Indaga la procura di Perugia

Il cuore degli affari finiti sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Perugia e’ l’Umbria. Umbertide in particolare. Perché di Umbertide è l’imprenditore che ha fatto da collegamento con i due amministratori napoletani che hanno riversato in Umbria decine di milioni di euro. E infatti sono loro tre ad essere finiti nel registro degli indagati con l’ipotesi accusatoria di riciclaggio e frode fiscale. I due partenopei sono C.D.P. e A.D.P., mentre l’imprenditore di Umbertide è S.T. La notizia è riportata stamane sul Corriere dell’Umbria.

Costola di Appaltopoli L’indagine condotta dalla squadra mobile di Perugia diretta da Marco Chiacchiera e coordinata dal pubblico ministero Manuela Comodi, nasce da uno sviluppo dell’inchiesta nota come Appaltopoli, sempre messa a segno dalla mobile coordinata dalla dottoressa Comodi. In particolare, quando alla Seas di Umbertide( commissariata per Appaltopoli) giunse una strana richiesta di acquisto, gli investigatori spostarono la loro attenzione sull’acquirente, che secondo l’ipotesi accusatoria, comprerebbe con soldi sporchi riciclati in attività immobiliari. Ed è una spa che ricomprende molte ditte a finire sotto la lente della Procura, una spa che comprende Cellulis srl, Belvedere di Ripa srl, Immobilumbria 2003 srl, Dolce Casa scarl e D.P.G. divisione legno. Oltre alla spa i due imprenditori partenopei padre e figlio, insieme al 42enne di Umbertide possiedono anche gli alberghi Il Perugino di Ellera e l’hotel Auronzo di Cadore nel bellunese

Fotovoltaico, e costruzioni in Umbria Una loro società immobiliare si sta buttando sul mercato del fotovoltaico con la progettazione di impianti industriali. Belvedere di Ripa è occupata nella realizzazione di una lottizzazione a Perugia, a Ripa, che prevede 36 appartamenti. Dolce Casa srl sta invece realizzando 16 appartamenti a Marsciano.  La D.P.G. divisione legno è invece una fabbrica di infissi da interno e da esterno, ha sede a Perugia con laboratori a Perugia e Nola.

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