lunedì 23 settembre - Aggiornato alle 02:50

Lauryn Hill, la diva che arrivava tardi mostra energia ma la performance non convince

L’ex Fugees si presenta all’Arena con quasi due ore di ritardo che si aggiungono a un’attesa lunga vent’anni. Il festival si scusa con il pubblico

Lauryn Hill

di Angela Giorgi

Si è fatta indubbiamente notare Lauryn Hill, nelle ore che hanno preceduto il suo concerto a Perugia per Umbria Jazz 2019 e che comprendono il mostruoso ritardo con cui è salita sul palco, per ragioni personali del tutto estranee all’organizzazione. Non è certo la prima e non sarà l’ultima a soccombere all’immagine dell’artista capriccioso, umorale e inaffidabile, ma il sospetto che le intemperanze da diva siano un tentativo di distrarre l’attenzione dalla qualità della performance è inevitabile. È meglio che quindi si parli della stanza prenotata per ospitare i suoi vestiti, quei vestiti recapitati nel cuore della notte da un tir appostato di fronte all’hotel, del make up artist richiesto a sua completa disposizione per dodici ore, dell’attesa interminabile che ha sfidato la pazienza del pubblico, costretto a subire un dj set di dubbio gusto (Dj Reborn, l’agnello sacrificale designato come bersaglio della comprensibile indignazione generale). È meglio parlare del personaggio piuttosto che dell’artista, un’artista che ha contribuito alla storia di un certo sound, con la sua carriera dai Fugees all’album solista ‘The Miseducation of Lauryn Hill’, risalente al lontano 1998. Una carriera a cui Lauryn Hill oggi si aggrappa con ostinazione.

FOTOGALLERY: LAURYN HILL IN TUNICA BIANCA 

La miseducation di Hill Lo show è energico, tutto costruito su ‘The Miseducation’, ma Miss Hill a tratti evita di cantare i passaggi più complessi e le coriste intervengono a colmare le lacune di una voce che non gode più di ottima forma. Gesticola nervosamente rivolgendosi al fonico di palco, intimandolo di alzare il volume che è già insopportabile: nell’impasto sonoro rimbombante, solo la tromba e a tratti le tracce del dj sono sufficientemente distinguibili, mentre le frequenze medie sono completamente fagocitate dai bassi debordanti. Nell’ultima parte del concerto regala un trittico tratto dal repertorio dei Fugees, tra cui una ‘Killing me softly’ assolutamente non all’altezza né dell’originale di Roberta Flack né della rilettura del vecchio trio di Miss Hill, e si concede al pubblico per un bagno di folla riparatore. Non si discute il talento di Lauryn Hill, che le ha garantito un successo tanto fulmineo quanto precoce, ma ci si chiede se un’artista non più attivo da vent’anni abbia ancora qualcosa da dire, in termini di creatività e di qualità della performance. Il confine tra l’autocompiacimento personale e gli spietati meccanismi dello star system è labile, il percorso individuale di Miss Hill è stato probabilmente accidentato, ma è innegabile che il pubblico e la Musica meritano un rispetto garantito solo da professionalità e passione autentica, che altri artisti hanno dimostrato di avere anche su quello stesso palco di Umbria Jazz.

VIDEO: «KILLING ME SOFTLY»

Il comunicato Il festival, da parte sua, nel corso della mattina di lunedì ha diffuso su Facebook un breve comunicato con cui si scusa per quanto successo: «Ci scusiamo con il pubblico del concerto di Miss. Lauryn Hill per il ritardo nell’inizio dell’esibizione, dovuto a cause assolutamente impreviste e indipendenti dalla volontà dell’organizzazione del Festival. Malgrado questo ritardo, però, il concerto si è tenuto regolarmente e non è pertanto previsto il rimborso del biglietto».

Lauryn Hill canta Killing me softly a Umbria Jazz 2019

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