«Yara era una bambina, come un bambino era il mio Lorenzo: vorrei avere la possibilità di incontrare e parlare con i suoi genitori per raccontare loro come io ho ricostruito un po’ la mia vita e quella della mia famiglia. Per dire loro che Yara ora è un angelo, come lo è mio figlio e i tanti bambini uccisi, maltrattati, violati dagli adulti». Sono le parole di Luciano Paolucci, il padre di uno dei due bambini uccisi dal «mostro di Foligno», il geometra folignate Luigi Chiatti tutt’oggi in carcere per quegli atroci delitti.

I genitori di Yara vanno aiutati «Io so cosa vuol dire quando succedono cose del genere» ha detto all’Agi Luciano Paolucci. «Non pensi più al lavoro, ai soldi, non pensi più a nulla, solo a cosa fare di ciò che ti rimane della vita. Se nessuno ti aiuta diventa un grande problema. I genitori di Yara vanno aiutati, da tutti noi, ma anche dalle istituzioni che non devono abbandonarli nel loro dolore. Quando ho appreso della scomparsa della bambina – ha detto ancora il padre del piccolo Lorenzo – ho pensato subito che a rapirla era stato qualcuno che la conosceva, che frequentava in qualche modo luoghi che lei frequentava».

Persone mostruose «A compiere certi atti sono persone mostruose – ha aggiunto Paolucci-  Io ho perdonato Luigi Chiatti perché anche lui, da bambino, ha iniziato a soffrire. Quando è successo quello che è successo a Lorenzo – ha concluso Paolucci – ho iniziato a chiedermi se Dio esiste veramente. Dio esiste e bisogna avere fede. Posso dire ai genitori di Yara che la loro figlia adesso è in paradiso, è un angelo. E’ quello che so per certo anche di mio figlio e di tanti altri bambini. La fede potrà dare loro conforto e speranza: quando un figlio che hai, che ami, che è una cosa grande per te, ti viene portato via, ti manca, e quando ti manca non sai più che fare nella vita. Io vorrei tanto parlare con i genitori di Yara perché abbiamo vissuto le stesse cose terribili e vorrei dare loro conforto».

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