In primo piano il direttore di Palazzo Collicola, Saverio Verini

Cinque nuove mostre a Palazzo Collicola per il Festival di Spoleto, tra cui la personale “Pensieri fuggitivi” di William Kentridge curata dal direttore del museo Saverio Verini, che all’artista sudafricano di fama internazionale ha dedicato il piano nobile. Per il ciclo estivo Palazzo Collicola propone anche la personale di Stefano Cerio “Corpi d’aria”; una selezione di opere provenienti dalla collezione di Primo De Donno; la mostra d’archivio “Mahler & LeWitt Studios: 10 anni di attività” curata da Guy Robertson per celebrare i 10 anni di vita dell’associazione; e, infine, una mostra dei manifesti del Festiva dei Due Mondi. Progetto artistico, infine, anche nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, che è un’altra delle sedi dei Musei civici comunali: qui Verini ha riaccolto una serie di dipinti e due sculture di Gianni Politi, artista che in questa stesso spazio aveva già presentato alcuni sui lavori nel 2011.

All’inaugurazione delle cinque mostre di Palazzo Collicola, che resteranno fruibili fino al 2 novembre, anche la direttrice artistica del Festival di Spoleto, Monique Veaute e il presidente della Fondazione e sindaco Andrea Sisti, oltre naturalmente al direttore del museo Verini. Lui ha curato la mostra di Kentridge che è coprodotta col Due Mondi ed è stata resa possibile anche dalla collaborazione con William Kentridge Studio e galleria Lia Rumma: la personale dell’artista sudafricano, che al Festival porta anche lo spettacolo The Great Yes, the Great No, è una selezione di oltre 50 opere realizzate negli ultimi 25 anni tra disegni, sculture, video, stampe, e taccuini.

Il piano terra di Palazzo Collicola “Listen to your eyes. Opere e letterature artistiche da una collezione privata”, che raccoglie una serie di opere provenienti dalla collezione di Primo De Donno conservata a Foligno e definita «una delle più sofisticate a livello nazionale», contando opere di autori come Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Alberto Burri, trova la sua unicità nella raccolta eccezionale di libri, documenti, libri ed ephemera che accompagnano le opere, contribuendo a ricostruire il contesto che le ha generate e la loro fortuna critica. La mostra, a cura degli stessi De Donno e Verini con Viaindustriae, è incentrata sul rapporto binario tra opere d’arte e “letteratura” a esse collegata: un viaggio attraverso alcune delle principali figure e poetiche, movimenti e correnti del XX secolo fino ai giorni nostri, abbracciando un secolo di storia dell’arte.

Sempre al piano terra è allestita “Festival dei Due Mondi. Manifesti 1958-2025”: una sezione espositiva dedicata ai manifesti del Festival realizzati dal 1958 a oggi, un viaggio nella storia dell’arte, perché realizzati da artisti come Joan Mirò e Fernando Botero. Al secondo piano di Palazzo Collicola si potrà apprezzare “Corpi d’aria” a cura di Stefano Chiodi, con una selezione di fotografie di Stefano Cerio. Il progetto è realizzato nell’ambito dell’avviso pubblico “Strategia fotografia” del Ministero della Cultura: un’operazione con cui Palazzo Collicola ha anche potuto acquisire le serie fotografiche “Brenva” e “Aquila” realizzate da Cerio, due progetti di forte impronta concettuale, al confine tra fotografia/arte contemporanea/arte ambientale, che fanno dialogare i linguaggi per documentare artisticamente le radicali trasformazioni del nostro tempo.

Al primo piano, nella stanza adiacente alla biblioteca “Giovanni Carandente” è allestita la mostra per i dieci anni dei Mahler & LeWitt studios, che hanno contribuito alla vita culturale di Spoleto attraverso residenze per artisti, progetti speciali e un programma dedicato alle scuole: tutte attività che saranno ripercorse nell’esposizione. Infine, nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo l’intervento di Politi “Le cose non saranno mai più come prima (del potere anarchico dell’amore)” che, coi suoi dipinti e due sculture, dialoga con gli affreschi della ex chiesa.

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