di Francesca Marruco

L’accusa è traffico internazionale d’armi. L’affare bloccato dalla magistratura perugina ammontava a 60 milioni di euro. Delle cinque persone arrestate, due hanno patteggiato, uno ha scelto il rito abbreviato, per le altre due invece,  il processo è appena iniziato a Perugia.

Dda blocca compravendita Fu la direzione distrettuale antimafia con il pubblico ministero Dario Razzi a bloccare nel 2003 la compravendita di mitragliatori. Secondo l’accusa, i cinque avrebbero «posto in essere trattative con la ditta produttrice cinese Norinco attraverso la società cinese di import – export China Hina Jing An, nonché con il governo della Libia quale acquirente finale (attraverso due colonnelli) in relazione ad una commessa di armi da guerra per 500mila mitragliatori ( AK-47 tcioè Kalashinkov), nonché di 10 milioni di munizioni per gli stessi». Secondo l’accusa il traffico d’armi portava anche in Iraq per una «commessa di 50mila fucili AKM, 50mila fucili AKMS e 5mila mitragliatrici PKM di fabbricazione russa».

Traffico d’armi attraverso traffico droga I  magistrati anti-mafia di Perugia hanno scoperto il traffico d’armi attraverso un’inchiesta diversa sul traffico di stupefacenti gestito dalla mafia. Uno degli indagati per droga si è rivelato fare parte di un altro gruppo, che usava ditte con sede a Malta e Cipro per mediare traffici d’armi. La prova tangibile la fornì lui stesso quando si recò a Tripoli, per concludere l’affare delle armi. A sua insaputa, la polizia ispezionò il suo bagaglio a Fiumicino, e vi trovò un catalogo d’armi.

Arresti e altre accuse Nel febbraio del 2007, la polizia esegue gli arresti di Ermete Moretti, Serafino Rossi, Massimo Bertinotti, Gianluca Squarzolo e Vittorio Dordi, catturato quando era latitante in Congo. Nessuno degli ufficiali libici e cinesi che compaiono nell’inchiesta sono indagati, in quanto non sono sospettati di reati in territorio italiano. Secondo i documenti depositati in tribunale gli italiani avrebbero avuto contatti con trafficanti d’armi internazionali per fornire carri armati ed elicotteri di fabbricazione russa, comprare un cannone navale e visori notturni per lo Sri-Lanka e procurare proiettili di gomma e lanciarazzi lacrimogeni da una società francese.

Scelte processuali Moretti e Bertinotti hanno patteggiato quattro anni di reclusione, Rossi è stato condannato a due anni con rito abbreviato, per Dordi, difeso dall’avvocato Chiara Lazzari  e Squarzolo il processo invece è appena cominciato.

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