Il Consiglio comunale di Perugia ha approvato un ordine del giorno che punta a garantire a tutti gli studenti la possibilità di partecipare ai viaggi di istruzione, anche in presenza di difficoltà economiche delle famiglie.
Il documento è stato presentato dai consiglieri di Pensa Perugia Cesare Carini e Lorenzo Mazzanti, insieme al consigliere Lorenzo Ermenegildi Zurlo del Partito Democratico, e si concentra sull’istituzione di un fondo strutturale dedicato a sostenere la partecipazione alle gite scolastiche.
Secondo i proponenti, i viaggi di istruzione rappresentano una parte integrante del percorso formativo, perché offrono occasioni di crescita culturale e civica, di socializzazione e di conoscenza del patrimonio storico e artistico. Tuttavia, viene sottolineato come negli ultimi anni le difficoltà economiche abbiano portato sempre più studenti a rinunciare a queste esperienze, con il rischio di accentuare le disuguaglianze educative.
L’ordine del giorno impegna sindaca e giunta a farsi promotrici presso Regione Umbria, Ufficio scolastico regionale e altri enti competenti per l’attivazione di un fondo destinato agli studenti provenienti da nuclei familiari in condizioni economiche svantaggiate, dalle scuole dell’infanzia fino alla secondaria di secondo grado.
Il testo chiede inoltre che l’accesso ai contributi sia semplice e flessibile, anche attraverso piattaforme digitali, e che sia privilegiata l’erogazione anticipata delle risorse rispetto ai rimborsi successivi. In assenza di un fondo strutturale, viene indicata la possibilità di sperimentare forme di collaborazione con soggetti pubblici e privati.
«Le gite scolastiche non sono un lusso né un’attività accessoria ma un’esperienza educativa fondamentale», hanno spiegato i consiglieri Carini, Mazzanti ed Ermenegildi Zurlo, sottolineando come l’obiettivo sia quello di evitare esclusioni legate alle condizioni economiche e rafforzare il principio di pari opportunità nel diritto allo studio.
Nel testo viene infine richiamato il valore sociale della misura, che viene letta come strumento per ridurre le disuguaglianze e favorire inclusione e coesione all’interno del sistema scolastico.
