di C.F.
Umbria in chiaroscuro nell’offerta per il tempo libero con l’eccezione delle sale da ballo. Emerge dall’edizione del lunedì del quotidiano Il Sole 24 Ore che ha stilato la classifica delle principali città in cui maggiori sono le occasioni di svago considerando l’incidenza delle imprese attive in un mosaico di settori tra cui centri fitness, parchi divertimenti, sale da ballo e discoteche, sale giochi e anche stabilimenti balneari. Quest’ultima categoria, naturalmente, pesa sulla classifica generale, specie per province come quella di Perugia e Terni che mare non ne hanno, tant’è che sul primo gradino del podio salge Savona con 22,1 imprese attive nei settori del tempo libero ogni mille. Un’incidenza, questa della provincia ligure, che ha scalzato le due romagnole, Rimini e Ravenna, dove si registra una concentrazione complessiva rispettivamente del 20,4 e del 17,7 ogni mille imprese.
Le due province umbre, invece, si piazzano a metà classifica, precisamente in 55esima posizione Perugia e in 64esima Terni con un tasso di imprese dedicate a svago e benessere che è anche inferiore al tasso medio nazionale del 6,9 ogni mille. In particolare, a Perugia l’incidenza è del 6,15 ogni mille, che in numeri assoluti significano 423 aziende, mentre a Terni è 5,9 con 127 imprese registrate in questi settori. Tuttavia, entrambe le province umbre compaiono nella top ten dedicata alle sale da ballo e discoteche, che fanno dunque registrare due tra le maggiori concentrazioni a livello nazionale: Terni è infatti seconda con un’incidenza di questo genere di locali dell’1,7 ogni mille imprese e Perugia quinta con 1,3 a fronte di una media nazionale di sale da ballo e discoteche che si ferma a 0,55.
