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domenica 22 maggio - Aggiornato alle 19:28

Terni città dell’acciaio, sfide Fiom Cgil da stop precarietà a difesa dignità di chi lavora

Tute blu della Camera del lavoro: «Pnrr sia occasione di confronto fra stakeholders per coniugare sviluppo, stabilità e ambiente»

Gli operai questa mattina a Terni (foto U24)
Pensare nuovi processi e nuove tecnologie capaci di rendere la siderurgia ancora più verde di quanto non sia già la produzione da forno elettrico (che è per eccellenza una forma di economia circolare); lotta alla precarietà, perché come rilevato da Ires e Cgil di Terni, il poco lavoro che sì è creato sul territorio non è stabile, spesso somministrato e non più legato ai picchi produttivi, ma alla volontà delle imprese di abituare i lavoratori a non rivendicare il posto fisso; regole per il sistema degli appalti, che produce instabilità e livelli salariali sempre più bassi. Queste le sfide che la Fiom Cgil di Terni, riconosciuta come città dell’acciaio, si è imposta in sede di assemblea generale nella giornata di martedì.
Cgil Terni La riflessione delle Tute blu muove dalla necessità, soprattutto, di orientare le ingenti risorse europee e il Pnrr «affinché si possa continuare a produrre acciaio a ridosso della città. Ambiente e Lavoro devono essere i pilastri per far uscire il nostro territorio dalla crisi». Per questo motivo, secondo la Fiom, »è necessario aprire un percorso di confronto con soggetti diversi dal sindacato, istituzioni, università, associazioni ambientaliste, associazioni di cittadini e studenti perché finalmente si possa cominciare a orientare le ingenti risorse europee».  Fiom Cgil peraltro sigla che, in solitaria, ha proclamato sciopero per i sette lavoratori dell’azienda informatica Teseo per le nuove condizioni d’appalto all’interno di Acciai Speciali Terni: «L’iniziativa – spiegano – parla a tutto l’indotto Ast, perché, come abbiamo più volte ribadito, riteniamo inaccettabile che si possa fare lo stesso lavoro dei diretti, sobbarcandosi però i turni notturni e festivi semplicemente perché pagati di meno». In questo quadro si inserisce la vendita di Acciai Speciali Terni: «Chiediamo al management – scrivono da Fiom Cgil – di usare, nei giorni che ci separano dall’arrivo della nuova proprietà e dalla discussione del piano industriale, un atteggiamento corretto e responsabile, che sia orientato al rispetto della dignità di chi lavora e delle corrette relazioni industriali che hanno fatto la storia del sito e del nostro territorio». ‘A buon intenditor’…’

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