Foto di Ilaria Alleva

Secondo l’ultimo sondaggio realizzato da Only Numbers, pubblicato da Alessandra Ghisleri su La Stampa, il 75,3% degli italiani si dichiara favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia. Un dato che rispecchia un’opinione pubblica matura e consapevole, come dimostra anche il fatto che il 93,4% degli intervistati conosce il significato del termine “eutanasia”. Il consenso verso l’eutanasia, tuttavia, non è privo di condizioni: quasi la metà degli italiani (49,8%) ritiene che possa essere praticata solo in casi di malattia terminale con sofferenze fisiche o psicologiche insopportabili e il 31,4% identifica come requisito imprescindibile il consenso esplicito del paziente.

Gli italiani desiderano soprattutto una legge chiara e strutturata, capace di riconoscere il diritto all’autodeterminazione senza liberalizzazioni indiscriminate, con regole precise e tutele rigorose. La fascia giovanile appare particolarmente favorevole: tra i 18-24 anni il consenso schizza all’87,8%, segno di un profondo cambiamento culturale nelle nuove generazioni. Particolarmente significativo è anche l’appoggio per un referendum nazionale sul tema, espresso dal 65,2% degli intervistati. Inoltre, un’ampia maggioranza (71,8%) appoggia la modifica dell’articolo 580 del codice penale per introdurre la non punibilità di chi assiste nel suicidio medicalmente assistito, a determinate condizioni.

Nonostante questa forte spinta dell’opinione pubblica, il parlamento italiano rimane, a luglio 2025, ancora fermo sull’approvazione di una normativa organica sull’eutanasia, nonostante le sollecitazioni della Corte Costituzionale e le oltre 74mila firme consegnate dall’associazione Luca Coscioni a sostegno della proposta di legge.

Nel panorama italiano, l’Umbria si distingue per un interesse vivace e crescente sul tema dell’eutanasia e del suicidio medicalmente assistito, anche se mancano ancora dati quantitativi regionali dettagliati e affidabili ricavati da sondaggi.

L’elemento più significativo a oggi è la campagna Liberi Subito, avviata a maggio di quest’anno in Umbria dall’associazione Luca Coscioni, che ha promosso una raccolta firme per una proposta di legge regionale sul suicidio assistito. Si tratta di un’iniziativa dal basso che ha raccolto oltre 3mila sottoscrizioni nel giro di pochi mesi, segno di un consenso e di una mobilitazione reale e crescente nell’area umbra.

Parallelamente tutti conoscono il caso Laura Santi, l’attivista affetta da sclerosi multipla che ha ottenuto l’autorizzazione della Asl ad accedere al suicidio assistito.

In assenza di leggi regionali specifiche, l’Umbria segue con attenzione l’esempio di regioni come la Toscana, che a febbraio 2025 ha approvato la prima legge regionale italiana di regolamentazione del suicidio assistito. La spinta in Umbria è chiara: vi è la volontà di garantire tempi certi e modalità operative per chi chiede aiuto per morire, rendendo più trasparente e rispettoso un percorso che spesso è caratterizzato da incertezza e lungaggini.

Dal punto di vista dell’opinione pubblica, è interessante ricordare che dati recenti del 2022 e del 2024 indicano come l’area del Centro Italia — comprensiva quindi della nostra regione — mostri un grado di favore verso l’eutanasia superiore rispetto alla media nazionale: il consenso si attesta intorno al 91%, rispetto all’84% rilevato a livello generale nel paese. Questa tendenza si accompagna a una crescita nelle richieste di informazioni sul fine vita e suicidio assistito, con un aumento pari al 28% rispetto agli anni precedenti, segnale di un dibattito culturale attivo e sentito anche in terra umbra. Il dato è fornito dall’associazione Luca Coscioni ed è relativo al comunicato di maggio scorso quando è stato segnalato che «sono arrivate 15.559 richieste di informazioni tramite il “Numero Bianco”, con una media di 43 richieste al giorno e un incremento del 28% rispetto all’anno precedente. Inoltre, sono aumentati del 43% gli scambi di informazioni su eutanasia e suicidio medicalmente assistito, confermando un’urgente e crescente domanda sociale non ancora pienamente recepita dalle istituzioni».

Dopo la raccolta firme in Umbria, il passaggio successivo sarà l’esame e la discussione del testo da parte del consiglio regionale umbro, con l’obiettivo di una legge regionale che i firmatari auspicano segua la rotta indicata dalla regione Toscana, unica in Italia ad avere legiferato in questa direzione.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.