Papa e fedeli - Foto Fabrizio Troccoli

di Redazione Umbria24

SPECIALE FOTO VIDEO DEL PAPA

Papa Francesco ad Assisi. Umbria24 racconta minuto per minuto la diretta della visita del Pontefice, attraverso foto, video e diretta testuale. Papa Bergoglio è atterrato alle 7.30 negli spazi adiacenti all’Istituto Serafico, accolto dalle istituzioni e da migliaia di fedeli sistemati in ogni angolo del percorso che, nel corso della giornata, il Papa attraverserà in undici tappe. All’Istituto per oltre 40 minuti ha salutato ogni singolo ragazzo disabile, gli operatori e le loro famiglie. Poi il discorso alla Spoliazione dove ha invitato la Chiesa a «spogliarsi della mondanità». Poi la messa sul sagrato della Basilica dove ha criticato un certo concetto di francescanesimo: «San Francesco non era sdolcinato, basta con le caricature». Di seguito il racconto della giornata.

IL RACCONTO MULTIMEDIALE: TUTTE LE FOTO E I VIDEO DELLA GIORNATA

FOTOGALLERY TAPPA PER TAPPA

PAPA CON FRANCESCANI E SUORE

FOTOGALLERY – A SANTA CHIARA E SULLA TOMBA DI FRANCESCO
VIDEO – BASTA CON LE CARICATURE DEL SANTO
VIDEO – L’INCONTRO CON LETTA
VIDEO – L’INCONTRO CON I DISABILI
FOTOGALLERY – I PRIMI PELLEGRINI NELLA NOTTE
FOTOGALLERY – LA VISITA A SAN DAMIANO
FOTOGALLERY – IL PAPA TRA DUE ALI DI FOLLA
FOTOGALLERY – ALLA MENSA DELLA CARITAS
FOTOGALLERY – A PIEDI O IN BICI PER SALUTARE FRANCESCO ALL’EREMO
FOTOGALLERY – COI GIOVANI E I DISABILI AL SERAFICO

VIDEO – IL DISCORSO ALLA SPOLIAZIONE

VIDEO – L’ARRIVO E L’USCITA DAL SERAFICO 
VIDEO – IL DISCORSO AGLI AMMALATI
VIDEO – L’ATTESA E LE STORIE DEI PELLEGRINI
VIDEO –  GRASSO SU LAMPEDUSA
VIDEO – LA PREGHIERA SULLA TOMBA DEL SANTO
VIDEO – AI MEDIA: GRAZIE PER VOSTRO LAVORO
VIDEO – IL MESSAGGIO DEL PAPA AI GIOVANI



Ore 19.55 Al termine dalla visita, da più parti definita «storica», di Papa Francesco ad Assisi, le primissime stime della Questura parlano di circa 80 mila fedeli confluiti durante la giornata nella città Serafica.

Ore 19.37 L’elicottero con a bordo Papa Francesco è appena decollato – in ritardo sull’orario stabilito delle 19.15 – dal campo sportivo di Rivotorto di Assisi alla volta della città del Vaticano. A salutarlo migliaia di fedeli sulla strada tra il Santuario di Rivotorto e l’impianto. Sulla rete di recinzione del campo uno striscione che ammicca alla nota passione calcistica di Bergoglio: «Francesco… hai fatto goal nei nostri cuori!». Presente sugli spalti, tra gli altri, il sindaco di Assisi Claudio Ricci.

Ore 19.17 Il Papa ha visitato il Sacro Tugurio, con padre Gianmarco Arrigoni del santuario di Rivotorto e la commissione degli otto cardinali che lo segue da questa mattina. All’interno del Tugurio Papa Francesco ha benedetto un’icona della Sacra famiglia

Ore 19.14 Il Papa è arrivato al Santuario di Rivortorto, dal sagrato ha liberato due colombe passategli da un bambino. A breve entrerà nel Sacro Tugurio per una visita privata.

Ore 18.54 La risposta del Pontefice alla domanda di Luca, Mirco e Petra: «Mi avete chiesto cosa possiamo fare, quale può essere il nostro contributo. Qui mi sembra sentire la voce di Francesco che dice: “Vangelo, Vangelo”. Lo dice prima a me, che devo essere servitore del Vangelo e se non ci riesco la mia vita non vale niente. Da soli non ce la facciamo, abbiamo bisogno di salvezza dal male che non è invincibile. Dio è più grande del male, è amore infinito, misericordia senza limiti, che ha vinto il male alla radice e possiamo vincerlo ogni giorno. Ci crediamo o no?».

Ore 18.47 Papa Francesco risponde ai giovani: «La chiamata al celibato e alla verginità è quella vissuta da Gesù. Come riconoscerla e seguirla? Per prima cosa bisogna pregare e camminare nella Chiesa. Ogni storia è unica ma tutte partono da un incontro che illumina nel profondo e coinvolge tutta la persona, intelletto e sensi. Il rapporto con Dio non riguarda solo il rapporto con noi stessi, merita tutta la nostra fiducia. La verginità per il regno di Dio non è un no ma non sì, che comporta rinuncia ma alla base c’è il sì che il sì totale di Cristo verso di noi che rende fecondo».

Ore 18.44  «Cari giovani dell’Umbrìa – dice il Papa sbagliando l’accento – buonasera. Che cos’è il matrimonio? E’ una vocazione come sacerdozio o vita religiosa. Due cristiani che si sposano hanno riconosciuto la voce del Signore di fare di due vite una sola vita e una sola carne. Con questo dono, questa chiamata si può aprire sicuri senza paura di nulla. Pensiamo ai nostri genitori o nonni, si sono sposati in condizioni più povere delle nostre. Dove trovavano la forza? Nella certezza che il Signore era con loro, che la famiglia era benedetta dal Signore. Con questa certezza semplice ma vera hanno superato le prove più dure. Era una colonna che sosteneva il loro amore e li aiutava ad andare avanti facendo una bella famiglia. Oggi questa base morale non è più garantita da famiglia e tradizione sociale, questa privilegia i diritti individuali e non la famiglia. Questi diritti privilegiano le relazioni che durano finché non sorgono difficoltà, ecco perché si parla di rapporti in modo superficiale. Spesso mi dicono “noi ci amiamo tanto e saremo insieme finché durerà l’amore”. Questo è egoismo, dimenticandomi di una sola carne che non può dividersi. C’è una cultura del provvisorio, ma Cristo non ci ha salvato in modo provvisorio. Non abbiate paura di fare passi definitivi, perché grande è la fantasia dello Spirito Santo. Il Signore non vi lascerà soli, fatelo entrare nelle vostre case e lui vi sosterrà sempre».

Ore 18.32 Le quattro domande dei giovani La famiglia, il lavoro, la vocazione e la missione: queste le domande poste dai giovani delle diocesi umbre al Papa. I primi a porgere la domanda sono Nicola e Chiara della diocesi di Perugia e Città della Pieve: «Come coppia giovane sentiamo la gioia del matrimonio ma è difficile, come ci può sostenere la Chiesa e cosa possiamo fare noi?». Poi rivolgono la loro domanda Danilo e David di Spoleto e Foligno: «Anche in Umbria la crisi degli ultimi anni ha provocato disagio e povertà, il futuro incerto e minaccioso, si rischia di perdere la speranza oltre che la sicurezza economica. Come deve guardare al futuro un giovane cristiano? Nicolò e Maria di Narni e Amelia: «Che cosa fare delle nostre vite, come e dove spendere i talenti? A volte ci affascina l’idea del sacerdozio o della vita consacarata ma ci viene paura: come riconoscere la chiamata di Dio?». Gli ultimi a porre la domanda sono Luca, Mirco e Petra di Assisi e Città di Castello e Petra di Gubbio: «E’ bello per noi essere qui con lei e sentire le sue parole. L’anno della fede che si conclude ha posto ai credenti il tema dell’annuncio della buona novella, ma quale può essere il nostro contributo?».

Ore 18.20 Prende la parola il vescovo di Spoleto Boccardo: «Questi giovani qui da stamattina da ogni angolo della regione, per rinnovare l’impegno di una via cristiana. Vengono da parrocchie, associazioni e movimenti, portano la gioia della giovinezza, domande e paure, vorrebbero raccontarle al Papa. Questi giovani Le porgono i migliori auguri di un buon onomastico. A Rio ha detto ai giovani di fidarsi di Cristo, con le sue parole ci guidi verso di Lui».

Ore 18.13 Nel luogo del transito, la dove San Francesco spirò, morì, i frati francescani gli hanno donato una croce con un Tau e Papa Francesco l’ha indossata

Ore 18.05 Il Papa è all’interno della Porziuncola, sull’altare ha deposto dei fiori, delle rose bianche, e ora sta è raccolto in preghiera.

Ore 18.01 Tra i 10 e i 12 mila giovani provenienti da tutta Italia, ma anche dal Brasile e dall’Argentina, hanno evitato di seguire gli altri appuntamenti del Papa per partecipare al confronto in programma a Santa Maria.

Ore 17.48 Il Papa è entrato nella basilica di Santa Maria, accolto da padre Migliasso custode della Porziuncola e dalla comunità francescana.

Ore 17.36 Il Papa tra  due ali di folla sul piazzale della basilica di Santa Maria. Tanti i bambini baciati lungo il breve percorso

Ore 17.30 A bordo della papamobile il Santo Padre sta percorrendo la strada che porta da Assisi alla basilica di Santa Maria degli Angeli. Qui farà una visita privata alla Porziuncola e poi incontrerà i giovani che affollano il piazzale della Basilica.

Ore 16.49 Papa Francesco nella basilica di Santa Chiara ha recitato con le suore e i cardinali un’Ave Maria. Poi si è avvicinato alle clarisse più anziane, alcune delle quali inferme, per baciarle e incoraggiarle.

Ore 16.45 Ancora Papa Francesco alle clarisse: «La vita di comunità è difficile, perdonate, sopportate, non dividetevi, curate l’amicizia fra voi, l’amore fra voi, la vita di famiglia. Il monastero non sia un purgatorio, ma una famiglia, i problemi ci sono sempre».

Ore 16.39 Papa Francesco alla suore: «Io pensavo che questa riunione fosse solo con le suore, ma – scherza – non ho il coraggio di mandare via i cardinali. Vi ringrazio tanto per l’accoglienza. Gesù Cristo è al centro della vostra vita e per questa strada la vita diventa asettica, penitente, isolata. Qual è comunque il segno migliore di una suora? La gioia. A me la tristezza delle suore non gioiose, forse sorridono ma come assistente di volo, non con il sorriso della gioia che viene da dentro».

Ore 16.33 Papa Francesco è entrato nella parte della basilica in cui era stato programmato l’incontro. Ad accoglierlo le suore di clausura e la commissione degli otto cardinali, al centro una sedia e un microfono, per cui ci si attende qualche parole dal Papa.

Ore 16.26 Depositati i fiori sulle spoglie di Santa Chiara, Papa Francesco si è raccolto in un lungo e intimo momento di preghiera.

Ore 16.22 Papa Francesco è entrato all’interno della basilica di Santa Chiara, ad accoglierlo la madre badessa. Con un mazzo di fiori Papa Francesco si sta dirigendo sulle spoglie di Santa Chiara

Ore 16.19 Sul sagrato della basilica di Santa Chiara una folla enorme di fedeli è in attesa dell’arrivo di Papa Francesco, come sempre bandiere, canti e preghiere.

Ore 16.12 Il Papa è salito sulla jeep scoperta e sta lasciando la cattedrale di San Rufino, questione di pochi minuti e raggiungerà la basilica di Santa Chiara.

Ore 16.09 Papa Francesco sta abbracciando le tante migliaia di fedeli presenti nel sagrato di San Rufino, poi dovrà raggiungere la balisicadi Santa Chiara, si presume che si sposterà con la jeep scoperta, se dovesse andare a piedi impiegherebbe almeno un quarto d’ora.

Ore 16 Il Papa si fermerà ancora qualche minuto nella cattedrale di San Rufino e poi andrà alla basilica di Santa Chiara dove, alle 16.15, è prevista una visita privata e la venerazione del corpo della Santa Chiara.

Ore 15.58 «Cari amici non vi ho dato ricette nuove, non ce l’ho e non credete a chi dice che ce l’ha perché non è vero. Ascoltate la parola, camminate insieme in fraternità, annunciate il vangelo nelle periferie. San Francesco vi aiuti tutti a vivere la gioia di essere discepoli del Signore». Si conclude così questo discorso del Pontefice.

Ore 15.54 Ancora Papa Bergoglio: «Noi dobbiamo essere antenne sintonizzate sulla parola di Dio per poi trasmetterla. Far parte di un popolo in cammino è l’esperienza più bella. Quando penso ai parroci che conoscevano le persone della parrocchia e andavano a trovarle penso che era proprio bello. I parroci devono stare in mezzo, davanti e dietro alle nostra comunità affinché nessuno rimanga indietro. A volte penso poi a quelle persone sposate che dopo tanti anni si separano: forse non hanno saputo chiedere scusa nel momento giusto o accettarle, le scuse, nel momento giusto. Ai novelli sposi dico sempre: litigate quanto volete, fate anche volare i piatti ma mai finire la giornata senza fare la pace».

Ore 15.44 Papa Bergoglio pronuncia il suo discorso, un po’ leggendo il testo e un po’ andando a braccio: «Quanto sono necessari i consigli pastorali! un vescovo non può guidare diocesi senza consigli pastorali: questo è fondamentale. Siamo nella cattedrale dove si conserva il fonte battesimale di Francesco e Chiara. Il battesimo è la nostra nascita. Io voglio farvi una domanda: chi di voi sa il giorno del battesimo? Pochi eh, adesso – scherza – compiti a casa. Sono contento che state camminando bene sulla strada dell’armonia, con serenità, e vi incoraggio. Il sinodo è un momento forte di crescita, e la Chiesa cresce non per fare proselitismo ma per attrazione».

Ore 15.39 Prima del Papa prende la parola il vescovo Sorrentino, che ancora una volta dà del tu a Bergoglio: «Qui Francesco e Chiara sono nati nell’acqua della fede. Tre parole sintetizzano il nostro impegno: sinodo, che portiamo avanti attraverso una consultazione di base; la seconda è parrocchia viva, ci impressiona tua capacità di riscaldare le relazioni. Insegnaci il segreto del contagio del sorriso di Gesù. La terza parola la prendiamo dal tuo vocabolario ed è periferie, mettendolo in cima al nostro programma pastorale. Ora ci sentiamo spinti nelle strade e nelle case».

Ore 15.25 Intanto, mentre Bergoglio fa il suo ingresso nella cattedrale di San Rufino, viene reso noto il menù consumato dal Papa e dagli ospiti della Caritas: un crostino di tonno, lasagne, e arrosto di manzo.

Ore 15.22 Sono circa 30 gli interventi fatti dal personale del 118 in servizio nelle zone della visita. In nove, informa l’Azienda ospedaliera di Perugia, sono stati trasferiti negli ospedali più vicini. Abbassamenti della pressione legati all’attesa, all’affaticamento e alla scarsa idratazione i casi più frequenti. Una donna di 52 anni si è rotta il malleolo per una caduta accidentale, mentre un 22enne si è rotto il naso sempre per una caduta.

Ore 15.16 Il Papa arriva a San Rufino

Ore 14.48 Papa Francesco è da poco entrato all’Eremo delle carceri a bordo di una Fiat Panda blu scuro. La vettura ha attraversato il cancello esterno dell’Eremo senza fermarsi. Ad attendere il Pontefice una cinquantina di pellegrini che hanno raggiuto la località piuttosto isolata scalando la montagna a piedi o in bicicletta e sperano che il Papa si fermi all’uscita. La visita all’Eremo sarà in forma privata.

Ore 14.40 Si è concluso da poco il pranzo con i 55 poveri del centro Caritas di Santa Maria degli Angeli. Ora, a bordo di una Panda, il Pontefice sta raggiungendo l’Eremo delle carceri, dove si ritirerà in preghiera dentro la cella di San Francesco

Ore 13.50 «Auguri!»: Papa Francesco, appena arrivato alla mensa della Caritas per il pranzo con 55 ospiti della struttura, ha salutato così un bambino che pranzerà con lui e che porta il nome del santo di Assisi e dello stesso pontefice. Lo stesso Papa è stato abbracciato sulla porta da un altro bambino, nordafricano, che ha preso per mano il Papa accompagnandolo al posto della tavola dove pranzerà, rimanendogli seduto vicino. Sulle case intorno molti striscioni che inneggiano al pontefice: uno lo invita a «non mollare».

Ore 13.20 Il Papa in questi minuti si trova a pranzo coi poveri al centro Caritas di Santa Maria degli Angeli. La prossima tappa del viaggio, alle 14.30, è una visita privata all’eremo delle carceri, dove cominciano ad inerpicarsi i fedeli. Nei pressi, il sopralluogo degli uomini della sicurezza.

Ore 12.30 Accesa la lampada votiva Il sindaco di Perugia Boccali riceve la candela dal Papa e accende la lampada votiva: «A nome di tutti i comuni – dice – rinnovo a te frate Francesco la lampada votiva esprimendo l’amore che abbiamo per te e chiedendo la tua protezione. Guarda con benevolenza la nostra regione, benedici i nostri lavoratori e dona a loro prosperità e pace».

Ore 12.25 Il saluto della presidente Catiuscia Marini «So di interpretare il desiderio della mia gente rivolgendole un saluto particolare in questo giorno, appuntamento storico per questa terra. In questo giorno di lutto nazionale, il mio pensiero va a uomini e donne e bambini morti sul fondo del nostro mare. Gli italiani attraverso le associazioni cattoliche e laiche hanno saputo dimostrare di essere popolo generoso, abbiamo saputo accogliere migliaia di migranti con solidarietà e dignità umana. Saluto tutte le autorità presenti, in particolare il presidente del Senato e del Consiglio dei ministri e il mio saluto in particolare va alla Chiesa, la Chiesa umbra e la straordinaria famiglia francescana che qui ha avuto un territorio di elezione, tanto da rendere inscindibile Umbria a francescanesimo. Nelle nostre valli si respira questo spirito, giusto equilibrio tra determinazione e asprezza, che ritroviamo tra i tratti fondamentali della nostra gente. Questa spiritualità ha toccato credenti e laici, pronti a confrontarsi costantemente con il pensiero. Penso ad Aldo Capitani che 50 anni fa volle la Marcia Perugia-Assisi scegliendo il messaggio del Poverello. Francesco appare ancora uomo del futuro, idea profondamente moderna, del rapporto con il creato, la natura, il rifiuto all’uso della forza. Viviamo un tempo difficile: nella crisi più acuta per noi dal secondo dopoguerra, ne cogliamo i segnali profondi, disgregazione e declino, c’è angoscia anche nella nostra Umbria, nelle famiglie che hanno perso lavoro, quel lavoro che non c’è più, ma anche piccoli imprenditori, commercianti, artigiani che faticano a ripartire. Giovani scoraggiati nel trovare autonomia e prospettiva. Non abbiamo soluzioni facili e l’unica possibilità è quella di rimboccarci le maniche. La crisi ha prodotto perdite di tipo materiale, ma sta producendo anche un appannamento dei valori, di cui abbiamo bisogno, insieme a sforzo collettivo, a cominciare da noi che abbiamo responsabilità di guidare istituzioni. Accanto a Francesco si staglia la figura di Chiara, che interpreta lo spirito francescano in versione femminile. E da donna penso agli anni difficili delle donne che subiscono i colpi dell’impoverimento occupazionale, ma troppo spesso vittime di barbara violenza maschile. Santità ci aiuti a ricostruire il senso morale del rispetto per ogni essere umano, ma anche per queste donne. Grazie di essere in Umbria, qui ad Assisi nella terra di Francesco».

Ore 12.20 Il saluto del vescovo di Perugia Gualtiero Bassetti, che ricorda le visite ad Assisi di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI: «Sulla scia di quei santi pastori lei ci invita alla conversione pastorale imitando Francesco. Questa terra benedetta porta i segni della cristianità, San Francesco con amore e semplicità ancora oggi raggiunge il cuore di milioni di persone. Tutto nella nostra terra parla di lui, portando pace e riconciliazione. Purtroppo anche in questa regione i problemi non mancano: la precarietà di vita che abbiamo cercato di alleviare con un fondo di solidarietà, il malessere del mondo giovanile e tra gli immigrati che senza lavoro sono senza speranza e senza dignità. Penso infine all’invecchiamento progressivo della nostra popolazione».

Ore 12.10 Sul sagrato della Basilica è il momento della Comunione. Terminata la celebrazione, il Santo Padre alle 13 sarà al centro Caritas di Santa Maria degli Angeli dove pranzerà insieme ai poveri. Il menù, rispetto ai giorni scorsi, non è variato.

11.35 Omelia di Papa Francesco: «Pace e bene a tutti. Con questo saluto francescano vi ringrazio per essere venuti qui in questa piazza, carica di storia e fede a pregare insieme. Oggi anche io come tanti pellegrini sono venuto per rendere lode al Padre per tutto ciò che ha voluto rivelare a Francesco, figlio di un grande commerciante di Assisi. L’incontro con Lui lo portò a spogliarsi della vita agiata e a sposare la povertà. Questa scelta rappresentava un modo radicale di imitare Cristo, di rivestirsi da colui che ricco si è fatto povero per arricchire noi per mezzo della sua povertà. Cosa testimonia San Francesco a noi? La prima cosa che ci dice è la verità fondamentale, essere cristiani è un rapporto vitale con la persona di Gesù, rivestirsi di Lui e assimilarsi a Lui. Da dove parte il cammino di Francesco verso Cristo? Parte dallo sguardo di Gesù sulla Croce, lasciarsi guardare da Lui e farci attirare a Lui. Francesco ha fatto quest’esperienza nella chiesa di San Damiano pregando davanti al crocifisso che anche io oggi potrò venerare. Davanti a quel crocifisso Gesù è vivo, il sangue scende dalle ferite, dalle mani, dai piedi e dal costato, ma esprime vita. Gesù ha gli occhi spalancati, uno sguardo che parla al cuore e il Crocifisso non ci parla di sconfitta, di fallimento, ma di morte che genera vita perché è l’amore di Dio incarnato e l’amore non muore, anzi sconfigge il male e la morte. Chi si lascia guardare da Gesù crocifisso viene ricreato, da qui parte tutto, l’esperienza della Grazia che trasforma, che porta a essere amati senza merito, pur essendo peccatori, per questo Francesco può dire, come San Paolo, “che non ci sia altro vanto in me che nella Croce del signore nostro Gesù Cristo”. Ci rivolgiamo a te Francesco, insegnaci a rimanere davanti al Crocifisso, a lasciarci guardare, perdonare, ricreare dal suo amore. Chi segue Cristo riceve vera pace, è questo il secondo insegnamento di Francesco, pace che solo lui ci può dare. San Francesco viene associato alla Pace ed è giusto, ma pochi vanno in profondità. Quale pace ha colto e ci trasmette? Quella di Cristo passata attraverso l’amore più grande, quello della croce. La pace francescana non è un sentimento sdolcinato, per favore, e neppure armonia panteistica con energia del cosmo, anche questo non è francescano, ma è un’idea che alcuni hanno costruito. La pace di San Francesco è quella di Cristo e la trova chi prende su di sé il suo comandamento: “Amatevi gli uni agli altri, come io vi ho amato” e non si può portare con presunzione arroganza, superbia ma solo con mitezza e umiltà di cuore. Ci rivolgiamo a te Francesco e ti chiediamo, insegnaci a essere strumenti della pace, la pace che ha sorgente in Dio, la pace che ci ha portato il Signore Gesù. Il Santo di Assisi ha rispettato e amato tutto quello che Dio ha creato, così come lo ha creato, testimoniando rispetto per tutto, che l’uomo è chiamato a custodire l’uomo, l’uomo al centro della Creazione, dove Dio lo ha voluto, non strumento di idoli. Francesco uomo di armonia e di pace, da questa città della Pace ripeto, rispettiamo la Creazione, non siamo strumenti di distruzione, rispettiamo ogni essere umano, cessino i conflitti armati che insanguinano la terra, tacciano armi e odio, si sostituisca l’amore, l’odio al perdono, sentiamo il grido di coloro che soffrono piangono e muoiono a causa di violenza, terrorismo, guerra in Terra Santa, in Siria nell’intero Medioriente, in tutto il mondo. Ci rivolgiamo a te, ottieni per noi da Dio armonia, pace e rispetto per il Creato. Non posso dimenticare che l’Italia oggi celebra San Francesco quale suo Patrono, dò il mio augurio a tutti gli italiani, al capo del Governo qui presente. Preghiamo per l’Italia, perché qualcuno lavori sempre al bene comune, pensando più a ciò che unisce che a ciò che divide. Ti prego Signore non guardare a nostra ingratitudine, ma ricorda l’abbondante pietà che hai mostrato in questa città».

Ore 11.20 Letto un passaggio della lettera di San Paolo Apostolo ai Galati, poi il coro ha intonato un Alleluia a San Francesco.

Ore 11.15 Da pochi istanti è iniziata la Santa Messa nel piazzale inferiore della Basilica.

Ore 11.08 Monsignor Domenico Sorrentino, arcivescovo di Assisi ha ringraziato il pontefice prima della celebrazione eucaristica: “Ad Assisi tutto parla di San Francesco, ma oggi tutto parla anche di te e tutto ci rinvia a Gesù. Qui ad Assisi l’umano e il divino si intrecciano, si incontrano, qui cultura e fede gareggiano e qui l’Italia si ritrova per cercare nel suo Santo Patrono, motivi di speranza. Quest’oggi sia uno squarcio di luce, grazie Santo Padre di essere qui, tra noi, venga al mondo un’ondata di grazia”. In prima fila il premier Enrico Letta.

Ore 11.04 Papa Bergoglio è entrato nel piazzale inferiore della Basilica e ha raggiunto l’altare il legno insieme ai ministri. Grande commozione tra i fedeli sistemati dietro le transenne.

Ore 11 Il coro ha intonato il canto d’ingresso, la processione dei ministri si sta avviando sulla piazza inferiore della basilica di San Francesco

Ore 10.53 Una folla immensa di fedeli sta attendendo l’arrivo di Papa Bergoglio sull’altare in legno dal quale celebrerà la Santa messa. Profondo il trasporto e il raccoglimento delle migliaia di persone presenti in piazza San Francesco.

Ore 10.46 Il Papa ha incontrato i vescovi della conferenza episcopale umbra. Ancora qualche istante prima della celebrazione della Santa messa in piazza San Francesco, officiata da Papa Bergoglio, 19esimo Papa recatosi ad Assisi.

Ore 10.37 Il Papa, visibilmente commosso, si è inginocchiato per qualche minuto davanti alle spoglie del Poverello, una preghiera intima e silenzioso. I frati conventuali hanno, subito dopo, omaggiato il pontefice di una croce. Terminata la venerazione sulla tomba del Santo, Papa Beroglio raggiungerà la sagrestia per indossare le vesti liturgiche e celebrare la santa messa.

Ore 10.30 Il Papa sta raggiungendo la tomba del Poverello con frate Paolo, passando davanti all’altare e alle reliquie di Jacopa de’ Sette soli.

Ore 10.21 Il Papa è arrivato a bordo della papamobile nel sagrato della Basilica di San Francesco. Ad accoglierlo sventolando bandiere, cantando e pregando migliaia di fedeli. Ora Papa Bergoglio è nella Basilica superiore dove sta incontrando i frati di Assisi, dopo raggiungerà la cripta per raccogliersi privatamente sulla tomba del Poverello.

Ore 10.00 Uscendo dal vescovado Papa Francesco si è fermato coi giornalisti che gli chiedevano di avvicinarsi: «Ma con questa brutta faccia che ho?» ha scherzato. Bergoglio ha poi teso la mano dicendo grazie per il lavoro che fate. Ha salutato la folla ed è entrato nella chiesa di Santa Maria maggiore per una visita privata. Terminata la visita, il Papa si sta recando con la papamobile verso la Basilica di san Francesco. Qui visiterà la cripta e alle 11 celebrerà la messa.

Ore 9.53 Papa Bergoglio: «Molti di voi sono stati spogliati da questo mondo selvaggio che non dà lavoro e non aiuta, non gli importa se ci sono i bambini che muoiono di fame, se le famiglie non hanno da mangiare, se non c’è la dignità di portare pane a casa, se e persone devono fuggire dalla fame e dalla schiavitù trovando poi la morte come successo a Lampedusa. Oggi è un giorno di pianto. Ridicolo che un cristiano vero. La mondanità spirituale uccide l’anima, le persone e la Chiesa. È una scelta omicida. Il Signore ci dia il coraggio di spogliarci dello spirito del mondo, che è la lebbra, il cancro della società, il nemico di Gesù. Chiedo che Gesù ci dia questa grazia». Si conclude così il secondo discorso, pronunciato a braccio, della giornata.

Ore 9.46 Ancora Papa Bergoglio: «La Chiesa deve oggi spogliarsi di un pericolo gravissimo che minaccia ogni persona nella Chiesa, ovvero la mondanità. Il cristiano non può convivere con lo spirito del mondo, con la vanità, la prepotenza e l’orgoglio. Questo è un idolo, non è Dio. L’idolatria è il peccato più forte. Non possiamo essere cristiani da pasticceria. Si crede che la Chiesa siano i preti, i vescovi, i cardinali e il Papa, ma la Chiesa siamo tutti e dobbiamo spogliarci della mondanità, che ci fa male. È tanto triste trovare un cristiano mondano. La mondanità porta alla vanità. Gesù stesso diceva che non si possono servire due padroni».

Ore 9.42 Il Papa prende la parola: «Mio fratello vescovo ha detto che è la prima volta in 800 anni che un Papa viene qui. nei giorni scorsi sui giornali si facevano fantasie, si diceva il Papa andrà a spogliare la Chiesa, spoglierà gli abiti dei vescovi e dei cardinali – sorride – ma questa è una buona occasione per fare un invito alla Chiesa a spogliarsi. Ma la Chiesa siamo tutti, dal primo battezzato. Tutti dobbiamo andare lungo la strada di Gesù che ha fatto anche lui una strada di spoliazione, diventando servitore, volendo essere umiliato fino alla croce. Se noi vogliamo essere cristiani non c’è un’altra strada»

Ore 9.40 Il saluto del vescovo Sorrentino: «Benvenuto in questa Sala della Spoliazione, sei il primo papa che lo visita da 800 anni. Qui ci fu quel gesto scolvolgente del giovane Francesco, che rinunciò a tutto per avere tutto, mettendosi dalla parte dei poveri. Qui ci sono persone che non sanno dove dormire o cosa mangiare, altri non hanno lavoro. Il dramma della disoccupazione sta mettendo in ginocchio anche qui centinaia di famiglie. Mi dicono “vescovo dammi un posto di lavoro”. Oggi è un giorno che rimarrà nella Storia».

Ore 9.34 Così come al Serafico, Bergoglio si sofferma a lungo con i poveri raccogliendone i saluti e le parole

Ore 9.30 Papa Francesco è entrato a bordo della papamobile in piazza del vescovado acclamato da una folla che inneggiava al suo nome. Il Santo Padre ha salutato con un gesto della mano, dopo la papamobile è entrata nel cortile interno e il papa si è girato a salutare anche i giornalisti benedicendo con la mano. Dopo di lui nel vescovado sono entrati i cardinali. Dentro Bergoglio sta salutando i poveri assistiti dalla Caritas.

Ore 9.13 Mentre è in corso la visita privata al Santuario di San Damiano, di fronte al vescovado la folla attende Papa Francesco. Qui entrerà alla Sala della Spoliazione dove terrà un discorso molto atteso. Fuori anche gli operai della ex Antonio Merloni con il loro striscione. L’intenzione, se il Papa si avvicinerà, è quella di consegnargli una lettera dove si descrive la difficilissima situazione che sta vivendo l’azienda.  Su un altro striscione compare la scritta «Benvenuto Papa Francesco: pace, dignità e lavoro per tutti».

Ore 9.05 «Mettere al centro dell’attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate». Lo ha chiesto Papa Francesco nel discorso ufficiale – consegnato ma non letto – in risposta al sindaco di Assisi, Claudio Ricci. «A volte – ha scritto il Pontefice nel testo – le famiglie si trovano sole nel farsi carico di loro. Che cosa fare? Da questo luogo in cui si vede l’amore concreto, dico a tutti: moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza, opere anzitutto animate da un profondo amore cristiano».

Ore 8.53 Sua Santità, sulla papamobile, percorrerà il tragitto dal Serafico a San Damiano. Tantissima la gente lungo il percorso

Ore 8.47 Il Papa ha lasciato l’istituto tra gli applausi e rispondendo con una mano e con un gesto della mano. Il programma ora prevede, alle 9, la visita privata al Santuario di San Damiano. Poi, alle 9.30, l’attesa tappa alla sala della Spoliazione dove terrà un atteso discorso

Ore 8.30 Il Papa prende la parola mentre i ragazzi del Serafico fanno sentire la loro voce: «Noi siamo tra le piaghe di Gesù, che hanno bisogno di essere ascoltate. Gesù è nascosto tra questi ragazzi e tra loro ci sono le piaghe di Cristo. Questi ragazzi vanno ascoltati tra loro che si dicono cristiani. Il corpo di Cristo risorto è bello e vittorioso ma non ha voluto togliere i segni di una piaga che non sono segni di sconfitta ma di vittoria»

Ore 8.21 Con la voce rotta dall’emozione arriva il saluto della presidente dell’istituto Serafico, Francesca Di Maolo: «Grazie Santità, qui accogliamo ogni giorno i nostri fratelli prigionieri del buio e dell’immobilità che affrontano le sfide della disabilità e non sono soli. Lavorare al Serafico è una scelta d’amore. Qui viviamo tra le piaghe di Gesù». Fuori dalla chiesa moltissimi pellegrini e autorità che attendono la sua uscita.

Ore 8.18 Dopo oltre 40 minuti termina il saluto del Pontefice ai ragazzi. Ora ha preso la parola il sindaco di Assisi e poi toccherà alle altre istituzioni: «Grazie Santità, oggi è un giorno storico» ha detto Claudio Ricci. «La accompagneremo durante il suo pellegrinaggio, terminato il quale Assisi non sarà più la stessa».

Ore 8.00 Ormai da trenta minuti va avanti l’intenso ed emozionante saluto di Bergoglio ai ragazzi disabili e agli operatori dell’istituto Serafico, incontrando quella che lui chiama «la carne di Cristo»

Ore 7.46 Di fronte al vescovado anche lo striscione degli operai della Merloni. Intanto già migliaia i giovani assiepati a Santa Maria degli Angeli, dove il Papa dialogherà con loro incontrandoli alle 17.30

Ore 7.41 Bergoglio, che ha ridotto al minimo la cerimonia d’arrivo, saluta uno ad uno i ragazzi e gli operatori in quella che è la tappa d’inizio del viaggio. Stringe mani, benedice gli ammalati e parla con loro uno ad uno con grande attenzione

Ore 7.33 Il Pontefice, insieme agli otto cardinali che lo aiuteranno a governare e rinnovare la Chiesa, è entrato all’istituto Serafico accolto dalle istituzioni. Dentro l’istituto, l’incontro con gli operatori e i ragazzi della struttura.

Ore 7.29 Il Papa è arrivato con qualche minuto di anticipo rispetto alla tabella di marcia. Bergoglio era infatti atteso alle 7.45 e la pioggerellina caduta nella notte si è fermata poco prima del suo arrivo

Ore 7.02 Intorno alla piazza di San Francesco c’è già una massiccia presenza di pellegrini. Bar presi d’assedio già nelle prime ore del mattino. È l’alba e ad Assisi ha iniziato a piovere. E’ un brulicare di religiosi, gente comune con bambini, operatori e giornalisti attorno alla basilica di San Francesco, mentre sul cielo girano gli elicotteri per la sicurezza e lungo il percorso del Papa  le navette che trasportano fotografi e cameraman nelle tappe della mattinata di Papa Francesco. Altissimo il livello di sicurezza con agenti delle forze dell’ordine a fare da sentinella in tutti i varchi della città e lungo le transenne che delimitano il tragitto del Pontefice.

Ore 5.30 Prima ancora dell’alba Assisi è un presepe. Luci accese in quasi tutte le case della cittadella, e un brusio di gente in cammino si sente tra i vicoletti e le scale del centro storico. Sono quelli già giunti in cima o che hanno pernottato nel centro di Assisi. Mentre fiumi di pellegrini sono in marcia, nelle frazioni del territorio assisano, quando è ancora notte. Si incontrano fino a Bastia, Bastiola e Petrignano. Anche i commercianti di Assisi hanno i locali aperti nel cuore della notte: «Non siamo proprio andati a dormire», dicono. Intorno alla piazza di San Francesco e per le strade principali del percorso del Papa si va a caccia dei posti migliori, per vedere da vicino Papa Francesco, nelle prime file, dietro le transenne.

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One reply on “Il Papa ad Assisi: «Basta con le caricature di San Francesco e con la mondanità nella Chiesa»”

  1. San Francesco ebbe una somiglianza mistica con Gesù, tramite la sua santità e le stimmate, come Galileo Galileo l’ebbe fisica e funzionale nel processo romano e Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti nell’intelligenza e nel volto. Cfr. ebook(amazon) di Ravecca Massimo. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.

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