di Chiara Fabrizi

Su il sipario per il Festival di Spoleto numero 68, l’ultimo diretto da Monique Veaute. L’inaugurazione è in programma stasera 27 giugno al Nuovo-Menotti che ospita la prima italiana dell’opera “Hadrian” (replica 29 giugno alle 15.30) del compositore newyorkese Rufus Wainwright, che è anche il protagonista del primo weekend di Due Mondi: l’artista statunitense, infatti, sarà anche il primo a salire sul palco di piazza Duomo (28 giugno alle 19.30) per un concerto da solista. A inaugurare il cartellone della prosa, invece, sarà “Prima del Temporale”, il nuovo spettacolo di Umberto Orsini e Massimo Popolizio, di scena al Caio Melisso-Spazio Fendi di piazza Duomo (dal 27 giugno al primo luglio), ma oggi puntati anche su “La cosmicomica vita di Q” di e con Luca Marinelli in programma a San Simone (dal 28 giugno al 6 luglio). Saranno, invece, i ballerini della Sidney dance company i primi a solcare il palco del Romano, dove presentano “Impermanence” (28 e 29 giugno alle 21.30). Come sempre, poi, il primo weekend segna anche l’inaugurazione delle mostre, comprese quelle di Palazzo Collicola, che anche quest’anno torna a ospitare il Jazz club, ad aprirlo sarà Eleonora Strino (28 giugno alle 23).

Il primo appuntamento di Spoleto68, però, è quello inaugurale dell’opera Hadrian (180 minuti) frutto di una rilettura del bestseller “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar con musiche di Wainwright e libretto di Daniel MacIvor. Al Nuovo-Menotti vanno in scena gli eventi dell’ultimo giorno di vita dell’imperatore romano in un mondo scenico essenziale, ovvero le immagini del fotograo Roberto Mapplethorpe, in cui si muovo i cantanti e il coro e che è lo specchio delle tensioni interiori dei personaggi, come interpretate da Jörn Weisbrodt che ha curato la regia. L’opera inaugurale del Festival di Spoleto è affidata alla Malta philharmonic orchestra diretta da Johannes Debuse, mentre il Coro è del Lirico sperimentale di Spoleto del maestro Mauro Presazzi. Internazionale, naturalmente, il cast di voci: Germán Enrique Alcántara è Adriano, Santiago Ballerini interpreta Antinoo, Sonia Ganassi (Plotina), Christian Federici (Turbo) e Ambur Braid (Sabina). «Quando lessi per la prima volta le straordinarie “Memorie di Adriano” di Yourcenar, un romanzo che ha ispirato almeno tre generazioni di uomini omosessuali, fui immediatamente colpito dall’idea di trasformare questo soggetto storico in forma operistica», ha raccontato Wainwright, sostenendo che «la sua natura intima e al tempo stesso la sua grandiosità selvaggia mi apparvero perfettamente adatte a ciò che l’opera sa fare meglio: creare un’iper-illustrazione delle tormentate vite interiori di individui posti di fronte a circostanze esteriori implacabili, mentre la musica si muove vorticosamente attraverso le dimensioni surreali che si trovano tra questi due poli».

Wainwright, che torna a Spoleto dopo 15 anni, perché qui ha fatto uno spettacolo con Robert Wilson sui sonetti di Shakespeare, sarà anche protagonista di un concerto da solista in piazza Duomo (28 giugno alle 19.30): accompagnato al pianoforte da Jacob Mann, il cantautore statunitense eseguirà un repertorio che abbraccia la sua carriera trentennale da autore e interprete di canzoni, da Leonard Cohen e Judy Garland fino a Mina.

“Prima del Temporale” di Orsini e Popolizio, invece, apre il cartellone dedicato al teatro: lo spettacolo al Caio Melisso in prima assoluta è il ritratto di un attore alle prese con i fantasmi del proprio passato. Insieme a Orsini in scena ci sono Flavio Francucci e Diamara Ferrero, con la regia di Massimo Popolizio, assistente Mario Scandale. Le scene sono di Marco Rossi e Francesca Sgariboldi, i costumi di Gianluca Sbicca. I video sono a cura di Lorenzo Letizia, le luci di Carlo Pediani e il suono di Alessandro Saviozzi. 

Grande attesa, se non altro per il sold out totale a ogni data, per “La cosmicomica vita di Q” ideato, diretto e interpretato da Luca Marinelli che si è ispirato alle Cosmicomiche di Italo Calvino. A San Simone Marinelli è Qfwfq, un personaggio senza tempo, testimone e narratore delle fasi di sviluppo dell’universo che, dopo aver vissuto milione di anni, si trova in una città dei nostri giorni e vive come un uomo qualunque. In scena a San Simone con Marinelli ci sono Valentina Bellè, Federico Brugnone, Alissa Jung, Fabian Jung, Luca Marinelli, Gabriele Portoghese, Gaia Rinaldi. La drammaturgia è di Vincenzo Manna, mentre le musiche originali sono compote da Giorgio Poi.

Al Romano arriva il coreografo Rafael Bonachela con la Sydney dance company, che porta a Spoleto un’esplorazione viscerale delle possibili combinazioni tra bellezza e devastazione. Annunciata come un’esperienza epica e immersiva dal forte impatto emotivo, “Impermanence” ha musiche originale di Bryce Dessner dei “The National” che per comporle si è ispirato all’immagine del lussureggiante bush australiano, minacciato ogni estate dagli incendi e alle guglie di Notre-Dame, che tutti ricordano avvolte dalle fiamme. A eseguirle in scena sarà “Quatuor Zaïde”, ensemble composta da due violini, una viola e un violoncello.

Al via anche le mostre e i progetti speciali. Il 27 giugno alle 17 inaugura la mostra “In scena. L’arte dei costumi al Festival di Spoleto”: un’esposizione che celebra la storia del Due Mondi attraverso il suo archivio, frutto di un lungo lavoro di recupero e valorizzazione avviato nel 2021. Fulcro dell’esposizione sono i costumi di scena, testimoni della creatività dei grandi costumisti che hanno collaborato con il Festival: tra i pezzi più iconici il costume indossato da Nureyev in Raymonda e i bozzetti e costumi di The Rake’s Progress (1993, David Hughes).

Da sabato 28 giugno alle 11 sarà possibile visitare la mostra “Unhappen Unhappen Unhappen – Pepper’s Ghost Dioramas (Ex-Battistero della Manna d’Oro)” della Fondazione Fendi e alla stessa ora aprono le mostre di Palazzo Collicola, che, come ogni anno, presenta un ricco programma espositivo dedicato all’arte contemporanea. Gli spazi del Piano Nobile ospitano “Pensieri fuggitivi”, un’ampia selezione di opere realizzate negli ultimi anni da William Kentridge, autore del manifesto di questa edizione del Festival. Si prosegue con l’esposizione che ripercorre la storia del Festival dei Due Mondi attraverso i suoi manifesti, dal 1958 a oggi, firmati da grandi artisti come Balthus, Burri, De Kooning, Mirò.

Tornano anche le proposte dell’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico: dal 27 giugno si svolge la XVI edizione del Progetto Accademia e la X edizione dell’European young theatre, mentre al Cantiere Oberdan parte la rassegna La Mama Spoleto Open. Con le proiezioni di titoli come Voyage to Cythera (27 giugno), Gustav Mahler – Singer for the Earth (28 giugno) e The Final Chorale (29 giugno), alla Sala Pegasus inizia la retrospettiva di documentari musicali di Frank Scheffer “Films for the earth”. Dopo il successo delle ultime edizioni torna il “Laboratorio del sogno”, il progetto che permette al pubblico di partecipare a esclusivi laboratori d’artigianato per creare con le proprie mani piccoli ed esclusivi accessori di pelletteria (ingresso gratuito su prenotazione): sabato 28 e domenica 29 giugno sarà proposta la realizzazione di ciabatte infradito in pelle, cinture e bracciali. Negli spazi di Radio 2Mondi e Meeting Point inizia la decima edizione del FuoriFestival, con una lineup che per il primo weekend include artisti e artiste come Alicia Carrera, Dj FATi e Lavalamp.

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