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mercoledì 19 maggio - Aggiornato alle 00:27

Byrne a Perugia: «Dalla cultura ai trasporti fino al civismo, ditemi ciò che vi rende allegri». I precedenti in città e la possibile scaletta

Prima del suo concerto all’Arena per Umbria jazz con un messaggio l’artista si rivolge alla città, dove torna per la terza volta, per il suo progetto ‘Reasons to be cheerful’

David Byrne

di Danilo Nardoni

Per Umbria jazz è il grande giorno di David Byrne. Mentre si sta andando verso il sold out all’Arena Santa Giuliana per uno dei concerti più attesi della 45/a edizione del festival e mentre il musicista sta per tornare a Perugia per la terza volta (in passato si è esibito al Quasar nel 1992 per Rockin’Umbria per poi tornare al Teatro Turreno nel 1998), venerdì mattina sulla pagina dell’evento è comparso un post di Byrne che si inserisce nell’ambito del progetto ‘Reasons to Be Cheerful’, presentato alcune settimane fa dal musicista. L’idea è quella di raccogliere storie, idee e notizie che possono essere identificabili come esempi di ottimismo, tra i quali un’invenzione tecnologica, una creazione musicale o una nuova idea di pianificazione delle città e della mobilità.

Messaggio Così Byrne su Facebook: «Perugia! Oggi suoneremo ad Umbria jazz e mentre sono in città mi piacerebbe conoscere da voi i motivi per essere allegri. Mi ha fatto piacere sapere che la vostra città avrà un treno ad alta velocità per Milano. Quali altre iniziative locali nel settore dei trasporti, dell’energia, dell’educazione e della salute dovrei sapere? Quali storie di civismo e di cultura a Perugia ti stanno facendo sorridere?». I fan hanno già iniziato a rispondere e Byrne assicura che aggiungerà il meglio delle buone notizie alla mappa mondiale di #reasonstobecheerful su www.reasonstobecheerful.world. E alla fine David “testa parlante” Byrne saluta tutti invitando a partecipare alla serata per il suo nuovo spettacolo sulla Utopia americana con un finale «Godetevi lo spettacolo!».

Scaletta Questa intanto la possibile scaletta di Perugia, tenendo conto delle altre due date italiane dell’ ‘American Utopia tour’ già archiviate del 16 luglio, al Teatro degli Arcimboldi di Milano, e del 19 luglio al Ravenna Festival: Here, Lazy, I Zimbra, Slippery People, I Should Watch TV, Dog’s Mind, Everybody’s Coming to My House, This Must Be the Place (Naive Melody), Once in a Lifetime, Doing the Right Thing, Toe Jam, Born Under Punches (The Heat Goes On), I Dance Like This, Bullet, Every Day Is a Miracle, Like Humans Do, Blind, Burning Down the House. Come bis: Dancing Together, The Great Curve e Hell You Talmbout.

Ricordi perugini L’arrivo di David Byrne ad Umbria Jazz provoca ricordi e aneddoti, visto i suoi precedenti perugini. A parlare è la memoria musicale storica in Umbria, Fabrizio “Fofo” Croce che così racconta: «Nel giugno del 1992 riuscimmo a portarlo per la prima volta dalle nostre parti in occasione di Rockin’Umbria. Addirittura “scippammo” la data a Roma e, poichè si trattava della prima nazionale, costringemmo la stampa romana, quella che conta, ad organizzarsi per venire a Perugia a recensire il concerto. Purtroppo il maltempo ci costrinse a spostare la location dai Giardini del Frontone al “non luogo” per eccellenza, il Quasar, che però aveva ancora una struttura più che adeguata ad ospitare un evento di queste dimensioni. Quello che lo sminuiva era il contesto, diciamo. Gran concerto, ovviamente, a detta di tutti i presenti. Lo “scozzese”, estremamente a suo agio, se ne stette in giro per il locale a dispensare saluti e sorrisi a tutti fino a 20 minuti prima dell’inizio: cosa rara e apprezzabilissima, direi. Tutto lo staff, artisti inclusi, viaggiava a bordo di un immenso “sleeping bus”: quegli enormi autobus super-accessoriati con autentiche mini-cabine letto a bordo che consentono di spostarsi anche la notte facendo a meno degli alberghi. L’unica richiesta che avevamo avuto, pertanto, fu quella di due stanze d’albergo per consentire loro, a turno, di fare una doccia prima di rimettersi in viaggio. Individuammo un albergo non lontano e, a turni di due, accompagnavamo le persone con una macchina verso questa tappa, fresca e rigenerante. Come un vero “capitano” David scelse di far parte dell’ultima squadra e, molto probabilmente, già pregustava l’agognata doccia calda. Invece, ironia della sorte, gli toccò una… doccia fredda. Quando mancava ancora una coppia prima del suo turno accadde che due dei suoi tecnici, americani e forse ancora un po’ confusi dal fuso orario, anziché mettersi subito sotto la doccia accesero la TV in camera sintonizzandola a tutta manetta su MTV: dopo almeno un quarto d’ora di tentativi inascoltati di farli smettere il portiere di notte chiamò il direttore, a casa e presumibilmente nel pieno del sonno. Questo a sua volta chiamò me che ero il suo referente per l’organizzazione, a dir poco alterato, intimandomi di lasciare immediatamente l’albergo e di non farci più vedere. A quel punto dovetti andare dal “capitano” e spiegargli che lui la doccia, quella notte, non l’avrebbe fatta e lui leggermente contrariato borbottò qualcosa che somigliava tanto al titolo del disco che promuoveva in quel Tour: “Uh ! Oh !”. Il fatto che sia già ritornato a Perugia nel febbraio del ’98 (gran serata anche quella organizzata da Sergio Piazzoli) mi fa dire che il problema fosse superato. Sarà quindi nostra premura allertare in tempo il custode di Santa Giuliana di far trovare le docce funzionanti e ben calde, anche se è luglio».

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