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domenica 9 maggio - Aggiornato alle 13:11

Dal Barocco a Gershwin il trionfo di Caine e Fresu. Fra la ternana Pegoraro e Danilo Rea abbraccio tra classica e jazz

A Umbria Jazz  si è appena chiuso un grande sabato di musica con i due concerti del teatro Morlacchi

Caine e Fresu all'Arena (foto M.G.)

di Daniele Bovi

Un sabato tra jazz e classica quello andato in scena al teatro Morlacchi di Perugia nella seconda giornata di Umbria Jazz, dominata da una coppia di duetti che hanno coperto un repertorio davvero vasto ed eterogeneo. Il la alla giornata lo hanno dato Cristiana Pegoraro e Danilo Rea alle 17, due pianisti con due storie musicali diverse alle spalle: la prima, ternana, si è dedicata più che altro alla musica classica mentre Rea, che ha bisogno di pochissime presentazioni, è tra i più noti pianisti jazz italiani. «Il progetto – spiega Pegoraro – è nato durante un’Umbria jazz di cinque anni fa perché mi piaceva un po’ legare l’improvvisazione jazzistica alla prassi della musica classica; da lì abbiamo portato la nostra musica un po’ in giro per il mondo, fino ad approdare qui a Perugia. Ringrazio Danilo per aver condiviso questo viaggio un po’ pazzo ma interessante che stiamo facendo insieme, un’esplorazione di mondi diversi ma simili».

FOTO: CAINE E FRESU AL MORLACCHI
LA MAPPA DELLE JAM SESSION
FOTOGALLERY: PEGORARO E REA
IL CONCERTO DEI KRAFTWERK

Pegoraro e Rea Per capire quanto diversi basta pensare a quanto suonato al Morlacchi: dall’iniziale Bach al finale con Astor Piazzolla in mezzo Pegoraro e Rea, che negli anni scorsi ha portato a Umbria Jazz un applauditissimo concerto con Ramin Bahrami, ovvero uno dei più importanti pianisti classici in circolazione, hanno suonato brani come «Lascia che io pianga» di Handel, Chick Corea, Rossini, Chopin, l’ultimo movimento della «Tempesta» di Beethoven, ovvero il compositore preferito della musicista ternana e del quale sono state eseguite anche la «Marcia alla turca» e l’adagio di una sonata celeberrima, quella al «Chiaro di luna». Nel complesso un concerto in grado di esprimere grande empatia musicale e calore. Molto spesso è Pecoraro a dare il la al brano, lasciando poi a Rea la libertà di improvvisare; più raramente accade il contrario e di certo tra i momenti più belli ci sono quelli in cui il suono è il risultato delle quattro mani al lavoro contemporaneamente.

TUTTO IL PROGRAMMA DELLA DOMENICA
IL CONCERTO DI CULLUM E DEI LETTUCE
CULLUM INCANTA IL SANTA GIULIANA – VIDEO

Caine e Fresu Altrettanto largo l’orizzonte musicale del duo Uri Caine (piano e tastiere) e Paolo Fresu (tromba e flicorno) andato in scena trenta minuti dopo la mezzanotte di fronte a un Morlacchi quasi completamente pieno. I due hanno proposto molta parte di «Two minuettos», l’ultimo album pubblicato dalla coppia a febbraio e che arriva quasi otto anni dopo l’altro lavoro firmato insieme, ovvero «Think» (nel 2006 era stato dato alle stampe «Things»). Neanche a dirlo, questo Round midnight del festival era uno dei concerti più attesi di tutta la 44esima edizione e, come si suol dire, non ha tradito le attese. I minuetti a cui fa riferimento il titolo del disco sono due versioni di quello in Sol minore di Bach, una delle quali proposto al pubblico di UJ insieme a un repertorio che ha unito standard celeberrimi come «I loves you Porgy» di Gershwin fino ad «Almeno tu nell’Universo» per concludere con la musica barocca e in particolare con due brani di una compositrice, vissuta nel ‘600 e tutt’altro che conosciuta come Barbara Strozzi.

JAMIE CULLUM E I LETTUCE SUL PALCO DELL’ARENA – FOTO

Repertorio vastissimo «La travagliata» e «L’amante bugiardo» sono stati i pezzi proposti da Fresu e Caine, simbolo insieme agli altri della grande capacità dei due di muoversi con naturalezza lungo un repertorio vasto ed eterogeneo. Un concerto splendido che è stato un’ode alla bellezza tra il lirismo e le sonorità cangianti del trombettista sardo e eleganza di Caine. Per il pianista quella di sabato è stata l’unica apparizione al festival mentre chi vorrà vedere Fresu avrà ancora molte occasioni: il trombettista sarà domenica sera sul palco dell’Arena per l’omaggio a Tenco e sabato 15 ancora una volta al teatro Morlacchi per la notte dedicata a Gil Evans; quel Gil Evans che 30 anni fa esatti diede vita al concerto con Sting e a una serie di esibizioni a San Francesco al prato entrate ormai nella leggenda del festival.

Twitter @DanieleBovi

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