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domenica 16 maggio - Aggiornato alle 15:04

Jamie Cullum e Lettuce, l’arena di Umbria jazz si scalda con una ventata di freschezza

A dieci anni dalla sua prima volta a Perugia, il jazzman inglese sfodera una suggestiva prestazione tra energia ed intimismo. Prima di lui la sorpresa arriva da Boston

Cullum sul palco dell'Arena

di Danilo Nardoni

Canta e suona il pianoforte, seduto e in piedi. Si muove molto, corre, salta. Jamie Cullum sul main stage di Umbria jazz è scatenato e dimostra tutta la sua versatilità. In uno dei primi brani con cui si è aperta la seconda serata all’arena Santa Giuliana dell’edizione 2017 del festival, lo troviamo in piedi sopra il suo pianoforte a coda pronto a spiccare il volo. Dopo un grande salto decolla la serata di Cullum ad Umbria jazz. Un giovane talento che ormai è cresciuto. E molto bene. Lo ha dimostrato sabato 8 luglio, a 38 anni e a dieci anni dalla sua prima apparizione a Perugia ed ospite ancora di Uj. Un salto che dà subito il segno di come si incanalerà il suo show, soprattutto pieno di fisicità ed energia, anche se non sono mancati momenti più soft. Energia riversata a piene dosi sul pubblico dell’arena anche dai Lettuce, funk band statunitense molto sorprendente e che ha fatto partire la serata dalle ore 21 nel modo giusto.

JAMIE CULLUM E I LETTUCE SUL PALCO DELL’ARENA – FOTO

Tra energia e intimismo Dal suo ultimo singolo ‘Work of art’, con cui ha aperto, fino a brani degli inizi come la delicata ‘What a difference a day made’, sono stati diversi i colori che l’inglesino tutto pepe ha saputo dare al concerto. Le direzioni che prende Cullum sono varie. Non solo tanta energia. È bravo infatti a rallentare quando bisogna farlo, con brani e momenti più intimi in trio, accompagnato solo da contrabbasso e batteria, per mettere invece da parte per un attimo chitarra e percussioni. Con i suoi dieci milioni di dischi venduti, un Grammy, due Golden Globe e numerosi altri premi e nomination, Cullum è il jazzman britannico più popolare di sempre. Musicista di livello internazionale che domina la scena jazz, ma non solo, della sua generazione. Stile inconfondibile con molteplici influenze: partendo dal jazz (‘Twentysomething’ è stato il disco che lo ha imposto all’attenzione del grande pubblico), grazie alla sua ecletticità, Cullum ha poi ampliato i suoi orizzonti musicali, spaziando tra soul, hip hop, rock e pop. E dal palco dell’arena lo ha dimostrato a suon di note.

CULLUM INCANTA IL SANTA GIULIANA – VIDEO

Trascinatore Cullum si diverte poi ad agganciare delle cover in coda ai suoi brani. E la scelta è apprezzata dal pubblico: ‘Shape of You’ di Ed Sheeran, ‘High and dry’ dei Radiohead e ‘Blackbird’ dei Beatles. E proprio come recita quest’ultimo brano, il ragazzo dell’Essex londinese ha decisamente imparato a volare. Anche per come sa guidare il pubblico con cui dialoga molto sottolineando ogni volta a gran voce la parola Umbria. Ad ascoltarlo un’arena non certo gremita ma comunque calda e partecipe. Sul finale chiama a raccolta tutti sotto il palco e sui titoli di coda fa saltare i presenti. Ma non basta. Richiamato a gran voce, con il coro del refrain dell’ultimo brano intonato da tutti, finisce per regalare un bella buona notte con un solo voce e piano.

LETTUCE ALL’ARENA – VIDEO

Lettuce In apertura del live di Cullum Umbria jazz ha voluto i Lettuce. Musicisti che hanno iniziato a suonare insieme nell’estate del 1992 a Boston, durante i corsi del Berklee, per poi due anni dopo formare il gruppo. Con il loro space-jazz, dalla grande energia e dagli arrangiamenti raffinati sono stati una bella sorpresa. Chitarra, basso, batteria, hammond e tastiere, tromba, sax: dal funk alla neo psichedelia fino all’hip hop, i componenti (con membri anche di band di successo come Dave Matthews Band e Soulive) hanno dato una bella prova di forza.

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