
di Francesca Marruco
Continuano le ricerche dei due uomini che ieri la polizia stradale di Orvieto ha inseguito per oltre 40 km sull’A1. L’inseguimento del Volkswagen Tuareg, al cui interno c’erano 350 chilogrammi di hashish si è protratto da Orvieto fino a Magliano Sabina, dove i due hanno abbandonato l’auto lungo la Flaminia dandosi alla macchia.
Le ricerche sono andate avanti tutta la notte e anche oggi, nelle campagna di Otricoli e Magliano Sabina, anche con l’ausilio della protezione civile e di unità cinofile, ma fino ad ora senza esito. Le indagini invece hanno intanto rivelato che il suv è stato rubato in Francia nel luglio scorso e le targhe francesi erano contraffatte. I due uomini,probabilmente extracomunitari, non si sono fermati all’alt della polizia stradale nei pressi di Orvieto e questo ha determinato l’inseguimento. Ma a far intercettare l’ingente carico di droga alla polizia stradale di Orvieto è stato il fiuto degli uomini del comandante Stefano Spagnoli, che dopo aver superato due volte il suv in marcia, hanno notato un comportamento sospetto. Forse fin troppo indifferente per essere normale. Per questo hanno deciso per l’alt. Il fatto che il suv poi non si sia fermato è stata un’ulteriore conferma.
Nell’auto che nonostante fosse 4×4 si è impantanata, i poliziotti hanno rinvenuto 350 chilogrammi di hashish diviso in diversi tagli. In particolare nel bagagliaio c’erano 10 sacchi ognuno da 32 chili, all’interno dei quali c’erano centinaia di panetti da un etto ciascuno. C’erano poi dei panetti sfusi e altri cinque chili di stupefacente. Il diverso taglio della droga fa ragionevolmente supporre che era destinata a soggetti doversi tra loro. Mentre l’auto, un Volkswagen Tuareg, 3000v6, fa altresì ragionevolmente supporre che i due uomini avevano messo in conto anche possibili inseguimenti da parte delle forze dell’ordine in cui pensavano di avere la meglio proprio per la potenza del mezzo. Anche il fatto che l’auto fosse un 4×4 lascia supporre l’uso ipotizzato del pezzo stesso, che però è rimasto comunque impantanato nelle campagne di Magliano Sabina.
Secondo gli investigatori la droga , il cui valore commerciale si aggira intorno ai 4 milioni di euro, sarebbe stata destinata ad un posto non lontano dal centro Italia, mentre il fatto che l’auto sia stata rubata a luglio dello scorso anno e mai reclamata potrebbe far supporre che fosse stata destinata a questo uso e che magari questo non era il primo viaggio per trasportare la droga che, ipotizzano, arriverebbe dall’estero. Nell’auto abbandonata gli uomini della stradale hanno trovato elementi utili per risalire all’identità delle due persone a bordo, che si pensa facciano parte di un’organizzazione più grande e ben organizzata. Di certo non si tratta di due piccoli corrieri. Novità importanti sulla loro identificazione potrebbero anche arrivare dalle analisi che la polizia scientifica effettuerà sui reperti individuati nell’abitacolo dell’auto.
