di una promessa. A lei il compito si chiudere il ciclo di concerti al museo domenica 16 luglio.

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