Amanda Knox in aula (foto Fabrizio Troccoli)

di Fra.Mar.

40 giorni in più di tempo. E’ quanto hanno chiesto i periti Stefano Conti e Carla Vecchiotti che stanno redigendo una nuova perizia scientifica nell’ambito del processo d’appello ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati in primo grado per l’omicidio di Meredith Kercher.

I due esperti chiedono una proroga perché hanno chiesto di poter visionare alcuni documenti che non sono agli atti e che non gli sarebbero ancora stati forniti. I due professori avrebbero dovuto depositare le loro conclusioni entro lunedì 9 maggio, e nell’udienza del 21 maggio si sarebbero dovute discutere alla presenza di tutte le parti.

Ora invece il 21 maggio prossimo la corte d’assise d’appello prenderà in considerazione l’istanza di proroga e deciderà se concederla o meno. In caso positivo, i tempi del processo d’appello si allungano notevolmente, facendo ipotizzare un probabile slittamento in autunno della sentenza.

I periti sono stati  incaricati di analizzare il Dna sul coltello indicato come l’arma del delitto, quello della vittima e della Knox, e sul gancetto del reggiseno indossato dalla giovane inglese quando venne uccisa, il suo misto al codice genetico di Sollecito. La Corte ha chiesto loro di attribuire nuovamente le tracce, operazione che però si è rivelata impossibile da compiere.

Dovranno quindi valutare in base agli atti il grado di attendibilità degli accertamenti genetici eseguiti dalla polizia scientifica, con riferimento anche a eventuali contaminazioni ipotizzate dalle difese ma sempre escluse dagli investigatori. Sollecito e la Knox, condannati a 25 e 26 anni di reclusione sono detenuti ma si sono sempre proclamati estranei al delitto.

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