di Francesca Marruco

Ergastolo. Anche in secondo grado. E’ questo il verdetto della Corte d’assise d’appello di Perugia che ha confermato la condanna già inflitta in primo grado ad Arshad Mahmood, il pakistano 36enne che il primo ottobre del 2008 uccise a coltellate la ex fidanzata romena Mariana Mihaela Puscasu a Foligno.

L’ha uccisa con 24 coltellate Mahmood, non aveva mai accettato la fine della sua relazione con Mariana, per questo quel primo ottobre l’aveva seguita con un coltello infilato nella cintura dei pantaloni fino all’abitazione di via Mameli a Foligno. Mariana era andata a fare visita ad un’anziana signora  presso cui lavorava come badante una sua conoscente. Non era neanche riuscita ad entrare in casa, il pakistano l’aveva uccisa con ben 24 coltellate. Si era fermato solo quando il coltello gli si era spezzato tra le mani.

Famiglie spezzate in Pakistan e Romania L’amica romena aveva cercato aiuto in strada e tra i vicini, ma per Mariana non c’era stato nulla da fare. In Romania ad aspettarla lasciava un marito invalido e tre bambini. Mahmood era andato in commissariato a Foligno con le mani ancora sporche di sangue e la foto della vittima urlando di averla uccisa. Era stato subito arrestato, e da quel momento, non è più uscito di galera. In Pakistan ha una moglie e quattro figli,

In aula In primo grado ai giudici aveva detto di aver un black out riguardo quei momenti. Ma la sua colpevolezza non è mai stata in forse. L’avvocato Federica Grimani che lo difendeva aveva chiesto una pena più mite ai giudici di secondo grado chiedendo la concessione delle attenuanti generiche e l’esclusione della premeditazione . Nel processo erano costituite parti civili le associazioni Telefono Rosa’ e ‘Comitato 8 marzo’, rappresentate dalle avvocatesse Maria Cristina Ciace e Paola Pasinato e Teresa Manente. In primo grado avevano chiesto e ottenuto un risarcimento simbolico di un euro.

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