di Fra. Mar.
Rocco Varanzano ci riprova. Nella prima udienza davanti alla corte d’assise che dovrà giudicarlo per l’accusa di omicidio volontario per aver investito il maresciallo Andrea Angelucci, ha di nuovo chiesto di poter essere giudicato con rito abbreviato condizionato. Lo aveva già fatto in sede di udienza preliminare, ma il gup Massimo Ricciarelli aveva rigettato la richiesta e lo aveva rinviato a giudizio.
I motivi del rito abbreviato Nella prima udienza, iniziata con notevole ritardo per l’assenza di un giudice popolare, tramite il suo legale Andrea Stefani, ha di nuovo chiesto di poter beneficiare della riduzione di un terzo della pena in caso di condanna. Il legale ha esposto alla corte quali sono i motivi per cui, a suo avviso, i giudici devono concedere il rito alternativo. Ha parlato di discrepanze nelle relazioni di servizio redatte dai carabinieri che andrebbero approfondite. Come, secondo lui, andrebbero risentiti i testimoni oculari dell’accaduto. Perché Varanzano, ha sottolineato il legale, è un reo confesso, ha sempre ammesso le sue responsabilità. Ma sostiene che la morte del maresciallo Angelucci, fu un incidente. Lui non voleva investirlo.
Voleva ucciderlo La procura è di diverso avviso però. Varanzano ha voluto investire il maresciallo per ucciderlo. Ha lanciato la Bmw X5 rubata poco prima a folle velocità proprio con un intento ben preciso. Il sottufficiale morì poche ore più tardi in ospedale. Varanzano venne arrestato a Modena al termine di una serrata caccia all’uomo.
Le parti si sono opposte Nella prima udienza, in cui erano presenti il padre del maresciallo Angelucci, alla cui memoria è stata da poco conferita una medaglia d’oro, e l’imputato Rocco Varanzano, si sono costituite parti civili il ministero dell’Interno e il ministero della Difesa, i carabinieri feriti e il proprietario dell’auto. Poi la Corte, presidente Giancarlo Massei, a latere Paolo Micheli, ha deciso di riservarsi di decidere sulla richiesta di rito abbreviato e ha rinviato l’udienza al 23 giugno prossimo. Alla richiesta della difesa di Varanzano si sono opposti tutte le parti, prima fra tutti, il sostituto procuratore Manuela Comodi che ha condotto le indagini sin dall’inizio.

