L’associazione difesa e orientamento del consumatore stima che solo il 20% degli Umbri riuscirà a partire quest’estate: tra trasporti, alloggio e servizi i rincari superano i 200 euro. Il costo di un traghetto quest’anno è aumentato del 70%, pari a circa 230 euro di aggravio rispetto allo scorso anno. Per un biglietto aereo di andata e ritorno si spendono in media 112 euro in più, un rialzo del 25%, un biglietto del treno costa il 7% in più. Senza dimenticare il caro benzina.
Infatti a oggi il costo di un litro di verde ha raggiunto il record storico di 1,6 euro, mentre in Europa la benzina costa mediamente 1,38 euro al litro, il 13,4% in meno che in Italia, il danno per i consumatori ammonta a oltre 200 euro l’anno. «I nostri consumatori – si legge in un comunicato di Adoc – spendono circa 250 euro in più l’anno rispetto alla media europea e a causa dei continui rincari del prezzo della verde l’aggravio di altre 200 euro l’anno. Al confine il risparmio è garantito, in Svizzera si spende l’11,9% in meno, in Francia lo 0,6% in meno, in Austria la differenza è del 6%, in Slovenia la verde costa il 22,3% in meno. Solo in Scandinavia, in Gran Bretagna, in Grecia e in Olanda il prezzo è maggiore, come pure i redditi. E i continui rincari del prezzo della verde, che a fine anno peseranno per 200 euro alle famiglie italiane, stanno trasformando la benzina in un bene di “lusso”, tanto che è in costante diminuzione il numero di automobilisti abituali, stimiamo che entro fine anno il 10% degli Umbri rinuncerà all’uso della macchina per muoversi».
«Il crollo del turismo rischia di travolgere il sistema economico non solo Umbro ma anche quello italiano, per questo chiediamo l’impegno immediato delle Istituzioni locali e dei Parlamentari Umbri affinché esercitino in modo determinato il loro ruolo nel chiedere al Governo di ridurre i costi dell’energia e dei carburanti».

