Martedì l'autopsia sul corpo di Luca Morozzi (Foto F.Troccoli)

E’ fissata per martedì l’autopsia sul cadavere di Luca Morozzi, il 17enne morto domenica mattina in un campo di Piscille per una molto probabile overdose da droghe sintetiche. Il giovane, molto amato e conosciuto nell’ambiente scolastico perugino e non solo,  aveva passato la notte al centro sociale ex mattatoio di Ponte San Giovanni con tanti dei suoi amici e compagni. Con cui aveva condiviso sogni, ideali e battaglie.

L’incontro al Csoa Perché Luca, ne aveva di sogni, voleva cambiare Perugia, la sua città. Credeva nell’uguaglianza, e nella resistenza, nella lotta e nella disobbedienza. E lunedì sera, i suoi amici e compagni del centro sociale hanno indetto un’assemblea per parlare di ciò che è capitato a uno di loro. Perché, scrive un ragazzo, «oltre la retorica è d’obbligo far luce se le sostanze che l’hanno ucciso sono state assunte e comprate all’interno del centro sociale, perché è inutile riempirsi la bocca di belle parole e poi essere tragicamente uguali ai tanti locali dove il divertimento è cercato attraverso lo sballo».

Lo sballo e la nottata di Luca Lo sballo. Quella parola abusata dietro cui ruota tutto un mondo di ragazzi più o meno consapevoli di cosa potrebbe accadere loro prendendo determinate droghe. E in questo caso sarà l’autopsia a stabilire quali droghe abbiano ucciso Luca, e quando gli abbiano concesso l’ultimo respiro. In modo da  fissare un orario preciso negli accertamenti che i carabinieri del comando provinciale di Perugia coordinati dal pm Manuela Comodi stanno portando avanti per ricostruire con chiarezza quanto accaduto nell’ultima notte di vita di Luca. E da chi abbia preso la sostanza che poi lo ha ucciso.

L’epilogo Luca è morto in un campo a Piscille. Prima di arrivarci, e dopo essere stato al centro sociale sarebbe  passato da casa sua, dove viveva con la madre. Sul punto gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo. La vita con Luca, sempre sorridente come sottolineano tutti gli amici, non era stata tenera, aveva perso il padre da non molto e aveva dovuto affrontare non pochi problemi pratici. Ma lui era «un uragano». Scrive chi lo conosceva bene.  Che stavolta purtroppo non ce l’ha fatta.

Il ricordo di un’amica Chi Luca lo ha conosciuto e gli ha voluto bene lo ricorda come «Uno sempre sorridente, coinvolto in tutto, che non ti tradirebbe mai, amico di tutti e di tutte, che non voleva mai vederti triste». Era uno che aveva tanti amici Luca. Tanti amici che adesso piangono la sua assurda morte. Lunedì mattina al bar della Pallotta, dove Luca faceva colazione, la sua pasta preferita era stata messa da parte per lui.

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