di Francesca Marruco

E’ iniziato stamattina il processo al poliziotto dell’ufficio immigrazione della questura di Perugia accusato di aver preso mazzette per velocizzare le pratiche di permesso di soggiorno. Insieme a lui, sul banco degli imputati, la moglie e un quarantenne albanese difeso dall’avvocato Valter Biscotti. Il poliziotto e l’albanese accusato di essere il tramite con gli immigrati erano finiti in carcere  nel giugno del 2008, la donna invece era stata ristretta agli arresti domiciliari. Per loro, a vario titolo, accuse di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, concussione e corruzione.

Un occhio di riguardo in cambio di soldi o utilità Stando a quanto ricostruito dal pubblico ministero Manuela Comodi, che aveva coordinato l’indagine svolta dagli stessi colleghi del poliziotto in servizio in questura, l’imputato accelerava alcune pratiche, anche in assenza dei documenti necessari, in cambio di denaro contante o delle più svariate utilità: scarpe, camicie, ricariche per cellulare, legna, ricambi per automobili, condizionatori, frutta e verdura. In alcuni casi avrebbe avuto anche favori sessuali. In un caso si sarebbe fatto consegnare 2500 euro. In un altro caso avrebbe fatto avere un permesso nell’arco di 24 ore.

Il cinese che avvia l’indagine L’ispettore agiva insieme all’albanese con cui, si scoprì grazie alle intercettazioni telefoniche, era in strettissimo contatto. I due, facevano ben attenzione ad usare un linguaggio cifrato nelle telefonate per darsi appuntamento in posti isolati prevalentemente in orari serali. L’indagine per assurdo, nacque proprio dalle lamentele di un cinese residente a Foligno che andò al commissariato cittadino dicendo che nonostante «l’interessamento» dell’ispettore di Perugia non aveva avuto ancora il permesso di soggiorno. Dei cinesi arrivarono a minacciarlo di andare dal questore, lui allora, d’accordo con la moglie e l’albanese, cercò di disfarsi di alcune utilità ricevute. Ma inutilmente, i suoi colleghi lo tenevano d’occhio da mesi.

In aula Stamattina in aula la prima udienza. E’ stata disposta la trascrizione delle intercettazioni, sono stati ammessi i testimoni e le prove portate dalle parti. Il processo è stato poi rinviato al 18 ottobre prossimo. Inizialmente c’era anche un altro indagato, un avvocato, poi prosciolto in sede di udienza preliminare.

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