Il Papa lascia San Damiano (foto F. Troccoli)

di Redazione Umbria24

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Durante la visita alla cattedrale di San Rufino, dove è conservata la fonte battesimale da cui vennero battezzati San Francesco e Santa Chiara, Papa Francesco ha espresso pubblicamente il proprio consenso alla decisione assunta da Benedetto XVI, e contestata dai frati, di sottoporre all’autorità del vescovo tutte le attività pastorali organizzate dai francescani nelle diverse basiliche papali di Assisi.

Sotto autorità del vescovo attività pastorali francescani «Il Battesimo è la nostra nascita come figli della Madre Chiesa. Un solo Spirito, un solo Battesimo, nella varietà dei carismi e dei ministeri. Nell’armonia, nella comunione delle diversità, che è opera dello Spirito Santo che è lui stesso armonia – ha sottolineato il Pontefice, affermando poi – il vescovo è custode di questa armonia. Per questo il Papa Benedetto ha voluto che l’attività pastorale nelle Basiliche papali francescane sia integrata in quella diocesana».

Le parole del Papa a San Rufino Papa Bergoglio pronuncia il suo discorso, un po’ leggendo il testo e un po’ andando a braccio: «Quanto sono necessari i consigli pastorali, un vescovo non può guidare diocesi senza consigli pastorali: questo è fondamentale. Siamo nella cattedrale dove si conserva il fonte battesimale di Francesco e Chiara. Il battesimo è la nostra nascita. Io voglio farvi una domanda: chi di voi sa il giorno del battesimo? Pochi eh, adesso – scherza – compiti a casa. Sono contento che state camminando bene sula strada dell’armonia, con serenità, e vi incoraggio. Il sinodo è momento forte di crescita, e la Chiesa cresce non per fare proselitismo ma per attrazione».

Il messaggio ai novelli sposi Ancora Papa Bergoglio: «Noi dobbiamo essere antenne sintonizzate sulla parola di Dio per poi trasmetterla. Far parte di un popolo in cammino è l’esperienza più bella. Quando penso ai parroci che conoscevano le persone della parrocchia e andavano a trovarle penso che era proprio bello. I parroci devono stare in mezzo, davanti e dietro alle nostra comunità affinché nessuno rimanga indietro. A volte penso poi a quelle persone sposate che dopo tanti anni si separano: forse non hanno saputo chiedere scusa nel momento giusto o accettarle, le scuse, nel momento giusto. Ai novelli sposi dico sempre: litigate quanto volete, fate anche volare i piatti ma mai finire la giornata senza fare la pace. Cari amici non vi ho dato ricette nuove, non ce l’ho e non credete a chi dice che ce l’ha perché non è vero. Ascoltate la parola, camminate insieme in fraternità, annunciate il vangelo nelle periferie. San Francesco vi aiuti tutti a vivere la gioia di essere discepoli del Signore».