di Fra. Mar.

A cercare altri resti umani sul Monte Tezio stamattina sono arrivati anche i sommozzatori dei vigli del fuoco di Ancona. Ora che le temperature sono più miti, è possibile infatti setacciare il laghetto che nei giorni scorsi era ghiacciato alla ricerca del cadavere a cui appartengono il braccio e la gamba trovati domenica scorsa da un ciclista.

Zona boschiva già setacciata Carabinieri e vigili del fuoco hanno già controllato la zona boschiva palmo a palmo, ma, oltre alla gamba, al braccio e al femore scarnificato, non è ancora stato trovato nessun altro pezzo del corpo finito (almeno in parte) in quel recinto in cui vivono i cinghiali.

Il custode: fino a giovedì scorso non c’era niente Il campo di addestramento, tornato tale da soli quattro mesi, è sorvegliato e controllato quotidianamente da dei custodi, e, proprio uno di loro, stamani ha affermato che fino a giovedì scorso non c’era nulla. Nessun arto umano che spuntava da terra. Lui aveva fatto il consueto giro di controllo per verificare che non ci fossero buchi sulla rete che delimita l’area. Certo non era a caccia di arti, ma come non notare una gamba umana a pochissimi metri dalla recinzione che stava ispezionando? Il custode non può ovviamente essere certo  a questo riguardo, ma è abbastanza sicuro di quel che dice. Lui che, come altri, quella zona la conosce  molto bene. E allora, se i resti sono stati individuati domenica da dei ciclisti, qualcosa deve essere accaduto in quei tre giorni. Cosa, solo le ricerche e le analisi scientifiche potranno forse dirlo.

Ipotesi e certezze Quel che appare certo è che quei poveri resti umani sono stati ridotti a brandelli dai cinghiali che vivono nel recinto. Se siano stati gli animali a smembrare il cadavere o meno è tutto da vedere. Intanto nel campo sequestrato dalla magistratura non ci sono vestiti.

Speranza nei sommozzatori La speranza di oggi è che i sommozzatori che si stanno immergendo nel laghetto melmoso di Migiana di Monte Tezio, recuperino qualcosa di utile per far prendere finalmente una direzione più marcata alle indagini coordinate dal pm Claudio Cicchella e condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Perugia.

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