di Francesca Marruco
Otto anni di reclusione. E’ questa la pena a cui è stato condannato un cittadino cinese residente a Perugia per violenza sessuale. A denunciarlo erano state la figliastra e la nipote che sostenevano di essere state più volte abusate dall’uomo. A loro e ai loro genitori, tutti costituiti parte civile con l’avvocato Nicodemo Gentile, i giudici hanno riconosciuto una provvisionale immediatamente esecutiva di 50 mila euro per le ragazze e di 10 mila euro a testa per i tre genitori.
Le violenze Gli episodi che le due giovani, ormai adulte, hanno riferito in lacrime in una delle precedenti udienze, sarebbero avvenuti nel 1998, quando la nipote dell’imputato, figlia della sorella di quest’ultimo, andò a vivere dagli zii a Perugia per un paio di mesi perché i suoi genitori erano andati a lavorare in un’altra città nel nord Italia. La ragazza ha detto di essere stata violentata tre volte in quel periodo, mentre la figliastra ha parlato di un paio di episodi.
La convivente Anche la convivente dell’uomo aveva testimoniato in aula ricordando come nel 2003, una volta scoperto tutto durante un confronto con la figlia, non esitò a sporgere denuncia: la signora, con l’aiuto dell’interprete, aveva raccontato che non appena venne a conoscenza di quanto subito dalla figlia non ci pensò due volte a denunciare l’ex convivente.
La difesa L’avvocato Guido Bacino ha chiesto l’assoluzione del suo assistito, che si è sempre proclamato innocente. Il legale ha già annunciato che ricorrerà in appello, perché «la sentenza non ha tenuto conto delle grandi contraddizioni emerse nelle deposizioni delle persone offese».
L’accusa Per il pubblico ministero Antonella Duchini, non c’erano contraddizioni tali da giustificare una richiesta diversa da una condanna per l’imputato. E lo stesso è stato anche per i giudici Giancarlo Massei, Maria Rosaria Monaco e Cecilia Bellucci che hanno inflitto all’imputato una pena di otto anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Le parti civili Soddisfazione è stata espressa per la sentenza dai legali di parte civile, Nicodemo Gentile e la sua sostituta processuale Elisa Peppucci che ha seguito le ragazze passo passo per arrivare a questo risultato.

