domenica 22 settembre - Aggiornato alle 23:19

Buskers, lavoratori o appassionati, ecco l’Umbria jazz dei giovani: «Una settimana unica»

Le testimonianze dei ragazzi e delle ragazze che tra busking, lavoro e buona musica, hanno vissuto dieci giorni da ricordare

Pubblico all'Arena per il concerto di Thom Yorke ©Fabrizio Troccoli

di Alessandro Cascianelli

Piazze affollate, gente che balla, turisti che si godono l’eleganza del jazz, scoprendo Perugia e il suo fascino. La 46esima edizione di Umbria Jazz si è appena conclusa, portando a casa dei numeri da record e registrando più di 500 mila visitatori in dieci giorni. Il festival, però, oltre ad essere fondamentale per la città e per la regione, rappresenta un’attrazione fuori dal comune per i giovani, che, spinti dal ritmo della musica e dalle numerose occasioni d’aggregazione, vivono delle serate magiche nella meravigliosa cornice del centro storico perugino.

LAURYN HILL, LA RECENSIONE DEL CONCERTO

La musica unisce «Di Uj amo lo spirito – afferma Margherita, studentessa di 19 anni, che ha da poco superato la maturità -, è bellissimo vedere la nostra città pullulare di cultura e di culture: c’è gente che viene da tutto il mondo, che riesce a trovare un punto d’incontro: la bellezza della musica, che travolge ogni via del centro, lasciando tutti a bocca aperta». In un mondo in cui viviamo sempre di più dietro agli schermi dei nostri cellulari, c’è anche chi sottolinea l’importanza di sperimentare delle emozioni intense: una cosa che sicuramente non capita tutti i giorni. «Non sono un appassionato di jazz, ma partecipo alle serate del festival con grande entusiasmo – evidenzia Andrea, ventunenne perugino, che ormai vive a Padova da due anni per studiare ingegneria – mi vengono i brividi quando ho l’opportunità di vedere performare dal vivo dei musicisti di fama internazionale: sono dei momenti magici e di grande ispirazione». I numerosi concerti gratuiti disseminati per i vari palchi montati nella città costituiscono per i ragazzi, oltre che un’occasione per ammirare dei live di spessore, la possibilità di entrare in contatto con l’arte e con la sua sontuosità, lasciandosi conquistare. «Le esibizioni jazz riescono a suscitare l’interesse di tutti: dagli intenditori ai passanti – spiega Laura, studentessa di scienze dell’educazione – la cosa che, però, apprezzo di più è che spesso aprono dei dibattiti culturali molto stimolanti: dopo aver assistito ad un live di buona musica con i miei amici, è capitato varie volte di confrontarci su temi diversi dal solito, apprezzandone il contenuto e capendone l’importanza».

Opportunità di lavoro Per molti giovani, quella di Umbria Jazz, è anche una settimana in cui poter fare delle esperienze lavorative. Dietro ad ogni spettacolo, infatti, ci sono numerose ore di lavoro di squadra, in cui il team del festival coopera per un obiettivo comune: far divertire la gente, portando degli show di alto livello, in cui tutto deve essere perfetto. Un perugino di 20 anni, che ha contribuito alla preparazione degli eventi, allestendo i palchi assieme al suo gruppo di lavoro afferma: «In queste settimana ho compreso realmente l’enorme fatica, che si cela dietro ad ogni performance che vediamo da spettatori. Uj è una grande chance per far conoscere la nostra splendida città, sono fiero di aver dato il mio contributo». Tra i tanti giovani lavoratori, c’è anche chi come uno studente del conservatorio, ha avuto la possibilità di esordire per la prima volta nel settore che ama. «Dopo anni di studio intenso, ho finalmente avuto la possibilità di fare l’aiuto-fonico – rivela il ventunenne – sono stato affiancato a due grandi professionisti da cui ho imparato tanto: aver condiviso il mio tempo con delle persone che, come me, dedicano anima e corpo all’arte è stato un incentivo prezioso per continuare il mio percorso». Infine, tra le tante testimonianze c’è anche quella di una persona che lavora nel suo team da anni, per alimentare la sua passione per la musica. «Mi sono occupato di logistica, trasportando gli strumenti dei musicisti ed adempiendo alle loro richieste – racconta – avere a che fare tutti i giorni con gli artisti e con il loro mondo, è un’opportunità unica per vivere pienamente la musica e le emozioni che, solo lei, è in grado di regalare».

Sguardo sul futuro Un’altra importante nota di merito nell’edizione dei record, va fatta agli organizzatori che hanno dato anche la possibilità di fare busking agli artisti emergenti. Numerosi sono i gruppi che hanno suonato per le strade perugine, instaurando un rapporto diretto con i passanti e facendogli conoscere la propria musica. John Andrew Lunghi – giovane talento umbro con alle spalle esperienze all’Ariston e a The Voice – è uno di questi e, negli anni, ha sviluppato un rapporto speciale con Umbria Jazz. «È una vetrina importantissima, esibendomi in strada, ho l’enorme possibilità di ampliare il mio pubblico, presentandogli la mia musica – confessa il giovane cantante – vedere degli sconosciuti fermarsi davanti a me e farmi i complimenti, mi dà la giusta carica per chiudere gli occhi, riprendere a cantare ed inseguire il mio sogno».

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