Noemi Moscetta, foto tratta dal sito www.nomeimoscettaonlus.it

Tre rinvii a giudizio per la morte di Noemi Moscetta del suo istruttore Antonino Sarica,  deceduti la sera del 20 gennaio 2008 dopo essere precipitati con un Cessna nelle campagne di Bastia Umbra. Secondo una relaziona tecnica fatta durante le indagini, l’incidente sarebbe stato causato da un filtro  usurato, che per la sicurezza in volo è fondamentale. E a ripeterlo alla torre di controllo prima dello schianto era stato proprio l’istruttore a bordo del velivolo: il guasto che stava causando la loro caduta era all’orizzonte artificiale, lo strumento che indica l’assetto dell’aereo, e che quindi, guida i piloti anche in condizioni di scarsa visibilità, come era quel giorno nelle campagne di Costano.

Il gup Luca Semeraro  ha quindi accolto la richiesta del pubblico ministero Giuseppe Petrazzini di rinviare a giudizio Riccardo Marano, Gerardo Marziello e Alberto Lucantoni, rispettivamente legale rappresentante della Aviomar, capo controllo e responsabile della gestione tecnica della Aviomar e funzionario dell’Enac addetto alla verifica delle condizioni di navigabilità degli aeromobili della Aviomar.

Noemi Moscetta aveva già il brevetto di volo, ma voleva diventare pilota, e, insieme al suo istruttore stava facendo un volo in notturna. Entrambi morirono sul colpo. I loro corpi straziati vennero ritrovati nelle lamiere del Cessna. A suo nome è stata istituita un’associazione onlus.

Marano, Marziello e Lucantoni sono accusati di omicidio colposo e di delitto colposo di danno.  Il pm Giuseppe Petrazzini, in seguito all’incidente aveva nominato un perito che aveva poi depositato una relazione in cui si diceva che la sostituzione fittizia del filtro dell’aria aveva quantomeno concorso a determinare l’incidente. Quel filtro costava 12 dollari.  E della sostituzione di quel filtro erano responsabili per l’accusa gli odierni imputati. Per cui il processo inizierà il 12 maggio 2012.

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