Muoversi liberamente, senza dover chiedere al centro di anticipare il costo del biglietto. Da giovedì 26 giugno, le vittime di violenza e discriminazione accolte nella rete dei servizi regionali umbri possono farlo: undici centri antiviolenza e la prima casa di accoglienza per persone Lgbti della regione hanno ricevuto le tessere di libera circolazione su ferro e gomma, urbano ed extraurbano, sull’intera rete regionale di trasporto pubblico locale.
La cerimonia. La consegna è avvenuta nella sede del Centro per le pari opportunità della Regione Umbria a Perugia. Le tessere, valide un anno e rinnovabili, sono state fornite da Busitalia su iniziativa di Umbria Tpl e Mobilità, con il consigliere regionale Fabrizio Ricci come promotore dell’intesa. Le risorse stanziate per il 2026 ammontano a circa 40mila euro, calcolate sulla base del fabbisogno espresso dalla rete dei centri.
Autonomia La parola d’ordine di questa manovra è autonomia: «Quando le donne arrivano nei Cav, la maggior parte arriva in situazione di emergenza, senza mezzi e senza soldi», ha detto Federica Moretti, presidente del Centro per le pari opportunità. «Realmente ora tutte le utenti potranno essere autonome e spostarsi gratuitamente per poter usufruire di tutti i servizi dei Cav.» L’autonomia di movimento, ha sottolineato Moretti durante la cerimonia di consegna, non è un dettaglio: è una delle condizioni che rendono possibile costruirsi un futuro lavorativo e accedere ai servizi necessari al percorso di uscita dalla violenza.
Una tessera senza confini L’aspetto innovativo del titolo di viaggio è stato illustrato da Emilio Giacchetti, amministratore unico di Umbria Tpl e Mobilità: le tessere non sono legate a un territorio specifico, ma permettono di circolare indistintamente su percorsi urbani ed extraurbani, tra Perugia e Terni, tra Spoleto e Foligno, superando quella frammentazione che fino a oggi rendeva la mobilità delle donne in carico ai centri dipendente dalle disponibilità economiche delle strutture stesse. Ricci ha precisato che l’intenzione è rendere strutturale questo sostegno, oltre l’annualità 2026. «Un aiuto concreto», ha detto il consigliere, «anche ai costi che gravavano sulle strutture, visto che prima erano i centri a doversi fare carico dell’acquisto dei biglietti.»
Alla misura sono stati inclusi anche i servizi di accoglienza per persone Lgbti. Stefano Bucaioni, presidente dell’associazione Omphalos Lgbti, ha ricordato che la casa di accoglienza nata un anno e mezzo fa in Umbria, la prima del genere nella regione, può ospitare fino a sei persone con percorsi medi di sei mesi, e che nel solo 2025 il centro ha seguito quasi 500 persone attraverso i propri servizi. Tutte, ora, potranno usufruire della mobilità gratuita sul territorio regionale.
