di Fra.Mar.
Un mese esatto dietro le sbarre. Tanto è durata la misura cautelare in carcere per il presidente di Confcommercio di Terni Leandro Porcacchia e del suo collaboratore Sergio Briganti, arrestati in flagranza di reato per estorsione dalla squadra mobile di Terni diretta da Tommaso Niglio.
A decidere per la concessione dei domiciliari è stato il tribunale del riesame di Perugia composto dai giudici Daniele Cenci, Beatrice Cristiani e Nicla Restivo. I legali dei due uomini avevano la misura come seconda ipotesi rispetto alla scarcerazione completa.
Il pubblico ministero della procura di Terni Elisabetta Massini si era opposta a questa concessione opponendo un parere negativo. I legali dei due indagati hanno comunque annunciato che faranno ricorso per Cassazione per dimostrare la loro totale estraneità.
I due, accusati di aver intascato una mazzetta da centomila euro da un ristoratore ternano per l’apertura di un locale al centro commerciale Le Terrazze, si sono sempre detti innocenti, sostenendo che quella era la parcella per la loro consulenza.
Leandro Porcacchia aveva inizialmente scelto di restare in silenzio, poi in un lunghissimo interrogatorio richiesto al pm aveva fatto nomi e cognomi di un sistema che sta facendo tremare molte persone a Terni. Da quell’interrogatorio sono scaturite nuove acquisizioni documentali al Comune di Terni e una decina di nomi nuovi nel registro degli indagati. Le indagini, che stanno procedendo in sordina da qualche giorno, per permettere agli investigatori di analizzare la grossa mole di materiale sequestrato e verificare se corrisponde con le parole ascoltate, promette ancora colpi di scena.

