La porziuncola di San Francesco, questo luogo tanto marginale rispetto ad Assisi, quanto centrale rispetto a San Francesco, sembra destinato ad esserlo ancora di più dopo le straordinarie esperienze di questi giorno.
Gli oltre 5 milioni di visitatori all’anno che lo frequentano saranno la premessa ai tanti di più che lo affolleranno in occasione del Giubileo e a seguito delle novità di questi giorni: innanzitutto la significativa opera di restauro che ha lasciato in attesa numerosi fedeli.

La basilica di Santa Maria degli Angeli che accoglie nel suo grembo la porziuncola di San Francesco è stata rafforzata e valorizzata. Un delicato e robusto restauro ha messo in sicurezza la cupola che avvolge la piccola chiesetta francescana, mentre interessanti restauri hanno riguardato il rinforzo delle cappelle laterali con materiali innovativi che «dialogano con la pietra originale», ha detto Riccardo Vetturini, progettista degli interventi che ha definito quest’opera un «restauro misurato, ascoltando ogni crepa, calibrato sulle reali necessità della basilica».

Maggiore valore alle opere è stato restituito con la realizzazione della nuova illuminazione, un progetto illuminotecnica che ha mirato a esaltare le bellezze artistiche e architettoniche, creando una atmosfera suggestiva e coinvolgente.

Giovanni Luca Delogu, storico dell’arte, ha ricordato come la Basilica sia “un museo vivente, dove ogni affresco racconta una storia di fede e creatività. Il restauro ha preservato non solo la struttura, ma l’anima stessa di questo luogo: la sua capacità di accogliere, come fece con Francesco e i suoi fratelli”.

C’è molto altro ad emozionare non solo i frati ma l’interno mondo francescano che orbita attorno ad Assisi e alla sua porziuncola. La reliquia della grotta dell’annunciazione. Il luogo dal quale iniziò il cristianesimo. Il luogo del primo sì di Maria all’angelo. Una pietra di quella grotta in questa speciale ricorrenza è stata trasferita dalla Terra Santa alla porziuncola e i fedeli la potranno ammirare e venerare. L’occasione è stata quella del 25 marzo, data non a caso. Il 25 marzo 1569 fu posata la prima pietra della Basilica di Santa Maria degli Angeli, e proprio l’Annunciazione è raffigurata nella Pala di Prete Ilario da Viterbo sopra il piccolo presbiterio della Porziuncola, la cui realizzazione risale al 1393. La coincidenza sottolinea la continuità tra storia, arte e devozione.

Per comprendere appieno il significato di questo accoglimento si prendano a riferimento le parole di di fr Cornelio Pallares, sacrista del santuario: «In momenti solenni abbiamo esposto reliquie straordinarie francescane, come i capelli di Santa Chiara e il sangue di San Francesco – ha detto- ma questa, proveniente dalla casa di Maria, ha un valore unico: ci riporta alle radici stesse del Cristianesimo».

Se straordinariamente, martedì, tanti che hanno partecipato alla presentazione dei lavori e alla riapertura di questi spazi, hanno potuto ammirare la cupola della basilica dall’alto, altrettanto straordinariamente tutti potranno ascoltare l’organo Mascioni del 1961 appena restaurato. Qui il suo nuovo suono.
