Currently set to Index
Currently set to Follow
domenica 25 luglio - Aggiornato alle 12:11

Marsalis e Cohen ‘riaccendono’ l’Arena, l’orchestra di Umbria jazz con Iverson il Morlacchi: buona la prima

La prima giornata del festival ha messo subito in scena alcune suggestive particolarità ma anche, causa forza maggiore, qualche mancanza

Wynton Marsalis e la formazione Jazz at Lincoln Center

di Danilo Nardoni

L’atmosfera, inutile negarlo, non è la solita. Quella che da sempre caratterizza Umbria jazz come la festa della musica e delle note che sgorgano da ogni angolo della città. Non è ancora l’Uj di sempre, perché il festival di sempre è, in fondo, l’apoteosi dell’assembramento e dei concerti gratuiti in piazza. Ma arrivare all’Arena Santa Giuliana e ritrovarla vestita a lustro dopo l’assenza nel 2020, pur con capienza ridotta, provoca belle sensazioni. Segno di un ritorno, pur graduale, alla formula classica del festival. Formula dell’edizione 21 che ha infatti come clou i concerti serali nel main stage dell’Arena. E la prima, quella della ripartenza, pur se non ha l’atmosfera delle grandi occasioni mette in condizioni pubblico e musicisti di rendere tutto normale e comunque affascinante.

FOTO: IL CONCERTO DI WYNTON MARSALIS

Emmet e Samara Al trio di Emmet Cohen, giovane astro del pianoforte, il compito non facile di aprire e scaldare i presenti con un set più da jazz club che da Arena. Cohen si conferma comunque come un autorevole rappresentante della nouvelle vague del jazz contemporaneo che conserva ben saldo il legame con il passato ma che con la mente è proiettata verso il futuro. La bella sorpresa arriva dall’ospite speciale e rivelazione Samara Joy McLendon, giovanissima cantante che si inserite tra le note del trio e prima di cantare afferma: “Bello esibirsi davanti a tante persone”. La cantante è balzata alla ribalta del jazz per aver vinto due anni fa una delle più prestigiose manifestazioni del genere, la Sarah Vaughan International Jazz Vocal Competition. Per una cantante, è il massimo che si possa sperare. Samara viene da una famiglia di musicisti, è cresciuta con il gospel e ha maturato interesse per il jazz nell’età del college. Ventun anni non ancora compiuti, si è esibita nei più importanti jazz club di New York e sta per pubblicare il suo primo disco.

FOTO: IL CONCERTO DI EMMET COHEN

Orchestra del Lincoln Center e Marsalis Il palco dell’Arena poi ha ospitato la Jazz at Lincoln Center, una delle più prestigiose istituzioni culturali americane. Progetto che ha preso forma verso la metà degli anni ottanta anche grazie a Wynton Marsalis, oggi il direttore artistico. Ed il ritorno di Marsalis in esclusiva italiana a Umbria Jazz, dove fu presente fin dai primi passi della sua straordinaria carriera, si è caratterizzato come un evento, anche soprattutto grazie ad una formazione assolutamente fuori dal comune con un organico di quindici tra i più brillanti jazzmen americani del momento.

VIDEO: IL CONCERTO DI EMMET COHEN

Orchestra di Uj al Morlacchi La prima giornata del festival ha visto anche l’avvio di una rassegna molto particolare, quella che Umbria Jazz 21 ha organizzato per la sezione dei concerti pomeridiani. Un ciclo interamente dedicato alle orchestre italiane, formazioni che a dispetto delle difficoltà dimostrano una straordinaria vitalità artistica. Quello che si vuole far emergere, come ha spiegato il curatore della rassegna il sassofonista Manuele Morbidini, è uno spaccato variegato, fatto di stili e visioni diverse, con il comune denominatore del fascino che le grandi formazioni possono esercitare sul pubblico. Il primo dei dieci eventi con altrettante orchestre italiane – per rappresentare quindi lo stato dell’arte, certamente non esaustivo ma abbastanza dettagliato, delle grandi formazioni ad oggi – è andato in scena con la formazione di “casa”, l’Umbria Jazz Orchestra accompagnata da Ethan Iverson. In tema di orchestre, Umbria Jazz ha infatti preso una iniziativa molto concreta. Qualche mese fa è uscito il primo disco dell’Umbria Jazz Orchestra, che documenta un progetto sul bebop ideato e diretto da Ethan Iverson e andato in scena come prima ad Orvieto. L’Orchestra esiste da alcuni anni per iniziativa di Umbria Jazz ed è già stata coinvolta in altri progetti artistici del festival. L’Orchestra delinea e offre di Umbria Jazz uno spaccato significativo che va oltre il mero ruolo di organizzare eventi: il più grande Festival italiano affida il suo marchio ad un gruppo di musicisti, bravi e professionali, che hanno così la possibilità di crescere in contesti prestigiosi con la leadership di musicisti di grandissimo spessore internazionale: Kurt Elling, Ryan Truesdell, Wayne Shorter, Gil Goldstein, Gregory Porter, Vince Mendoza, Quincy Jones, Paolo Fresu, lo stesso Iverson. Il senso di questa operazione va ben oltre il poter disporre di una Orchestra stabile (ad organico variabile, secondo le necessità) per realizzare concerti per i quali serve una formazione estesa. Significa anche, e forse soprattutto, sostenere la maturazione artistica e professionale di musicisti, per lo più giovani, con quella che nella storia del jazz è sempre stata l’istituzione formativa per eccellenza: l’orchestra. Con ottimi risultati, visti i pareri unanimi dei leader di questi progetti: tutti hanno elogiato la band per il grado di professionalità e qualità raggiunto. Se i complimenti vengono da personaggi come Shorter e Truesdell, star del jazz mondiale, valgono molto. Ed all’orchestra di “casa” non poteva che essere lasciato l’avvio di quello che è stato definito un festival dentro il festival.

I commenti sono chiusi.