L'amministratore unico dell'Adisu Maurizio Oliviero

di Francesca Marruco e Ivano Porfiri

L’Adisu stila la graduatoria degli idonei, ma sospende il giudizio sui beneficiari delle borse di studi in attesa di notizie da Roma. Contro questa situazione gli studenti hanno effettuato un corteo-lampo di protesta da Lettere a Porta Pesa e ritorno. Ecco il comunicato pubblicato sul sito dell’Adisu oggi pomeriggio:

«L’attuale graduatoria di assegnazione delle Borse di studio, disponibile alla sezione “Sportello on-line 2010” del portale dell’Agenzia determina unicamente l’idoneità degli studenti a fruire del suddetto beneficio e non l’individuazione degli studenti quali beneficiari/vincitori della borsa di studio»

A spiegare come stanno le cose a Umbria24.it è l’amministratore unico dell’Adisu, Maurizio Oliviero.

Cosa può dirci su questo ritardo delle graduatorie definitive delle borse di studio?

«A questo proposito abbiamo mandato anche un’informazione agli studenti. Noi abbiamo  un unico dato certo che è di circa 2- 3 settimane fa, in cui ci confermavano il famoso taglio. Pur potendo contare sul contributo della Regione, che mi è stato informalmente confermato, mi trovo con un elenco di  ragazzi aventi diritto a cui non posso dare borse di studio. Noi avremmo bisogno in totale di 14 milioni di euro, e ce ne mancano 6 -7».

Come pensate di fare allora?

«Vorrei provare a dare una comunicazione costruttiva. Noi, come ente stiamo ragionando su come garantire il minimo a tutti. Se non sarà possibile dovrò scorrere graduatoria e dare borse a chi è possibile. Voglio chiedere  al Ministero di poter ridurre le borse per dare un contributo a tutti. Vorrei provare almeno a  mantenere la mensa e il collegio per tutti gli idonei, magari riducendo i contributi economici. Ma anche per poter fare questo, dobbiamo capire quanto abbiamo. Stamattina ho chiamato al Ministero, dopo che ieri sera il ministro Gelmini ha detto che le risorse ci sono, ma non ho avuto nessuna nuova comunicazione. Se è vero quello che dice la Gelmini ce ne dia dimostrazione, e io provvederò a distribuire le risorse agli studenti. Il Ministro ci scriva, così noi lo comunicheremo agli studenti. Non basta dirlo al Tg1».

Qual è la situazione attualmente?

«Noi abbiamo tabelle ufficiali che tutti conoscono, per ora abbiamo 3,5 milioni di euro ministeriali a fronte dei 9,6 dello scorso anno. La Regione, nonostante i tagli del governo, e diversamente dalle altre Regioni d’Italia, ci garantisce lo stesso contributo degli anni scorsi, ma anche in questo modo ci mancano 6 -7 milioni di euro per erogare contributi economici a tutti i ragazzi idonei. Dal Ministero  ho anche ricevuto le comunicazioni che il saldo delle borse 2009 non  verrà erogato per problemi di cassa. E per gli stessi problemi non ci verrà dato l’anticipo sulle borse di studio 2010-2011. Questa cosa non mi permette di dare entro dicembre la prima rata a chi ne ha diritto, come avveniva negli anni scorsi».

Che cosa si aspetta da questa situazione?

«Stamattina mi hanno telefonato una quindicina di persone,  mi chiamano padri e madri di famiglia per chiedermi com’è possibile che voi dite che non ci sono soldi, e ieri sera il ministro ha detto il contrario? Questa è un’ operazione delicata e difficile. Invece di  dire che ci sono le borse di studio, il ministro dica come stanno realmente le cose, perché  così creano difficoltà a noi che non possiamo intervenire al Tg1. Io di fatto ho iniziato una questua, sto mendicando, con chi vuole darci mano, per questi ragazzi che realmente hanno bisogno del contributo economico dell’Adisu per studiare. Il sistema della  guardia di  finanza in Umbria fa controlli a tappeto. I nostri soldi vanno tutti alle borse di studio. Nel nostro bilancio, ad esempio, non ci sono spese di rappresentanza. Queste iniziative sono comunque un intervento per tamponare un problema che si riproporrà ben presto. Si deve capire se questo paese vuole dare attuazione all’articolo 34 della costituzione o no».

Cosa si sente di dire in questo momento agli studenti?

« Io comprendo il disagio degli studenti, ma non è colpa dell’Adisu. Quando si arrabbiano, arrivano da noi e scaricano la loro rabbia contro chi si trova negli uffici, sbagliano perché noi siamo dalla loro parte».

Cosa pensa della riforma?

«Sulla riforma posso dire che io mi sento molto offeso dal fatto che ogni volta che il ministro Gelmini prende la parola  mi chiama barone, ma io non sono figlio di nessun  nepotismo. Delegittimare tutta l’università ogni volta che si prende voce non è un gesto giusto.  Io non mi sento nella palude dell’ università, ho lavorato e sudato insieme a tanti altri. Non c’è dubbio che l’università abbia bisogno di una riforma, ma dire che va tutto male è un’infamia. Conosco persone per bene che lavorano e che non sono truffatori né baroni.  Poi ho anche scritto al capo dello Stato. Sulla riforma ognuno può avere le sue idee, anche in base alla sua scelta politica, ma mi dispiace che nel dibattito venga assorbito il tema del diritto studio che non c’entra nulla. Non si può dire che faccio una riforma per tagliare i baroni, quando poi taglio sul diritto allo studio, che c’entra niente. Cosa c’entrano le famiglie meno ricche e le borse di studio per i ragazzi con i baroni?».

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