Indaga la procura di Perugia

di Francesca Marruco

A finire nel mirino degli inquirenti perugini titolari dell’inchiesta ribattezzata Sanitopoli, dopo l’ex assessore alla sanità Maurizio Rosi, potrebbero essere altre persone. Non ci sono conferme su di un’inchiesta che resta blindatissima dalla procura di Perugia, in cui potrebbero finire implicati anche altri ex colleghi di Rosi della giunta Lorenzetti, ma anche funzionari o dirigenti. Chi insomma nella delibera (ma forse sono più di una) del 2009 con cancellature e aggiunte a penna messe nel corso del tempo, che i pubblici ministeri contestano a Rosi, ha avuto un ruolo e una responsabilità.

Le delibere Sotto la lente d’ingrandimento dell’ indagine coassegnata ai pubblici ministeri Sergio Sottani, Mario Formisano e il procuratore Giacomo Fumu, che doveva essere chiusa a fine 2010 e invece con sei mesi di proroga rischia di travolgere altri nomi eccellenti, non sarebbe dunque finita una sola delibera della giunta regionale. Sarebbero atti che riguardano assunzioni di medici e infermieri e quella dell’ex capo di gabinetto di Maria Rita Lorenzetti, Sandra Santoni, finita dopo dieci anni in Regione alla Asl 3 di Foligno con una promozione che per gli inquirenti si configura con il reato di peculato.

Il malcostume Si tratta di un caso isolato o ci sono altri episodi? Se le delibere son più d’una, vorrebbe dire che non si era trattato di una tantum, ma di un costume. Più o meno diffuso. E a finire nell’inchiesta nata dalle intercettazioni di un piccolo imprenditore partenopeo che cercava appoggi a Foligno, il tema dei posti di lavoro in cambio di, si trova in ogni angolo, dietro ogni telefonata, giace la richiesta di una «sistemazione».

Indagini sui concorsi A partire da quel David Alpaca che tanto rumore aveva fatto per quel contratto a tempo determinato ottenuto in cambio di un po’ di attività per il partito. Fino ad arrivare a qualche medico.  Promosso in maniera sospetta. Passando per concorsi che tanto limpidi non paiono. Aperti al momento giusto. Vinti dal candidato giusto. Il termine curriculum è uno dei più ricorrenti nelle intercettazioni confluite nelle quasi 2 mila pagine di informativa del nucleo investigativo, reparto operativo, dei carabinieri di Perugia. « Il quadro emerso – scrivevano i militari – è assai desolante allorquando …omissis… sistemare le persone più care ed importanti …omissis… Santoni tiene una specie di lista relativa…omissis…o dei loro figli».

I dischetti della Santoni e i riscontri sul campo Memoria di molte delle assunzioni pilotate su cui i carabinieri del Roni hanno posato l’attenzione si trova proprio nei dischetti di Sandra Santoni. Donna estremamente meticolosa e precisa che in dieci anni di governo Lorenzetti avrebbe appuntano tutto. E da quelle memorie i militari hanno cercato riscontri. Nei documenti regionali, all’assessorato e alle Asl. E poi con gli interrogatori in procura. Prima delle persone informate sui fatti, cioè non indagate, poi dei pezzi da novanta. Come appunto l’ex assessore alla sanità Rosi.

Gli altri indagati Oltre all’ex assessore alla sanità, che aveva ricevuto in invito a comparire e che è stato interrogato nei giorni scorsi dai magistrati, nel registro degli indagati lo hanno preceduto Sandra Santoni, ex capo di gabinetto di Maria Rita Lorenzetti, Gigliola Rosignoli, manager della Asl tre di Foligno, Nando Mismetti, sindaco di Foligno e Luca Barberini consigliere regionale del Pd, oltre a David Alpaca, e al piccolo imprenditore napoletano. Dalle cui telefonate i militari sono partiti per arrivare a trovarsi di fronte, come scrivevano loro stessi nell’informativa dello scorso anno, un «quadro ben consolidato di gestione del potere finalizzata chiaramente al clientelismo». Non è escluso che nei prossimi giorni venga risentito qualcuno degli indagati.

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