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domenica 16 maggio - Aggiornato alle 14:36

Le note di Cuba e Brasile riscaldano il gelido lunedì di UJ. Eliane Elias tra Baker e bossa nova

Eliane Elias ieri all'Arena (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Servivano le note di Cuba e del Brasile per riscaldare il primo gelido lunedì di Umbria Jazz dopo un weekend flagellato da pioggia e freddo. La temperatura, almeno quella musicale, è salita nel pomeriggio al «Morlacchi» dove la giovane violinista cubana Yilian Canizares ha presentato il suo ultimo lavoro, «Ochumare» (ovvero l’Orisha, la divinità Yoruba che incarna l’arcobaleno), che è anche il nome della sua band formata dal pianista Daniel Staviski, dal contrabbassista David Brito e dal batterista Cyril Regamey. Oltre ad alcuni brani dell’album uscito nell’aprile scorso, la violinista ha regalato al pubblico del festival altri pezzi che andrà ad incidere nell’album che dovrebbe uscire ad ottobre. La musica proposta da Canizares si inserisce nel solco di quella sensibilità musicale che ha fuso jazz, sonorità latine e, nel caso della violinista e cantante, molta tradizione popolare. Basti pensare a quella dolce ninnananna che è «Duerme negrito».

VIDEO – IL CONCERTO DI YILIAN CANIZARES

Eliane Elias Canizares lungo i 90 minuti del concerto racconta storie d’amore e di sofferenza, mescolando sonorità, ritmi arcani e afro così come cha cha cha, latin jazz, usando il violino ora come una ‘seconda voce’ ora per disegnare melodie. Nel frattempo, finalmente, le nuvole abbandonano Perugia e in un’Arena fredda e umida si alza il sipario dietro al quale c’è la pianista e cantante paulista Eliane Elias. Per lei, un ritorno a Umbria Jazz dove mancava nel 2002 mentre la sua prima apparizione l’ha fatta nel 1984. Insieme ad Elias sul palco c’è il contrabbassista Marc Johnson, marito della pianista e contrabbassista, tra gli altri, per Bill Evans e Chet Baker. Ed è proprio Baker uno dei punti di riferimento del concerto. L’ultimo disco della paulista si chiama infatti «I though about you», canzone della fine degli anni ’30 diventato nel corso dei decenni un jazz standard reso famosissimo da interpretazioni come quelle di Billie Holliday, Miles Davis e, appunto, Chet Baker.

VIDEO – IL CONCERTO DI ELIANE ELIAS
FOTOGALLERY – LA SERATA DELL’ARENA

Baker e bossa nova «Il modo di cantare intimo, sussurato e senza vibrato di Chet Baker – spiega Elias dal palco – ha molto influenzato la bossa nova». Così come al Morlacchi, quindi, anche all’Arena il filo conduttore della serata è quello della contaminazione. Elias propone «I thought about you», «This cant’ be love» e un’intima versione di «Embraceable you». Il contatto con la sua terra d’origine viene ristabilito invece con dei grandi classici come «Desafinado» di Jobim, «Chega de saudade» («la canzone – dice Elias – che ‘inaugurò la bossa nova nel 1958») e «Rosa morena». Dopo il cambio palco all’Arena arriva uno degli aficionados del festival, ovvero il pianista Stefano Bollani. Con lui il bandolim di Hamilton de Holanda, portato da da otto a dieci corde con il risultato di dare ancora più colore alla tavolozza.

VIDEO – IL CONCERTO BOLLANI-DE HOLANDA

Brasile-Italia Il Brasile è un territorio che Bollani ama e frequenta da anni e così durante il concerto oltre a un brano come «O que serà», peraltro nome di un album registrato dal duo per la Ecm, c’è anche spazio per la canzone italiana («Guarda che luna»), un’altra delle praterie musicali preferite dal pianista. Prima della fine del concerto il duo diventa un trio grazie all’arrivo della clarinettista Anat Cohen. Martedì sera invece all’Arena si cambierà decisamente atmosfera con i Galactic (un mix di hip hop, world music, rock, blues e jazz) e l’omaggio a Louis Armstrong firmato da Dr John. Insomma, dal Brasile a New Orleans.

Twitter @DanieleBovi

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