Il presidente della Scuola di Alta Formazione FABESACI, Luca Ferrucci

Il professore perugino tratteggia le ragioni di un aumento inevitabile anche se non lo decide la Regione. «L’alternativa è solo peggiore» e imputa la responsabilità tutta al centrodestra

Il professore Luca Ferrucci, docente di Economia all’università di Perugia e candidato alle regionali con la lista della presidente Umbria Domani, prova a interpretare l’attuale situazione caotica sui conti della sanità. E, spiega, che la scelta sarebbe soltanto tra l’aumento dell’Irpef da parte della Regione, o lo stesso aumento dell’irpef, ma al massimo possibile, da parte dell’eventuale commissario, oltre ad altri aumenti e tagli di personale e servizi. Il problema, sembra dire Ferrucci, prima ancora che sulle naturali conseguenze dei buchi finanziari, è sulle cause. Ovvero sulla gestione dei soldi da parte del centrodestra.

«Senza pretesa di offrire spiegazioni – scrive Ferrucci sulla propria pagina Facebook – , provo a fare un modesto ragionamento. 1. C’è un disavanzo finanziario sanitario pari a circa 90milioni di euro, addebitabile al governo di centro destra. Mi sembra che anche l’opposizione sia consapevole di ciò e sostanzialmente condivide anche tale stima;» 

Al secondo punto Ferrucci mette il commissariamento certo: «A fronte di tale rilevante disavanzo finanziario scrive Ferrucci -, se il governo regionale non procede, con urgenza e senza indugio, a formulare un piano di rientro, il commissariamento della sanità da parte del governo nazionale e’ pressoché certo e sarà fatto in tempi brevi. Siamo certi che, in tal caso, il governo nazionale Meloni starà dalla parte degli umbri?».

Punto 3 cosa significa in termini innanzitutto economici per gli umbri e poi in termini di perdita di assistenza sanitaria: «Quali conseguenze in caso di commissariamento della sanità? Il commissario avrà poteri speciali attivando misure drastiche di risanamento economico con aumento delle tasse regionali e tagli alla spesa sanitaria (per esempio, riduzione posti letto, chiusura di ospedali, limitazioni nelle assunzioni di personale medico e infermieristico, riduzione degli acquisti presso fornitori)».

Quarto punto, che succede su liste d’attesa e Lea: «L’impatto del commissariamento  – ancorA Ferrucci – sarà dunque evidente anche sui possibili Lea, con un peggioramento nell’accesso alle cure, con liste di attesa più lunghe e riduzione dei servizi disponibili nonché accorpamenti e chiusure di ospedali».

L’inevitabilità dellìaumento Irpef al quinto punto, con aggravi: «Con il commissariamento si ha un innalzamento automatico delle addizionali Irpef sino al massimo consentito dalla legge (+0.30 rispetto all’aliquota standard) per tutti gli scaglioni di reddito (contrariamente al provvedimento della Regione Umbria in base al quale l’addizionale non si posiziona al massimo e esclude lo scaglione più basso), oltre all’incremento dell’Irap».

LE deduzioni sono semplici: «A questo punto, credo si possa affermare, in modo sereno, che la responsabilità del disavanzo sia attribuibile al governo di centro destra, che l’eventuale assenza di un piano di rientro da parte del governo regionale porterebbe al commissariamento e che le conseguenze di tale commissariamento sarebbero, per gli umbri, peggiori rispetto al piano di rientro adottato».

Ferrucci ha delle richieste da fare alla maggioranza: «Che cosa mi aspetterei a questo punto: a. Una comunicazione politica e tecnica chiara e veritiera sulle cause che hanno determinato tale disavanzo e sul costo maggiore che gli umbri avrebbero sostenuto in caso di commissariamento; b. Un dibattito aperto con le categorie sociali e produttive per discutere e condividere possibilmente in tempi brevi (vista l’esigenza di evitare il commissariamento) i provvedimenti possibili per disporre di un piano di rientro; c. Un patto con gli umbri con il quale il governo regionale si impegna a mettere a punto un piano sanitario capace di migliorare i Lea, abbattere il bilancio di mobilità passiva, riorganizzare il modello regionale di sanità pubblica e ridurre le liste di attesa, risanando in modo strutturale la dinamica della spesa pubblica che ha portato a tale disavanzo; d. Una comunicazione semestrale analitica sui risultati conseguiti con il piano di rientro e la messa a punto di un piano sanitario regionale (che il governo di centro destra non ha mai messo a punto e che, anche per questo inadempimento politico, la sanità regionale è in queste condizioni) che mostri un cambiamento efficace a partire» 

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.