Papa Francesco alla Basilica superiore (foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri, Francesca Marruco e Daniele Bovi

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Papa Francesco è stato accolto ad Assisi da un lungo applauso e da cori dei pellegrini, sistemati in tutti gli angoli disponibili lungo il tragitto che percorrerà, che urlavano il suo nome. Tra loro anche i lavoratori della ex Merloni la cui cassa integrazione è in scadenza il prossimo 13 novembre: al Santo Padre le tute blu hanno inviato un lungo messaggio. Papa Bergoglio ha scambiato una battuta in spagnolo con un operatore della stampa. «È già la seconda volta che ti vedo» gli ha detto sua Santità, poi i ragazzi dell’Istituto Serafico di Assisi. Una Assisi, sulla quale è caduta una leggera pioggerellina fino a pochi minuti prima dell’arrivo del Papa, piena di pellegrini, alcuni arrivati già nella serata di ieri che hanno poi atteso tutta la notte in una sorta di veglia per prendere il posto in prima fila in piazza del Comune, davanti alle transenne che affacciano sulla piazza della Basilica superiore di San Francesco. Qui Papa Bergoglio arriverà intorno alle 10.30 ma c’è chi lo aspetta fin dall’una. «Non voglio perdermi questo evento», dice una donna abruzzese.

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Notte di attesa Percorrendo le strade che salgono da Santa Maria degli Angeli verso Assisi è una processione di pellegrini: alcuni sono arrivati con i pullman da molto lontano: Sicilia, Trentino. Hanno il sorriso sul volto: «Andiamo a incontrare Francesco». Ma c’è chi ci tiene a ricordare la tragedia di ieri a Lampedusa: «Siamo venuti anche a pregare per i morti e per i sopravvissuti», dice un ragazzo sui 30 anni. L’attesa a un certo punto viene bagnata da alcune gocce di pioggia, ma nessuno sembra accorgersene. Dentro Assisi molti bar e negozi sono rimasti aperti tutta la notte: «Ci sono pellegrini qua fuori dall’una – spiega il barista del bar San Francesco – noi abbiamo fatto la notte come loro».

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Il messaggio delle mille tute blu ex Merloni Un gruppo di cassaintegrati si è sistemata fin dalle prime ore del mattina di fronte al vescovado. Lungo il messaggio inviato dalle maestranze, da tempo alle prese con una vertenza infinita, mentre l’ammortizzatore sociale è praticamente esaurito, la scadenza è fissata per il 13 novembre e serve una proroga. «Santo Padre! Accogliamo con gioia e speranza il suo arrivo ad Assisi, terra di Francesco, di Pace e di Dignità. Noi lavoratori ex Merloni  siamo la più grande realtà produttiva di questo territorio. Mille lavoratori con prospettive molto incerte, con un’età media superiore ai 40 anni, troppo giovani per poter andare in pensione e troppo anziani per le poche aziende che assumono, siamo, o meglio rischiamo di essere stati, la più grande realtà produttiva di questa fascia appenninica. Una fascia appenninica a cavallo tra Umbria e Marche con 70 mila abitanti e dove già abbiamo perso 3 mila posti di lavoro, dopo aver subito nel 1997 un terremoto durissimo dal quale ci siamo faticosamente rialzati. La crisi economica che colpisce duramente le condizioni di noi lavoratori, che rischiamo di non avere futuro, è nei fatti un secondo terremoto dopo quello del 1997. Chiediamo che attraverso la sua sensibilità venga data visibilità a questa nostra mobilitazione per il futuro. Chiediamo che tutti gli ostacoli frapposti alla ripresa dell’attività produttiva vengano presto superati, su questo il Governo nazionale, ritornato nella pienezza delle sue funzioni deve operare velocemente visto che si tratta della più grande vertenza a livello nazionale. Anche per questo chiediamo che la cassa integrazione in scadenza il prossimo 13 novembre, tra meno di 40 giorni, venga prorogata. Altrimenti è a rischio la coesione sociale di tutta la fascia appenninica.Grazie Papa Francesco».

Sicurezza, il piano funziona Per quanto riguarda la sicurezza poi tutto è nella normalità. Per ciò che riguarda la viabilità, nessuna criticità è stata registrata sulla direttrice che porta ad Assisi e Santa Maria degli Angeli, i pellegrini sono stati accolti fin dalle ore della notte. Nei parcheggi e nelle zone di interscambio sono al momento presenti più di 300 pullman con i pellegrini trasferiti con le navette verso il percorso del Papa. Un flusso, questo, destinato a continuare nel pomeriggio con i successivi impegni del Santo Padre. Sono già transitati regolarmente i 7 treni speciali che hanno trasportato i fedeli verso la stazione di Santa Maria degli Angeli, allestiti dalla protezione civile in collaborazione con Trenitalia, Regione e Polfer. Per ciò che riguarda i due dispositivi di sicurezza pubblica – riferisce la questura – ad Assisi e Santa Maria degli Angeli al momento non si è riscontrata nessuna criticità e tutte le tappe della visita si sono susseguite senza intoppi anche grazie alla gestione della viabilità assicurata dalla polizia locale di Assisi, supportata da altre polizie locali e dalla provinciale.

Il pranzo di Papa Francesco Nella mensa della Caritas di Santa Maria degli Angeli Papa Francesco ha consumato un pasto fugace.  Appena entrato ha rivolto i suoi auguri  a uno dei bambini che poi ha pranzato con lui e che porta il nome del santo di Assisi e dello stesso pontefice. Il Papa è stato abbracciato sulla porta da un altro bambino, nordafricano, che ha preso per mano il Papa accompagnandolo al posto della tavola dove pranzerà, rimanendogli seduto vicino. Sulle case intorno molti striscioni inneggiano al pontefice: uno lo invita a «Non mollare». Semplicissime le pietanze mangiate insieme a 55 persone frequentatrici abituali della struttura: crostino di tonno, lasagna e arrosto di manzo.

Fedeli a piedi e in bicicletta fino all’Eremo Una cinquantina di pellegrini hanno raggiunto la zona dell’Eremo delle carceri, piuttosto isolata, scalando a piedi o in bicicletta la montagna. Il Papa è arrivato intorno alle 14.50 a bordo di una Fiat Panda blu scuso ma ha superato il cancello esterno senza fermarsi. Ora i fedeli attendono di poter abbracciare e scambiare qualche parola con il Papa al termine della visita privata all’Eremo. 

Nel corso della giornata il racconto ora per ora.

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