di Fra.Mar.
Superavano i limiti massimi consentiti nelle emissioni di onde radio. E ora la procura della repubblica di Perugia chiude le indagini per nove persone, tra presidenti di consiglio d’amministrazione, legali rappresentanti e amministratori di alcune emittenti radiofoniche, locali e nazionali. I nove sono accusati di getto pericoloso di cose in concorso tra loro. Una decima persona è un dirigente del comune di Perugia.
A dimostrazione del superamento dei limiti, nel capo d’imputazione vengono citati studi dell’Arpa del 2003, del 2005 e del 2007. In particolare, il superamento di questi limiti avrebbe causato ad una famiglia «disagi, fastidi, disturbi di carattere materiale […] interferenze di carattere elettromagnetico che disturbavano le loro apparecchiature elettrodomestiche[…] nonché l’insorgenza di emicranie e di dolori alle articolazioni, non riconducibili ad altre patologie riconoscibili».
Insieme ai nove rappresentanti delle emittenti radio, a finire nelle indagini della guardia forestale culminate nel 415 bis in corso di notifica in questi giorni c’è anche un dirigente del comune di Perugia accusato anche d’abuso d’ufficio e rifiuto d’atti d’ufficio. L’abuso d’ufficio perché avrebbe provocato «ingiusto vantaggio patrimoniale alle emittenti radiofoniche […] rappresentato dall’omesso adempimento» delle disposizioni di legge in materia. Il rifiuto d’atti d’ufficio riguarderebbe invece, recita il capo d’imputazione, il fatto che « in qualità di[ … ]nello svolgimento delle funzioni di servizio, rifiutava indebitamente di compiere atti che dovevano essere compiuti senza ritardo, per motivi di giustizia».

