di Martina Dominici

Dopo 8 anni dall’inizio del processo, la seconda sezione giurisdizionale centrale della corte dei Conti, annulla la condanna di primo grado. Cade la spada di Damocle che pendeva sulla testa di Gesenu, dal valore di oltre 25 milioni di euro.

Il danno erariale addebitato in primo grado oltre che a Gesenu anche alla GEST, alla TSA ed a cinque ex dirigenti e funzionari delle società, derivava dalla contestazione di presunte inadempienze ed irregolarità, nella gestione dei servizi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti effettuatati nei territori dei comuni dell’ex ATI 2.

«Sono stati anni difficili, quelli dal 2015 in poi, con sequestri, interdittive, blocchi degli impianti. Ora questa fase si è conclusa anche se rimane ancora l’appendice ultima che è quella del giudizio penale» – spiega Urbano Barelli presidente di Gesenu – «di certo l’annullamento della sentenza che aveva condannato Gesenu a 25 milioni di euro è un fatto assolutamente rilevante».

La condanna di Gesenu in primo grado «si fondava sul fatto che erano state riscontrate alcune irregolarità per un periodo limitatissimo a chiusura del lungo arco temporale durante il quale il contratto legava Gesenu ai Comuni. La corte dei conti ha riconosciuto che si trattava di irregolarità, per altro non imputabili a Gesenu, durate un periodo di tempo limitato e non esteso a tutti e cinque gli anni di durata del contratto» afferma Dario Buzzelli, legale di Gesenu. La perizia Lauria, disposta dal tribunale del riesame di Perugia in composizione collegiale, in seguito all’appello promosso contro la sentenza di primo grado, ha dimostrato che Gesenu ha adempiuto al contratto con ATI 2 e che residuava un margine modestissimo, rispetto all’ipotesi originaria di circa 25 milioni di euro, quantificato nell’importo di trecento trentasei mila euro.

«La sentenza di primo grado ha certamente condizionato pesantemente il nostro operare nei rapporti con le banche ed assicurazioni, nell’accesso al credito e nella partecipazione a nuove gare frenando lo sviluppo. Grazie a questa nuova sentenza si chiude un periodo doloroso e la Gesenu ora può concentrare le proprie energie sulle nuove sfide che la attendono, prima tra tutte la nuova gara per la concessione, che affronteremo con rinnovata fiducia e positività e sempre maggior vigore» ribadisce Luciano Parenti, consigliere delegato di Gesenu.

Tra gli obiettivi futuri di Gesenu anche quello di fare una pianificazione che possa guardare con fiducia allo sviluppo dell’economia circolare che l’Unione Europea finanzia, basta sulla capacità di gestire al meglio i rifiuti. «Dobbiamo allinearci con l’Europa. I rifiuti sono una risorsa, non vanno sprecati, ma devono essere utili a Gesenu, alla città, alla regione» chiosa Parenti.

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