«Dopo l’emergenza ora occorre concertare il futuro». Lo ha detto oggi Luciano Bacchetta, il prosindaco di Città di Castello, riferendosi alla questione del crollo della diga di Montedoglio. Lo ha sostenuto nel corso di una conferenza stampa indetta dal Comune in cui erano presenti anche l’assessore regionale all’Ambiente Silvano Rometti e il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi.
Tavolo di concertazione Bacchetta ha sottolineato l’ «efficienza massima degli interventi nell’emergenza, la soddisfazione degli enti territoriali per il pieno coordinamento e la piena efficacia delle azioni poste in essere nel momento più difficile, il chiaro, netto messaggio di fiducia sul superamento della crisi da dare a cittadini, cui va anche assicurato un futuro, prossimo tavolo di concertazione in cui tutte le istituzioni interessate possano concertate il futuro della diga di Montedoglio, ponendo al centro della riflessione il tema e le necessità della sicurezza».
Accertare responsabilità e programmare futuro «Dobbiamo veramente dire grazie – ha aggiunto – a tutti coloro che si sono adoperati dal momento del primo allarme e che sono rimasti in operatività costante fino a che non è cessato». Lungo l’asta del Tevere hanno operato 223 addetti, con 80 mezzi che hanno presidiato ponti, strade di collegamento ed avvertendo le popolazioni delle zone a rischio esondazioni. «Se questo spiegamento di forze ha permesso di fronteggiare adeguatamente l’emergenza – ha detto ancora il prosindaco – ora è tempo prima di definire cause e responsabilità di quanto è avvenuto ed immediatamente dopo di programmare politicamente al meglio il futuro della diga in modo responsabile e coerente senza creare inutili allarmismi o demonizzare una struttura che è fondamentale negli equilibri economici ed ambientali dei nostri territori di riferimento. In questo senso è assolutamente necessario che se la funzionalità di Montedoglio è di pertinenza di enti tecnici alle istituzioni locali e del territorio sia consentito di attivare un tavolo permanente di coordinamento dove determinarne gli assetti d’utilizzo».
Rometti: concertazione arrivi dagli enti Anche l’assessore regionale Silvano Rometti ha parlato di soluzioni «da adottare responsabilmente affrontando la questione in tutti i suoi aspetti». Rometti ha posto l’indice sul futuro di Montedoglio ricordando come alla Regione attengano sia i compiti di «sicurezza e valutazione del rischio idraulico» che quelli connessi «alla pianificazione delle risorse idriche umbre». «Su Montedoglio – ha detto – è stato posto in essere un certosino lavoro da paste di Umbria e Toscana che ha portato alla determinazione di un non facile e anche politicamente sofferto utilizzo solidale di questo indotto in cui la canalizzazione massima per rispettare i livelli di sicurezza di 150 milioni di metri cubi deve convivere ed integrarsi con alte quantità importanti a fine di utilizzo quali i 20 milioni a uso riserva per capacità residua, i 15 milioni destinati ad uso non potabile irrigazione per il territorio alto tiberino, i 15 milioni per il Trasimeno, i 10 milioni per il mantenimento dei livelli del Tevere in periodi di secca. In questo quadro di riferimento è estremamente importante che si possa attivare un quadro di concertazione tra gli enti interessati che ora, scongiurata l’emergenza, costruisca un piano d’azione che compenetri le diverse esigenze, pur tenendo al centro la sicurezza, che arrivi a soluzione condivise e funzionali sotto ogni versante, facendo le cose per bene con responsabilità ed equilibrio nei tempi necessari che, tuttavia non possono essere lunghi». Sul risarcimento dei danni Rometti ha sottolineato come «non trattandosi di calamità naturale, ma di evento indotto» occorrerà determinare causa, e responsabilità prima di parlare di sostegni economici lunghi»

