di Francesca Marruco

Le avevano dato un prontuario di frasi in italiano e rumeno da dire ai clienti con cui sarebbe finita di lì a poche ore. L’avevano portata via dalla Romania con uno stratagemma che ormai, riferiscono i poliziotti della questura di Perugia, viene messo sempre più costantemente in atto: lo sfruttatore si fidanza con la ragazza rumena, guadagna la fiducia dei genitori a cui poi chiede il permesso per portarla all’estero, in Inghilterra di solito. Invece la porta in Italia, e una volta qui le svela quale sarà il suo vero destino. Quello di vendere il suo corpo sulle strade. Pena ripercussioni sulla famiglia in Romania. E, manco a dirlo, sulla poverina, che viene segregata e minacciata.

Salvata in extremis dalla polizia La storia di P.E., 16enne rumena, salvata in extremis dal provvidenziale intervento della sezione della squadra mobile di Perugia guidata dal vice commissario Monica Napoleoni, si svolge proprio come recita lo squallido copione appena descritto. Non viene portata in Inghilterra come il fidanzato Valerica Sorocalet aveva detto a lei e ai suoi genitori. Ma a Perugia dove ad attenderli c’è Cucu Christian. La sistemazione provvisoria scelta da due, Cucu è già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa alla fine del 2010 per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, è l’hotel Grifone di via della Pallotta a Perugia.

L’irruzione Ma da lì usciranno con la polizia. Intervengono la notte tra il 19 e il 20 marzo. Cucu viene immediatamente arrestato in esecuzione dell’ordinanza emessa lo scorso anno, mentre il finto fidanzato, viene fermato perché trovato in possesso di 400 euro, probabile somma per il viaggio, e perché viene indicato dalla minorenne come responsabile del suo arrivo in Italia insieme al complice. Per loro due l’accusa ipotizzata è pesantissima: prostituzione minorile, un reato che prevede fino a 12 anni di reclusione.

La minore in una località protetta La sedicenne terrorizzata che non parlava una parola di italiano viene ascoltata dagli agenti e con l’aiuto di un interprete ricostruisce tutto. Ora è stata portata in una località protetta, per ripartire da dove era prima che tentassero di rovinarle la vita.

Giovane rumena ricercata I due rumeni invece sono in carcere. Mentre si cerca ancora la fidanzata di uno dei due, di Cucu, destinataria della stessa ordinanza di custodia cautelare in carcere del fidanzato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. I due, si legge nell’ordinanza, sono colpevoli di aver introdotto varie connazionali in Italia per farle prostituire.

La denuncia di una ragazza In particolare a denunciarli era stata una ragazza che una sera del giugno 2010 aveva avvicinato una volante della polizia pur non parlando italiano per chiedere aiuto. La giovane aveva detto di essere stata portata qui in treno da Bucarest e di essere costantemente sorvegliata da una coppia di rumeni che le prendevano tutti i soldi ricavati dalla sua attività di prostituzione, che la tenevano in un appartamento sopra al Mc Donald di via Angeloni, che le avevano sequestrato la carta d’identità e che la minacciavano costantemente di morte: «se sgarri-  le diceva l’uomo-  ti taglio la gola e ti faccio a pezzi».

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