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mercoledì 20 ottobre - Aggiornato alle 01:58

A Umbria jazz 2021 «il meglio da Italia e Usa». Orchestre a teatro e direzione artistica ‘allargata’

Presentato lunedì il programma dell’edizione che segna il ritorno di UJ dopo la pandemia. L’idea di un evento speciale per il 50ennale

La presentazione di UJ (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Intanto «il meglio del jazz italiano e americano», mentre per le grandi star del pop e del rock si vedrà. Lunedì è stato presentato il programma dell’edizione 2021 di Umbria jazz, un «festival monco» vista l’assenza dei concerti gratuiti in piazza, ma che rappresenta comunque un passo verso la normalità. Quello che si articolerà (con posti contingentati) fra Arena Santa Giuliana, teatro Morlacchi e hotel Brufani sarà comunque un cartellone di ottimo livello, al netto dei colpi di coda della pandemia come l’annullamento del tour europeo di Ben Harper: «Ci sarà comunque Angelique Kidjo – dice Pagnotta – che l’ultima volta ha fatto ballare tutta l’Arena; e poi non si vive di solo Ben Harper o di pop-rock. Questa di chiama Umbria jazz, non ve lo dimenticate perché cominciamo a prendere un andazzo che mi piace poco».

«FESTIVAL MONCO, MA RIPARTIAMO». LE DATE DI «UNO SPLENDIDO 2022»

Pop e rock Offerte sul tavolo per i grandi nomi del pop e del rock Pagnotta confessa di averle già ora per il 2023, anno del cinquantennale di UJ, ma tutto – come per il 2022 – è legato alle date già fissate (8-17 luglio) e alla disponibilità degli artisti. Di nomi ne sono girati diversi: «Ho sentito quelli di Sting – dice il direttore artistico – di Bob Dylan e di altri, magari per il 2023 ci dovremo inventare qualche cosa ma tutto dipende dagli artisti e dalla loro disponibilità». Insomma, l’idea che come per il 40ennale (quando, in esclusiva, suonarono insieme Herbie Hancock e il compianto Chick Corea) si possa organizzare un qualcosa di speciale è una traccia su cui lavorare.

VIDEO – PAGNOTTA: «QUESTA È UJ, ATTENZIONE PERCHÉ ANDAZZO NON MI PIACE»

Programma Parlando del 2021, il festival avrà due anteprime. Il 7 luglio alle 21.30 al Barton Park suonerà l’orchestra Asclepio, composta da soli medici in un quello che sarà un omaggio a chi ha combattuto in prima fila la pandemia. Il giorno seguente, invece, al teatro Morlacchi alle 21 Mauro Ottolini con i suoi Sousaphonix nell’anno di Dante darà vita alla colonna sonora del film «Inferno» di Francesco Bertolini (1911). Le altre giornate di UJ saranno scandite dai concerti delle 12 e delle 15.30 al Brufani, con protagonista Emmet Cohen con il suo trio (e gli ospiti che via via si uniranno) e delle 17 al teatro Morlacchi, dove protagoniste assolute saranno le orchestre. A presentare (e curare) questa sezione è stato il sassofonista perugino Manuele Morbidini, per quello che gli addetti ai lavori hanno visto come una sorta di passaggio del testimone per la futura direzione del festival.

GALLERY: IL RITORNO DEL PALCO E LA PRESENTAZIONE

Il Morlacchi e le orchestre In tutto si alterneranno sul palco dieci orchestre italiane «per quello che sarà un mosaico diversificato, in grado di riflettere – ha detto Morbidini – la molteplicità del jazz dei giorni nostri e il fatto che le orchestre rappresentano l’aspetto più comunitario della vita del jazz». Dagli omaggi alla tradizione alle esperienze più sperimentali, sul palco del Morlacchi ci sarà dunque spazio per la UJ Orchestra con Ethan Iverson, la Lydian Sound di Riccardo Brazzale, la Colours jazz orchestra, la Artchipel con la musica dei Soft Machine, «L’Insium: Mainerio!» di Glauco Venier, la Tower jazz, per i giovani talenti diretti da Paolo Damiani e quelli di Gabriele Mirabassi, la Erj e non solo.

IL MANIFESTO 2021 DEL MAESTRO FONDA

L’Arena Il programma dell’Arena (al ristorante ogni pomeriggio alle 19.30 suoneranno Francesca Tandoi e Stefano Senni) è noto già da tempo: si parte con Emmet Cohen e Wynton Marsalis con la sua Jazz at Lincoln orchestra e si chiude con il «Quinteto Astor Piazzolla», Gino Paoli, Danilo Rea e i Funk Off. In mezzo Stefano Bollani, Billy Hart, Enrico Rava con Fred Hersh, Julian Lage, Cecile McLorin Salvant e Bokanté, Edmar Castaneda e Gregoire Maret, il trio di Brad Mehldau e il quartetto di Branford Marsalis, Paolo Fresu e Imany, Angelique Kidjo e una notte dedicata alla musica cubana.

I bambini Da segnalare il ritorno, dopo il successo del 2019, di Uj4Kids, con tante iniziative (non più in via della Viola bensì ai giardini del Frontone) pensate per avvicinare i più piccoli alla musica. «Riprendiamo dopo un anno di pausa – ha detto Fabrizio ‘Fofo’ Croce – in uno spazio in cui ospitare i bambini in sicurezza tra laboratori, seminari e giochi». In tutto sono 11 gli istituti scolastici del territorio coinvolti insieme a 17 scuole di musica di tutta la regione.

Twitter @DanieleBovi

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