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domenica 16 maggio - Aggiornato alle 14:29

«Laudato si’ Umbria Jazz»: ecco la svolta green che porterà il festival verso il cinquantenario

Presentato lunedì il progetto che prevede una serie di azioni per contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico

Un momento della conferenza stampa

di Daniele Bovi

«Un progetto che si inserisce in continuità con la tradizione e i valori di questa terra, da Aldo Capitini a San Francesco». Il direttore di Umbria Jazz Giampiero Rasimelli ha presentato così «Wake up! Music will save the planet!», il progetto che prevede la realizzazione di una serie di azioni, da qui all’edizione 2023 (quella del cinquantenario), volte a contribuire alla lotta contro i mutamenti climatici. Il tema della salvaguardia dell’ambiente, dunque, sarà il filo conduttore che accompagnerà Umbria Jazz verso i primi 50 anni di vita e, per l’occasione, è stato redatto un manifesto che può essere sottoscritto da chiunque. Insieme a Rasimelli lunedì alla libreria Feltrinelli di Perugia hanno presentato il progetto Allan Harriss, resident artist del festival, padre Enzo Fortunato (direttore della sala stampa del Sacro convento di Assisi), Fabio Mariottini di Arpa Umbria, l’assessore comunale Luca Merli, Giuseppe Cosentino (head of Local public affairs di Erg) e membri di associazioni come Arci, Amnesty international e Greenpeace.

Le azioni «Wake up!» prevede un impegno, già avviato, per la riduzione della plastica (dai 20 mila bicchieri a rendere alle 1.500 borracce distribuite ad artisti e staff fino alle stoviglie biodegradabili e alle due fontanelle installate), raccolta differenziata in tutte le location, laboratori e animazione per bambini, copertura completa del fabbisogno energetico con soluzioni green entro il 2023, un nuovo servizio di car sharing (Pop Move), un programma di digitalizzazione integrale delle attività del festival (dopo il rinnovamento del sito è in programma anche un’app), una serie di attività portate avanti insieme ad Arpa Umbria e azioni concrete contro lo spreco alimentare. «Non annunciamo cose già fatte – ha aggiunto Rasimelli – bensì un’intenzione forte, determinata e scadenzata nel tempo; un percorso fatto di tappe concrete per rispettare gli impegni presi con l’opinione pubblica. Harris ad esempio è qui come testimonial del nostro impegno e altri aderiranno».

Investimenti e appoggio istituzionale Sul fronte della ristorazione Rasimelli ha spiegato che si sta lavorando a un bando per un’assegnazione triennale del servizio «per poi consentire un investimento a chi se ne occuperà», mentre ulteriori sforzi per abbattere il consumo di plastica saranno fatti sul packaging: «Cercheremo di migliorare con passi lenti ma forti». Il festival intorno a sé ha raccolto «associazioni italiane esperte nella sostenibilità, importanti e meritori soggetti con cui impostare un ragionamento e misurare i risultati», ma per portare avanti il progetto servirà anche «un grande investimento economico e l’appoggio delle istituzioni», oltre a operazioni commerciali come quella con Erg. «Quest’avventura ci riguarda – ha spiegato padre Enzo – perché San Francesco è stato un cantautore e l’autore del cantico che cantava per le strade di Assisi e dell’Umbria, e poi perché si tratta di un cammino progressivo da fare tutti insieme. Per lasciare ai nostri figli un futuro migliore dobbiamo essere attenti alle persone e all’ambiente che ci circonda, quindi laudato si’ Umbria Jazz per questa scelta».

Le associazioni Per Greenpeace il festival «può essere un apripista e un esempio per altri concerti ed eventi; la direzione presa è giusta e invertire la rotta soprattutto sulle energie rinnovabili è un obiettivo importante, così come l’eliminazione della plastica usa e getta; in più c’è la concretezza di camminare passo passo verso un grande obbiettivo». Amnesty ha voluto approcciare il progetto partendo ovviamente dai diritti umani, «visto che questi – ha detto Sonia Forasiepi – sono legati al tema dell’ambiente, di cui ci occupiamo da un decennio in modo diretto e costante. I cambiamenti climatici sono devastanti per le persone e la salvaguardia dei diritti umani di fronte a questi stravolgimenti è quindi un tema centrale».

Twitter @DanieleBovi

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