di Ivano Porfiri
Ha riabbracciato Jorge Maria Bergoglio dopo 25 anni. «E’ stata una bella gioia, ha benedetto me e i miei nipoti». Ha fatto fermare la Fiat Panda blu scuro con cui è entrato e uscito dall’Eremo delle carceri Mercedes, una donna uruguayana di 66 anni, che Papa Francesco ha riconosciuto e salutato.
Per incontrarlo è salita a piedi fino all’Eremo, insieme al figlio Felix, la nuora Manuela e le figlie di questa, Shekinah di un anno e mezzo e India di appena due mesi. «Mi sembrava il luogo più bello per incontrarlo – ha detto prima dell’arrivo di Bergoglio, spero che si fermi a benedire le bambine». E, in effetti, il Papa si è fermato. L’ha vista mentre usciva dall’Eremo e ha abbassato il finestrino per benedire i circa 50 pellegrini saliti a piedi o in bici per quei chilometri di salita. L’ha vista e l’ha fatta avvicinare, insieme alla famiglia. «Mi ha detto che non si aspettava di rivedermi qui – racconta Mercedes, emozionata dopo l’incontro -. Ho conosciuto Bergoglio in Argentina perché ho scritto un libro ‘Mundo de falsa ilusion’ che lui ha letto. Abbiamo cominciato a incontrarci e lui mi ha fatto crescere nella spiritualità, è stata una grazia di Dio».
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Ai frati e alle suore dell’Eremo, dove Bergoglio ha fatto una visita in forma privata, ha lasciato questo messaggio: «Grazie per la vostra testimonianza di preghiera, pregate per me». A raccontarlo appena dopo la partenza di Bergoglio è padre Oronzo. «Come avevo previsto e sperato il Papa è venuto pellegrino nel santuario dove Francesco ha riscoperto l’amore di Dio Padre – ha spiegato -. E’ stata una visita silenziosa – ha aggiunto – attraverso i luoghi del Santuario. Prima di andare via ci ha lasciato il messaggio: pregate per me, che ripete fin dall’inizio del suo pontificato». All’Eremo c’è anche la storia di Franco, canadese ma con origini italiane. «Mio padre era di San Nicandro di Bari. Io ero qui in Italia e dovevo ripartire, ma poi ho saputo che Papa Francesco veniva ad Assisi. Sono arrivato martedì scorso e sono salito a piedi qui all’Eremo delle carceri. Oggi di nuovo questi chilometri a piedi per salutarlo, sventolando la bandierina canadese».
