di Francesca Marruco e Maurizio Troccoli

Hanno ricavato bassissime quantita’ di Dna, considerate insufficienti per risalire ai soggetti ai quali appartiene il codice genetico, sul coltello considerato l’arma utilizzata per uccidere Meredith Kercher i periti nominati dalla Corte d’assise d’appello di Perugia. Il gancetto del reggiseno indossato dalla studentessa inglese quando venne uccisa e’ invece risultato deteriorato in maniera tale da rendere impossibile l’esame. A questi risultati sono giunti gli esperti nominati dai giudici davanti ai quali si svolge il processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox.

In particolare dal coltello sarebbero stati ricavati pochi picogrammi di materiale genetico dopo che i campioni erano stati prelevati in diversi punti della lama. Quantita’ ritenute insufficienti per ricavare eventuali profili genetici. Il gancetto del reggiseno e’ risultato invece arrugginito. Rendendo quindi di fatto impossibile il lavoro dei periti.

Gli esami Gli esami vengono condotti presso l’istituto di medicina legale La Sapienza di Roma dai professori Stefano Conti e Carla Vecchiotti, nominati dalla Corte nell’ambito del processo d’appello a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox, alla presenza dei consulenti delle parti. I giudici hanno disposto che gli esperti eseguissero un nuovo accertamento tecnico sui due reperti attribuendo le tracce di Dna

Niente sangue sui reperti In particolare ieri avrebbero sottoposto i due reperti al test per la ricerca di sangue, che avrebbe dato esito negativo. e avrebbero fatto i vari campionamenti di materiale presente sui reperti.

Traballa l’impianto accusatorio Il materiale genetico insufficiente, continua a rappresentare il nodo decisivo del processo ad Amanda e Raffaele. Quantità di materiale genetico talmente basso da non potere costituire prova per individuare a chi appartiene il codice genetico, sul coltello considerato l’arma del delitto. Eppure in primo grado, la scarsezza di materiale genetico fu comunque considerata sufficiente ad addivenire ad una conclusione di colpevolezza. Insomma data la conferma del deterioramento del gancetto del reggiseno che non consente di procedere ad ulteriori analisi e data la conferma dell’insufficienza di materiale genetico sul coltello per cui procedere anche in questa direzione, non resta che l’ultima strada indicata dalla corte d’Appello ai periti: procedere alla valutazione dell’attendibilità dei risultati ottenuti nelle indagini di primo grado. Tradotto: se proprio gli esami non si possono ripetere, occorre limitarsi al giudizio sulle procedure adottate negli esami precedenti e sull’attendibilità dei risultati, questo il mandato che i giudici hanno dato ai nuovi periti. Quindi pronunciarsi anche sull’ipotesi contaminazione. E’ possibile che le tracce rinvenute sul gancetto siano frutto di contaminazioni determinate dal lungo tempo trascorso tra il delitto ed il rinvenimento? E’ possibile che la contaminazione sia avvenuta in laboratorio?

L’importanza dei due reperti I due reperti sono di fondamentale importanza nel processo scaturito dall’omicidio di Meredith Kercher: sul coltello che in primo grado venne considerato l’arma del delitto, venne isolato il dna di Amanda sul manico e quello di Meredith sulla lama. Per quanto riguarda il gancetto del reggiseno invece, repertato a metà dicembre nella casa di via della Pergola, era stato isolato una traccia di dna mista contenente due profili genetici: quello di Meredith e Raffaele, e il profilo y dello studente pugliese.

La contaminazione Per le due difese quel dna è finito su quei reperti per contaminazione. Contaminazione, che, insinuano le difese, potrebbe essere avvenuta durante le analisi nei laboratori della polizia scientifica. In primo grado, le analisi della scientifica erano state ritenute sufficienti per giungere a una conclusione , per questo i giudici non avevano concesso una ulteriore perizia. Ora, a seconda degli esiti delle nuove analisi, potrebbero aprirsi nuovi scenari. E i primi risultati potrebbero anche arrivare a breve.

Sabato in aula con Curatolo Sabato intanto è prevista una nuova udienza del processo di secondo grado, in cui verranno sentiti i testi indicati dalla procura come controprova, e precisamente un vice commissario della polizia, un dirigente della polizia municipale, e il clochard Antonio Curatolo che in primo grado fu un teste fondamentale contro Amanda e Raffaele.

Domani in aula per udienza sequestro film E’ in programma per domani mattina a Perugia, davanti al giudice civile, l’udienza per il ricorso presentato dai legali di Amanda Knox per chiedere il sequestro del film uscito in America“Amanda Knox: murder on trial in Italy”. Potrebbe essere presente la stessa studentessa di Seattle  in aula. L’udienza potrebbe comunque essere subito rinviata per questioni tecniche legate alle notifiche. Gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, avevano chiesto il sequestro immediato del film, perché “lesivo della reputazione della giovane americana”.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.