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domenica 16 maggio - Aggiornato alle 14:09

Lirismo, virtuosismo e salsa nella notte dell’arena: con due donne leader Hiromi e Angelique Kidjo si accende Umbria jazz

L’arte dell’incontro musicale ha preso vita con il duetto insolito tra la pianista giapponese e l’arpista colombiano Castaneda e con l’omaggio a Celia Cruz della cantante africana

Hiromi ©Fabrizio Troccoli

di Danilo Nardoni

Duetti, donne leader, lirismo, virtuosismo, salsa, ritmi, incontri improbabili ma rivelatori. Tutti ingredienti che hanno condito la magnifica serata del 12 luglio nel main stage di Umbria jazz. In una edizione di Umbria jazz molto al femminile, l’arena Santa Giuliana ha proposto due degne rappresentati del gentil sesso nonché due grandi donne leader. La pianista Hiromi, stella giapponese del pianoforte, in un curioso ed originale duo con l’arpista colombiano Edmar Castaneda. E poi Angelique Kidjo, per la prima volta al festival jazz di Perugia, che con la sua voce si è esibita in un tributo alla regina della salsa, Celia Cruz, con in formazione anche un ospite speciale come il cubano Pedrito Martinez alle percussioni. Notte magica e calda quindi, anche musicalmente parlando, all’arena Santa Giuliana che con un doppio concerto ha messo in luce pure l’arte dell’incontro musicale o meglio il jazz come protagonista di incroci improbabili ma dalle immense possibilità.

FOTOGALLERY DELLA SERATA

HIROMI E CASTANEDA SUL PALCO DI UJ – IL VIDEO

KIDJO E MARTINEZ SUL PALCO DI UJ – IL VIDEO

Hiromi-Castaneda Sul palco principale di Umbria jazz, quindi, ad inizio serata una pianista giapponese ha incontrato un arpista colombiano. Piano e arpa. Giappone e Colombia. Le suggestioni sono state tante. Affascina questa sinergia, soprattutto quando si intrecciano i loro stili, le loro diverse culture e contaminazioni. Il risultato è emozionante. Hiromi e Castaneda hanno suonato insieme la prima volta al Blue Note di New York e quella prima volta li ha poi convinti a dare seguito a questa inusuale formula. Formazione minimale, il duo, ma sempre di grande impatto e con questa edizione di Umbria jazz che ne ha offerti già molti e ne propone ancora fino al 16 luglio. L’incontro-confronto-sintesi di due diverse sensibilità musicali, come in questo caso, simboleggia in modo semplice la complessa alchimia che c’è in tutta la musica e che si crea nel jazz in particolar modo. Hiromi e Castaneda sono virtuosi ma non solo. Veloci, tecnici ma anche precisi e portatori sani di pathos. Tra i brani eseguiti spazio anche a Charlie Parker e Duke Ellington, oltre ad un brano dedicato a Jaco Pastorius (For Jaco), con la sorpresa della ‘Cantina theme’ ripresa dalla colonna sonora di Star Wars. Il finale è tutto per una suite di quattro movimenti intitolati rispettivamente, come nella sequenza proposta, Aria, Terra, Acqua, Fuoco. Con la parte finale che esprime elementi orientali e sudamericani mischiati in maniera sublime. Hiromi ha inserito il duo con Castaneda nella sua frenetica attività che la porta in giro per il mondo con l’abituale trio, con il duo pianistico con Michel Camilo e con le piano solo performance. Musica classica, rock e jazz nella sua musica. Mano destra e mano sinistra sulla tastiera difficili da distinguere. Castaneda, che da Bogotà si è trasferito stabilmente a New York e che suona normalmente con un trio di cui è l’attrazione assoluta, a Perugia ha dimostrato tutte le sue capacità, soprattutto quella di un virtuosismo non comune.

Pubblico «Sono molto felice di essere tornata a Perugia e al festival Umbria jazz perché questo è un posto speciale per me» dice Hiromi ad inizio serata mischiando italiano e inglese. Così come Castaneda: «E’ un piacere essere ancora qui, un posto meraviglioso che è un regalo di Dio». Entrambi infatti sono molto noti al pubblico di Umbria jazz dove hanno fatto passi importanti per le loro carriere: Hiromi ha esordito a Uj winter nel 2002 presentata da Ahmad Jamal; anche Castaneda ha esordito a Orvieto nel 2005 in trio. Tutti e due sono tornati più volte al festival, accolti sempre con grande calore dal pubblico. Anche stavolta l’abbraccio non è stato da meno e loro hanno ripagato regalando una serata bella intensa, una delle più emozionanti finora. Peccato per un pubblico numericamente non all’altezza della serata. Solo 800 persone circa a colpo d’occhio, che confermano la tendenza del calo dei biglietti venduti per l’edizione 2017 del festival.

Kidjo-Martinez Emozionante è stato anche il secondo set della serata, quello con la cantante africana Angelique Kidjo, definita da Time Magazine “Africa’s premier diva”, e che è riduttivo confinare esclusivamente tra i paletti della musica. Nel suo esordio al festival Kidjo, che ha vinto tre Grammy ed una infinità di riconoscimenti in tutto il mondo, ha reso omaggio ad una grande donna della musica come Celia Cruz, icona assoluta della musica latina e della salsa. Artista che Umbria jazz ha ospitato in memorabili concerti. Angelique Kidjo, dal Benin in cui è nata, ha prima di tutto cercato di farsi voce, coscienza e anima dell’Africa con una musica in cui però nei ritmi africani confluiscono i suoni del mondo. Nell’omaggio di Kidjo a Celia Cruz, un ruolo importante lo ha avuto anche il percussionista Pedrito Martinez, cubano come la regina della salsa. Salsa che Kidjo ha definito “musica gioiosa”. E allora spazio alla gioia e al ritmo che sono scesi sull’arena perugina. Il pubblico però resta seduto per quasi tutto il concerto. Non si capisce perché. Il ritmo è così trascinante che si fa fatica a non saltare in piedi. Quando intona la sua Mama Africa scende allora lei in platea per invitare alla danza. Il pubblico inizia a scaldarsi, con i balli che proseguono fino alla fine sotto il palco e anche sopra, con persone che escono dal backstage a ballare.

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