di F.M.
Dal numero di persone che affollava l’Urban sabato scorso, si stimano intorno agli ottocento ingressi, non contando quelli che non sono riusciti ad entrare nel locale, il concerto di Max Gazzè è stato sicuramente un gran successo.
La scaletta e il personaggio Gazzè Uscito da un po’ il suo ultimo album «Quindi?», la band si è potuta concedere una scaletta molto libera e poco di propaganda, per così dire. Rivelatrice la scelta di inserire, ad esempio, «Vento d’estate» già come seconda canzone. Sono stati quindi diversi i brani storici che, intervallati a quelli dell’ ultimo album hanno permesso al pubblico delle grandi occasioni di celebrare quello che erano venuti a celebrare: il personaggio Gazzè.
Il pubblico poco attento delle grandi occasioni Questa è con tutta probabilità la chiave di lettura del concerto: osservato dalla balconata, infatti, il pubblico sembrava dividersi in due fasce ben riconoscibili, i primi tre metri dal palco composto da avventori attenti e partecipi e alle spalle una maggioranza pronta a sollevare le mani alle varie «Cara Valentina», «Il timido ubriaco», «Il solito sesso» e per il resto occupata a parlare più con il vicino che a seguire il concerto.
Gazzè non delude chi è lì per lui A chi era arrivato per ascoltarlo con attenzione, Gazzè ha regalato chicche musicali ed emozioni. Collettive e personali. Chi dei presenti non aveva almeno un ricordo legato ai pezzi del cantautore romano? Praticamente nessuno. Gazzè, capelli scompigliati e camicia a quadrettoni, si muove con naturalezza e padronanza, un animale da palcoscenico fortunatamente sfornito di cliché da divo. Che ringrazia e plaude il gruppo che gli ha fatto da apripista per la serata perugina e si concede foto e chiacchiere con quanti incontra prima e dopo il live.
In apertura i Lilith Ad aprire la serata dell’Urban Club è stata la band tuderte Lilith, che in una mezz’ora ha proposto i pezzi più ballabili del suo ultimo lavoro «Note a Margine». I cinque ragazzi, conosciuti e apprezzati nel panorama musicale indie, hanno scaldato il pubblico sulle note di «Nido», «Avamposto», «Berlino», «Le città visibili»,«M-Theory» e «Moto Perpetuo». Amore, illusione e idealizzazione, tematiche sociali e politiche, ma anche un omaggio a «Le città invisibili» di Italo Calvino, come ha spiegato il cantante Emanuele Principi presentando «Le città visibili», immaginata cartina d’Italia con quanto «appare» delle grandi metropoli dello stivale.
In giro per promuovere l’album I Lilith stanno promuovendo in questo periodo il loro ultimo album che ha già ricevuto ottime critiche dagli addetti ai lavori, in giro per l’Umbria e per l’Italia. Parteciperanno prossimamente al Primo Maggio Perugino organizzato dalla Cgil. Lo scorso gennaio è uscito il loro primo video.
Ottima accoppiata dunque quella del quintetto umbro e del cantautore romano, e ottima serata, perfettamente riuscita al club perugino.

