Verrà realizzato a Campello sul Clitunno un innovativo biodigestore che produrrà energia utilizzando scarti agricoli, principalmente della produzione olearia. L’impianto da 0.99 Mw permetterà di trasformare i residui organici dell’ovicultura in energia elettrica e termica attraverso un ciclo anaerobico privo di emissioni e ad altissima efficienza.
L’impianto sarà alimentato per il 40% da sansa, vinacce e acqua di vegetazione, per il 10 % da letame suino, mentre la restante parte da insilato di mais e sorgo. 130 ettari di terreni saranno interessati dalle colture dedicate, alcuni sono prossimi all’impianto, gli altri distanti al massimo 14 km. I frantoi della zona che potranno beneficiare del progetto sono 18. Una rete di teleriscaldamento andrà ad alimentare l’area artigianale del Comune.
Il progetto è stato presentato al convegno “Agroenergie. I sottoprodotti opportunità o rifiuto?” che si è tenuto a Campello sul Clitunno, dal Sindaco Paolo Pacifici, Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria, Fabio Barcaioli, l’agronomo ideatore del progetto e dall’Ing. Salvatore La Valle di Esco Lazio, la società che ne ha curato la fattibilità tecnica ed economica. Presenti anche il Senatore Francesco Ferrante, responsabile agricoltura di Legambiente e l’Assessore alle Politiche agricole della Regione Umbria Fernanda Cecchini.
«Abbiamo voluto promuovere concretamente un progetto innovativo, – sostiene Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria – che a partire dagli scarti agricoli, finora inutilizzati e che rappresentavano un problema ed un costo per le aziende agricole, produrrà energia, calore e concime».
Si tratta, ha aggiunto la presidente di Legambiente Paciotto di un impianto che «diversamente da quelli basati sull’incenerimento dei rifiuti agricoli, non produce emissioni e scarti potenzialmente nocivi, ma biodigerisce il materiale organico trasformandolo, con un processo naturale, in metano per la produzione di energia elettrica e termica ed in un eccellente concime».
