di M.T.

L’Umbria ha sempre espresso grandi potenzialità nella moda, lo sa bene Laura Cartocci, ex modella e ideatrice di “Umbria Fashion”, la manifestazione interamente dedicata a questo settore che si svolge alla sala dei Notari di Perugia da un paio d’anni. Un contenitore ricchissimo di appuntamenti e di ospiti, uno spazio di incontro che unisce accademie, scuole di formazione, istituti superiori, ma anche aziende, mondo della solidarietà e personalità di spicco del settore moda. Quest’anno, il ruolo di testimonial è toccato a un attore e modello noto al grande pubblico, Sergio Muniz, che ha avuto l’onere e l’onore di premiare il vincitore del contest “Stilisti emergenti”, spazio riservato ai giovani talenti umbri, in cui si affrontano cinque fashion designer selezionati tra le nuove leve della regione. In palio, per il primo classificato, oltre a una creazione in ceramica di Domiziani, un tirocinio retribuito presso Pattern Group a Spello, un tour dell’azienda Monnalisa, un pass per lo show della stilista Vivetta Ponti alla Milano fashion- week e l’opportunità di realizzare una collezione di cinque abiti da far sfilare a Umbria Fashion 2025.

 

A vincere l’ambito premio è stato Edoardo Mariani, fashion designer ventiduenne di Gualdo Tadino, che ha conquistato la giuria con un abito rosso e nero ispirato all’opera “Rosso plastica”, creata da Alberto Burri nel 1962.  Il capo, realizzato con tessuti vinilici intrecciati a mano e arricchito da una cappa in mikado nero, era rigorosamente abbinato a un cappello a falda larghissima, anch’esso completato da materiali vinilici. “Rigorosamente”, perché questo accessorio rappresenta l’elemento immancabile di ogni creazione del giovane stilista: «Quando disegno – racconta – mi capita spesso di seguire un percorso inverso a quello tradizionale, perché immagino il cappello e poi il resto. Il cappello per me è l’elemento dominante». Una passione, dunque, che è il vero leit motiv di questo stilista in erba.  Edoardo, infatti, prima di approdare all’Accademia di belle arti “Pietro Vannucci” di Perugia, dove frequenta con profitto l’ultimo anno del corso di fashion design, ha iniziato da giovanissimo a coltivare il suo amore per la modisteria, imparando a lavorare, quasi totalmente da autodidatta, i materiali utilizzati per creare i cappelli. Una passione che nasce da lontano: «Mia nonna paterna Marisa è sarta – dice il giovane stilista – e quando ero molto piccolo mi facevo regalare i ritagli che le avanzavano per poterci creare abiti e copricapi».

Insieme a quello per la moda, Edoardo nutre anche un grande interesse per la fotografia. Una creatività dirompente, dunque, emersa in età infantile e che pian piano è stata incanalata in varie esperienze, una su tutte il lavoro per il corteo storico della manifestazione medievale “I giochi de le porte” che già da molti anni porta avanti nella sartoria di Porta San Martino: «Una vera palestra per me – dice – un luogo magico, pieno di tessuti, passamanerie, materiali di ogni genere. Ogni anno una nuova sfida da affrontare, nuovi abiti e cappelli da immaginare». Qui comprende l’importanza di studiare la storia, l’arte, di formarsi attraverso le letture: «Trascorro molte ore sui libri, alternando lo studio strettamente accademico a quello storico e artistico che porto avanti per conto mio». Da questa ricerca prendono vita i suoi cappelli per i cortei storici, che una volta realizzati vengono fotografati e pubblicati sulla sua pagina Fb ‘Cosa mi passa per la testa’: balzi, selle, visiere, capitanesche, copricapi di ogni genere ispirati ai dipinti dei grandi artisti medievali e rinascimentali, rivisitati in chiave personale e originale, anche usando materiali totalmente inusuali. La scelta di intraprendere la formazione accademica da fashion designer, e di dedicarsi anche alla moda contemporanea, nasce dalla sua consapevolezza di poter coniugare arte e moda: «Posso disegnare collezioni dallo stile contemporaneo senza mai tralasciare l’aspetto artistico – afferma – del resto non è una novità, altri stilisti lo hanno già fatto. Schiaparelli è uno degli esempi più noti».

Edoardo è a un passo dalla laurea, per la sua formazione magistrale conta di trasferirsi fuori regione: «Nei prossimi mesi – dice – mi aspetta lo stage e la realizzazione della mia tesi di laurea. Sarò molto impegnato, ma non smetterò mai di lavorare alle mie creazioni, non ci riesco. Mi succede persino di svegliarmi dopo aver sognato un cappello o un abito e so già che diventerà un’idea fissa finché non l’avrò realizzato».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.