lunedì 18 novembre - Aggiornato alle 23:28

Festival di Spoleto al gran finale con Salvini, Ferrara: «Incassi +15% e 130 mila presenze»

Sold out il concerto in piazza, Gatti dirige l’Orchestra dell’Opera di Roma. Fischi al ministro arrivato con Francesca Verdini

Concerto finale di piazza Duomo di Spoleto 62 (foto Agf)

di Chiara Fabrizi

«Circa il 15 per cento di incassi e 130 mila presenze rilevate da scale mobili e ascensori, lo scorso anno erano state 102 mila». Sono i dati più importanti della 62ma edizione del Festival di Spoleto che il direttore artistico Giorgio Ferrara porta in dote, domenica mattina, nella cornice del Caio Melisso, per tirare le fila sull’edizione che al botteghino, rilevazione «all’11 luglio, aveva incassato 700 mila euro, che alla fine – dice Ferrara – cresceranno fino 730-740 mila euro, mentre nell’ultima edizione ci eravamo fermati a 648 mila». Il bilancio precede l’ultimo atto di Spoleto62, ossia il concerto finale di piazza Duomo, già sold out da giorni.

VIDEO: SALVINI FISCHIATO
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Concerto con Salvini: fischi Il vicepremier Matteo Salvini è arrivato in via Saffi alle 19.10 con Francesca Verdini ma non ha voluto parlare coi giornalisti. Ad accoglierlo il sindaco De Augustinis, Ferrara, il prefetto Claudio Sgaraglia, la candidata in pectore per la Regione Donatella Tesei e il vescovo Renato Boccardo. Salvini è stato fatto accomodare a Palazzo Arroni, in attesa del concerto finale di piazza Duomo dove, quando Ferrara lo ha salutato, si sono sentiti netti i fischi del pubblico (video) e il ministro che già si era alzato per salutare la piazza, si è nuovamente alzato battendo le mani verso la scalinata. Nella magica atmosfera del gran finale al tramonto, l’Orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma eseguono il repertorio francese di Giuseppe Verdi, diretti da Daniele Gatti, mentre il maestro del Coro è Roberto Gabbiani. Il sipario su Spoleto62 cala definitivamente a mezzanotte, quando il cielo si accende con lo spettacolo pirotecnico che chiude «l’edizione, ognuna delle quali è come un viaggio», ha detto Ferrara prima di annunciare per il 2021 il ritorno al Festival di Spoleto di Bob Wilson con The Map, «che io ci sia o meno» puntualizza, dato che la prossima edizione è l’ultima prevista dal contratto già prorogato per tre anni.

Salvini con Francesca Verdini (Foto Fabrizi)

Mahmood e il San Nicolò da riaprire «Giudizio positivo» anche dal sindaco e presidente della Fondazione Festival Umberto De Augustinis, che ha calcato la mano «sul delitto degli spazi ancora chiusi a tre anni dal sisma, come il San Nicolò da 400 posti e dotato di impianti tecnici ottimi, per non parlare – dice – dell’area dell’anfiteatro abbandonato: come Comune vogliamo garantire più spazi al Festival, ma saremo anche impegnati – ha detto – a dare maggiore impulso alla manifestazione». Riavvolgendo il nastro di Spoleto62, Ferrara «rifarebbe tutti gli spettacoli proposti», mentre De Augustinis rinuncerebbe a Mahmood: «Mi è pure piaciuto, ha caratteristiche comunicative molto forti – dice – ma in quel modo al Teatro Nuovo non lo ripeterei, c’erano giovani che ballavano sul loggione e molti si sporgevano».

Bauhaus il top, teatri al 90% Per entrambi, comunque, lo spettacolo più alto è stato il doppio titolo per celebrare i cento anni del Bauhaus, ma in media il Festival ha comunque girato «su un tasso di occupazione dei teatri e delle sale del 90 per cento», mentre secondo il sindaco «soltanto i martedì sono state giornate vuote». Sold out, invece, il concerto finale di piazza Duomo, che porterà via il Due Mondi fino al prossimo 26 giugno, quando si alzerà il sipario su Spoleto63 di scena in città fino al 12 luglio. Da capire se sarà l’ultima di Ferrara oppure no.

@chilodice

 

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