La battaglia di Laura Santi per il diritto al suicidio assistito, compie un passo in avanti, non definitivo. L’Asl interrogata da comitato etico sui quattro requisiti necessari, secondo quanto stabilità dalla Corte Costituzionale, risponde in maniera affermativa. Ovvero Laura Santi presenta le quattro caratteristiche che permettono la richiesta di suicidio assistito. Compresa l’ultima quella cioè dei trattamenti vitali. Vale a dire che un ente, quale l’Asl, incaricato di certificarlo, ribadisce di riconoscere a Laura Santi il fatto che, in mancanza dei trattamenti vitali a cui si sottopone, andrebbe incontro alla morte in poco tempo.
L’APPELLO DELLA SINDACA FERDINANDI
Secondo quanto anticipato dal Corriere dell’Umbria in un articolo firmato da Francesca Marruco, l’Asl avrebbe inviato le risposte al Comitato etico, che l’aveva interrogata per precisazioni rispetto al precedente pronunciamento, in quanto non risultava chiaro.
L’asl ha dovuto quindi rispondere sia sulle cure palliate, anche queste specificamente espresse dalla Corte Costituzionale in materia di suicidio assistito, che sulle conseguenze dell’interruzione dei trattamenti di sostegno vitale, ovvero i cateteri e l’evacuazione intestinale, a cui è quotidianamente sottoposta che, l’Asl ribadisce porterebbero alla morte la paziente. Il Cer ottenuta la risposta ai chiarimenti richiesti, deve ora pronunciarsi. Il pronunciamento del Comitato etico non è vincolante. Accolto quello, toccherà all’Asl completare l’iter di risposta alla richiesta di suicidio assistito, che in caso affermativo dovrà indicare anche la procedura e il farmaco per essere compiuto. Non è possibile stabilire entro quali tempi dovrebbe giungere la risposta. Che, pertanto, resta incerta.
